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Vinci su te stessa e sii felice - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

24 gennaio 2026 Ore 23:47

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Vinci su te stessa e sii felice

Anche quest’anno, nel mese di giugno, le donne e le giovani donne italiane si sono riunite in ogni zona per festeggiare insieme la fondazione della Divisione donne e dell’Ikeda Kayo-kai. 1.372 i luoghi di incontro che hanno accolto un totale di 36.161 partecipanti, di cui più di 6.300 alla loro prima riunione!

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Anche quest’anno, nel mese di giugno, le donne e le giovani donne italiane si sono riunite in ogni zona per festeggiare insieme la fondazione della Divisione donne e dell’Ikeda Kayo-kai. 1.372 i luoghi di incontro che hanno accolto un totale di 36.161 partecipanti, di cui più di 6.300 alla loro prima riunione!

Tutte ci siamo sfidate con entusiasmo, basandoci su tanto Daimoku, determinate a rafforzare l’unità tra noi, ognuna mettendosi in gioco sulla base del motto: “Vinci su te stessa e sii felice!”.

Il sorriso e l’allegria sono stati gli elementi comuni di queste riunioni in cui come sorelle, madri e figlie, strette intorno al maestro, abbiamo condiviso le nostre sfide e le nostre vittorie. Abbiamo incontrato tante nuove e vecchie amiche, alcune ritornate dopo tempo, tutte ugualmente avvolte dal calore dell’abbraccio della nostra famiglia Soka.

Tantissime le esperienze raccontate, storie appassionanti di vittorie sul karma e di trasformazione profonda della vita che testimoniano il potere senza limiti della fede nella Legge mistica. Ognuna di noi si sta impegnando ogni giorno per vincere su se stessa rinnovando la promessa fatta a sensei. Ognuna con la propria rivoluzione umana sta costruendo la pace nella comunità locale, come scrive sensei nel poema che ci ha dedicato in questa occasione: «Una donna può diventare un sole per tutti. La luce dell’ottimismo delle madri diverrà il sole del vicinato che si leverà alto e risplenderà come il sole della pace mondiale».

Le foto che pubblichiamo in queste pagine e i commenti di alcune partecipanti ci fanno rivivere l’emozione di queste giornate.

Fa sorridere ad esempio la reazione di Angela, una persona nuova che ha detto: «Il Buddismo non fa per me», ma subito dopo ha aggiunto: «Bello però quest’incontro, ne possiamo fare uno a casa mia?».

Adesso, nella seconda parte dell’anno, continuiamo a cavalcare quest’onda di crescita e diventiamo sempre più felici mentre ci impegniamo a espandere la nostra rete di amicizia nella società, come ci incoraggia il nostro amato maestro ne La nuova rivoluzione umana: «Ogni giorno recito Daimoku per ciascuno di voi. Vinci su te stesso. Vinci sul tuo karma. Vinci nella lotta per kosen-rufu e vivi un’esistenza vittoriosa che profumi di felicità» (vol. 30, cap. 2, p.ta 38).

Le responsabili nazionali donne e giovani donne

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Messaggio per le riunioni generali donne e giovani donne in Europa

Le mie più vive congratulazioni per questa riunione donne e giovani donne della SGI italiana, colma di sorrisi luminosi. Sto pregando affinché sia una fresca partenza piena di determinazione e profumati fiori di felicità.
Nichiren Daishonin scrive: «[…] una donna che abbraccia il Sutra del Loto è come acqua pura nella quale dimorerà la luna del Budda Shakyamuni» (RSND, 2, 832). Una donna dalla fede forte e dal cuore puro senza dubbio accumulerà fortuna. Il Daishonin vi promette che ciò che state costruendo è la fortezza indistruttibile dello stato vitale di Buddità.
Spero con tutto il cuore che ognuna di voi rafforzi la sua fede più che mai e diffonda la luce della speranza nella sua famiglia, nella comunità e nella società, da buona cittadina, ampliando con gioia la rete della felicità, in armoniosa unità. Molti giovani che si assumeranno la responsabilità delle generazioni future stanno seguendo le vostre orme. Incoraggiamoli fino in fondo con calore e facciamo crescere queste preziose giovani vite che diventeranno i nostri successori.
Mia moglie e io stiamo pregando sinceramente per la vostra salute e felicità, e perché anche nella vostra famiglia regnino la buona salute e l’armonia.
Con profonda gratitudine e con il massimo rispetto, inviamo questo messaggio a voi, le nostre “nobili madri senza corona”, le “madri Soka”.
Vivete fino in fondo la vostra missione, con uno spirito giovane e un cuore limpido. Vi prego, state bene.

Daisaku e Kaneko Ikeda

giugno 2017

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Poema di daisaku ikeda / Il potere delle donne è la speranza della società

È dal “potere morbido” delle donne
che sgorga la forza vitale per una nuova società piena di speranza.
Quando la saggezza delle donne si diffonde
i luoghi in cui lavorate
e anche il vostro ambiente più vicino
si colmano di creatività
e si genera armonia.

