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Vittoria assoluta - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:33

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Vittoria assoluta

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Fin da piccolo ho avuto la passione per la musica, grazie anche a mio padre che è musicista. A sedici anni cominciai a recitare Nam-myoho-renge-kyo grazie a mio fratello maggiore, l’unico in famiglia a praticare il Buddismo. Un anno dopo ricevetti il Gohonzon. Immediatamente emerse il forte desiderio di intraprendere un percorso artistico e musicale. Grazie alla pratica buddista capii che la mia anima artistica era quella del compositore. Mi piaceva tantissimo la musica elettronica e così iniziai a studiare da zero composizione, missaggio e mastering.
Mi esercitavo nella mia stanza con computer e casse economiche e continuavo a studiare e recitare Daimoku per crescere artisticamente, iniziando a condividere con gli altri quello che riuscivo a creare. La buona fortuna accumulata con il Daimoku mi permise di trovare una sala di registrazione. Finalmente potevo lavorare come desideravo! Grazie alle guide del presidente Ikeda indirizzate ai giovani riuscii a vedere il mio talento e iniziai a produrre musica hip hop.
Nel 2017, però, iniziai a soffrire di forti dolori alle gambe che non mi permettevano di camminare. Mi ero iscritto all’università, ma dovetti rinunciare a frequentare le lezioni.
Avevo dolori quando mi svegliavo la mattina, quando provavo a produrre musica, quando andavo a letto. Avevo anche difficoltà enormi ad andare alle riunioni. Stavo malissimo, facevo fatica a riconoscere la mia Buddità e vivevo nel mondo di inferno.
Feci quattro mesi di terapia in un centro specializzato che, oltre a un dispendio economico non indifferente, aveva addirittura peggiorato il mio stato di salute. Così persi completamente fiducia nei medici. Tuttavia non persi mai il legame con il Gohonzon. Persino nei giorni più difficili riuscivo a praticare, anche solo un po’.
Grazie all’incoraggiamento di sensei e dei compagni di fede decisi di rilanciare e pregare con più speranza e determinazione per vincere sulla mia sofferenza e trovare il medico giusto, che fosse in grado di capire la causa dei dolori.
In quel periodo scoprii con grande gioia che uno zadankai si teneva in un appartamento del mio palazzo! Potevo partecipare alle riunioni prendendo solo l’ascensore!
Fu la mia rinascita. Inaspettatamente riuscii a trovare il medico giusto che mi diagnosticò un’ernia alla colonna vertebrale, nella zona lombare. Determinai di guarire al 100% entro settembre, così da ricominciare l’università in perfetta forma fisica. Grazie all’aiuto dei miei genitori, trovai una osteopata bravissima, anche se all’inizio ero molto scettico e facevo una fatica incredibile durante gli esercizi.
Una volta al ritorno verso casa ero molto triste ma mia mamma mi confortò tanto, dicendomi che ce la potevo fare. Recitai più Daimoku per essere sempre più forte.
L’osteopata mi incoraggiò a dimagrire. In breve, in sei mesi sono dimagrito di diciassette chili, raggiungendo un perfetto peso forma. I dolori sono spariti senza alcuna operazione chirurgica! Tanto Daimoku e tanta determinazione sono stati fondamentali. Una vittoria assoluta.
Sensei scrive: «Devi alzarti grazie alla fede. Devi vivere con forza. Allora vedrai emergere una soluzione proprio là dove meno te lo saresti aspettato. Occorre che tu reciti Daimoku senza esitare fino a che il risultato non appare davanti a te. Con la fede possiamo trasformare al meglio ogni situazione, proprio come un veleno si trasforma in una medicina portentosa» (RU, 3, 137).
Questa esperienza ha incoraggiato tantissimo i miei genitori.
Fin da quando ho partecipato al primo corso nazionale Futuro nel 2014, insieme a ragazzi che per lo più erano figli di praticanti, ho coltivato il desiderio di una famiglia in cui tutti praticassero il Buddismo di Nichiren Daishonin. Vedendo il mio cambiamento mia madre si incuriosì. Un giorno le dissi: «Prova a fare Daimoku con me» e lei accettò. Praticammo cinque minuti e fu un’emozione unica. Ogni volta che facevo Daimoku la invitavo. Iniziò a recitare Gongyo quotidianamente e a praticare correttamente anche da sola. Le dissi che non bastava praticare mattina e sera ma era fondamentale partecipare alle riunioni. Era un po’ restia, così feci Daimoku per vincere assolutamente e dopo un po’ lei decise di venire a uno zadankai. Ne fu entusiasta.
Insieme ci mettemmo l’obiettivo di fare shakubuku a papà. Dopo tanto Daimoku, anche mio padre decise di provare a praticare per affrontare un serio problema di salute. Partecipò fin da subito alle riunioni, da cui tornava sempre gioioso. I miei condivisero con me il desiderio di entrare a far parte della Soka Gakkai, e il 13 novembre 2017 entrambi sono diventati membri. Da ottobre 2018 mia madre è responsabile di gruppo, lo stesso a cui partecipavo quando stavo male.
Mio padre ha superato brillantemente il problema di salute e anche mio fratello, dopo aver affrontato grandi difficoltà lavorative, è riuscito a trovare il lavoro che desiderava.
Tornato all’università, ho incontrato tante difficoltà. Ma basandomi sugli incoraggiamenti di sensei per gli studenti, ho deciso di affrontare gli esami non solo per me stesso, ma soprattutto per chi non può studiare. Da quel momento i miei voti hanno iniziato a migliorare notevolmente.
Anche il mio lavoro musicale si espande sempre di più e oggi sto collaborando con un locale che organizza serate hip hop e riproduce principalmente la mia musica.
Vorrei concludere con un incoraggiamento del maestro Ikeda che per me è stato determinante: «La nostra vita è il tesoro supremo, eppure troppo spesso cerchiamo i tesori al di fuori di noi. Perché? Perché la nostra fede negli esseri umani è debole e perché non crediamo in noi stessi. Ciò è fonte di notevole confusione e discordia nel mondo attuale. Credete nella vostra vita, è una fonte di potere insuperabile!»
(BS, 161, 53).

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