È importante costruire insieme una società
in cui le donne possano concentrarsi
con fiducia e libertà,
senza alcuna discriminazione
sui molteplici aspetti dei loro compiti
e della loro missione:
lavorare, crescere i figli,
essere moglie, figlia,
membro della propria comunità
oppure studiare.

Tutte queste attività entrano spesso
in conflitto tra loro
e creano sofferenza e stress,
ma nel momento in cui la determinazione sorge nei vostri cuori,
ogni cosa diventa carburante
per il vostro sviluppo.
Solo allora
una donna può diventare un sole per tutti.
La luce dell’ottimismo delle madri
sarà il sole del vicinato, che si leverà alto
e risplenderà come il sole della pace mondiale.

Noi tutti
abbiamo la responsabilità
di rendere felici le nostre coraggiose madri.
È proprio questa la nostra missione.
Questa è la vita.
Le madri, apparentemente così comuni
e allo stesso tempo così incredibilmente grandi.
Sostenerle affinché realizzino
un’esistenza pienamente felice
è il primo passo verso la pace mondiale.

Un essere umano con un cuore forte
è una persona veramente forte.
Perciò, le donne e le giovani donne
che credono eternamente
nella Legge mistica universale
possono essere considerate
le persone più forti di tutte.
Non accadrà mai che vengano sconfitte.
Qualsiasi problema o karma possano incontrare, vinceranno sicuramente.
Senza alcun dubbio supereranno qualsiasi cosa
e riusciranno
a dischiudere dentro di sé
uno stato vitale di vittoria
così grande e pieno di gioia
che tutti ammireranno.

(26 febbraio 2017)

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Marta: oggi mi sono sentita “a casa”, libera di essere me stessa, di mostrarmi nella mia fragile interezza. Libera dai pregiudizi, semplicemente libera e felice! Grazie ai vostri sorrisi, ai vostri racconti e alle emozioni che mi avete regalato!

Maria Concetta: si avvertiva energia allo stato puro, la forza di quelle donne che ce l’hanno fatta e l’hanno voluto gridare forte, la voglia di portare avanti la nostra missione in unità con sensei. C’era tutto!

Anna Lucia: ogni momento che vivo è l’occasione per fare un pezzetto della mia rivoluzione umana e vincere su me stessa, perché sono sempre io che devo cambiare, non gli altri! E non perché non vado bene così come sono, ma per essere ancora più felice.

Francesca: è stata una mattinata piena di emozioni, non mi aspettavo tanta intensità. Mi ha fatto riscoprire il mio valore come donna, il potenziale che ho per cambiare le cose.

Irene: ognuna ha donato qualcosa di sé alle altre, mentre spuntavano lacrime di commozione e fragorose risate. Bello, bello, bello! Tutte sinceramente contente di aver partecipato, siamo tornate a casa con una nuova determinazione.

Florinda: ognuna di noi ha deciso di fare proprio lo slogan “Vinci su te stessa e sii felice”, libere e felici di raccontarci, condividendo le lotte che stiamo affrontando. Ognuna ha deciso di superare le sue difficoltà per dimostrare alla famiglia e agli amici che si può diventare dei soli che disperdono ogni tipo di oscurità.

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L’esperienza / Brillare dei propri colori

Davanti al Gohonzon recitavo Daimoku vivendo contemporaneamente la gioia del nuovo lavoro e la sofferenza di quella violenza, ma sentivo che la mia vita non era né l’una né l’altra cosa, era Myoho-renge-kyo

di Silvia Larese, Varese

Non sopportavo più la vita che facevo quando ho incontrato nel 2003 il Buddismo di Nichiren Daishonin. Praticando mi sono sentita meglio e poco tempo dopo ho ricevuto il Gohonzon. Da subito mi sono dedicata agli altri facendo attività soprattutto con le giovani donne. Quando sono diventata responsabile nazionale delle giovani donne appena avevo un momento libero andavo a trovarle in tutta Italia.
Nel lavoro non solo ero sottopagata e poco valorizzata, ma non facevo neanche quello per cui avevo studiato: educatrice d’infanzia. Quando finalmente nel 2012 le cose hanno cominciato a cambiare e sono stata assunta in una scuola elementare vicino casa, sono stata aggredita da uno sconosciuto. Nell’aggressione mi sono rotta in modo irreversibile i legamenti della clavicola.
Davanti al Gohonzon recitavo Daimoku vivendo contemporaneamente la gioia del nuovo lavoro e la sofferenza di quella violenza, ma sentivo che la mia vita non era né l’una né l’altra cosa, era Myoho-renge-kyo.
Da quella percezione è iniziato a cambiare tutto. Il Gosho mi incoraggiava: «Quando accade un grande male, seguirà un grande bene» (RSND, 1, 992).
A fine novembre sono stata operata ai legamenti della clavicola, in quell’occasione ho scritto a sensei per informarlo dell’operazione, mi ha risposto il giorno prima dell’intervento: «Prenditi cura di te, ti sto mandando Daimoku». Al termine dell’anno scolastico ho perso il lavoro e mi è stato negato il sussidio di disoccupazione: per superare questo muro che continuava a presentarsi avevo il Gohonzon, il Gosho e il mio maestro.
Decisi di approfondire le cinque guide eterne di sensei per l’Ikeda Kayo-kai, in modo particolare quella che non capivo, la quinta: “Aprite il cancello dell’eterna vittoria di maestro e discepolo”. Il presidente Ikeda scrive: «Un famoso passo del Gosho parla di una donna che “apre il cancello”. Dalla frase “aprire il cancello” non posso fare a meno di percepire le profonde aspettative che aveva il Daishonin nei confronti delle donne. Nel Sutra del Loto, la fanciulla drago, immersa in un’atmosfera di pregiudizi e discriminazioni contro le donne, riesce a rompere il sistema di valori che vigeva in quel momento, mediante la sua illuminazione» (Il voto dell’Ikeda Kayo-kai, Ibisg, pag. 85). Lo leggevo e lo rileggevo quando finalmente ho capito che non avevo mai scelto per me, avevo sempre cercato di essere all’altezza delle aspettative degli altri. Ho deciso di tornare a casa dai miei genitori, vicino Varese, e ricominciare tutto da zero.
Per due anni ho lavorato in modo saltuario e alla fine di marzo del 2015 sono passata alla Divisione donne. Questa volta ho scritto a sensei una sfilza interminabile di determinazioni a cui lui ha risposto: «Stammi bene. Per favore, nella Divisione donne, impegnati ancora di più».
Inizialmente ho sofferto per quell’”impegnati ancora di più”, ma “stammi bene” mi rimette sui binari e comprendo che il punto non è darsi da fare per essere accettati, ma brillare dei propri colori. Determino che per il mio quarantesimo compleanno, nel 2016, ci sarebbe stata stabilità nella mia vita.
A settembre 2015 firmo un contratto a tempo indeterminato come educatrice di sezione in un asilo a Milano, ma a quarantotto ore dal mio appuntamento con la stabilità, cioè l’inizio dei miei quarant’anni, l’asilo viene venduto e sono licenziata in quanto ultima assunta. Con mia grande meraviglia sorrido per l’assurdità della cosa, invece di avere il solito attacco di sfiducia. E pregando davanti al Gohonzon con forza e sicurezza decido: «Adesso basta!».

La situazione lavorativa era molto difficile, ma dentro mi sentivo stabile, ferma come il monte Fuji e capivo tutto il mio percorso. Senza paura determino di raggiungere, come la fanciulla drago, lo stadio di non regressione. Il giorno dopo mi sveglio con la primavera nel cuore e vado all’asilo nido dove lavoravo a Milano. Mentre sono lì telefona la consulente pedagogica per chiedere come stiano andando le cose. Le dicono che sono stata licenziata e lei reagisce dicendo: «Silvia? La voglio io!». Mi chiede di lavorare come educatrice in uno degli asili che lei coordina perché le piace il mio modo creativo di affrontare le peggiori situazioni. Intanto le cose vanno avanti seguendo una strada tortuosa: la lettera di licenziamento arriva così tardi che non posso firmare il contratto per il nuovo anno scolastico. Quando finalmente arriva è accompagnata dall’indennizzo di mancato preavviso di licenziamento che mi servirà a tamponare l’assenza di entrate. Dopo una settimana, la stessa psicopedagogista, per non lasciarmi senza lavoro, mi propone un part time in un asilo a Milano coordinato da lei. Accetto, firmo il contratto con la massima serenità nel cuore, parlo del Buddismo alle mie colleghe, nel tempo libero vado a trovare le donne per recitare Daimoku insieme e incoraggiarci a credere nel nostro valore, mi diverto. Alla fine di novembre arriva inaspettato il contratto full time perché un’educatrice si dimette. Dopo poche settimane mi affidano il ruolo di educatrice responsabile di struttura e del personale. In sede di colloquio, la coordinatrice psicopedagogista mi confida che era il suo obiettivo dal nostro primo incontro perché le avevo ispirato fiducia.
Nella Saggezza del Sutra del Loto, riguardo all’Illuminazione della figlia del re drago, sensei afferma: «Le donne hanno il diritto di diventare felici. Questo è l’intento del Sutra del Loto. […] Quando una donna ottiene l’Illuminazione, il suo ambiente si trasforma in un mondo di purezza e di bellezza. La solidarietà delle donne che si sono risvegliate alla nobiltà della propria vita cambierà il carattere della civiltà” (vol. 2, pag. 55).
Ringrazio tutte le tempeste della mia vita, tutte le persone che mi hanno sostenuto e quelle che mi hanno dato l’occasione di risolvere le mie sofferenze. Ringrazio il mio maestro e sua moglie Kaneko, devo a loro la vita.

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Poema di Daisaku Ikeda / Un bouquet di gratitudine a tutte le madri

Una madre è piena di calore.

Una madre è saggia.
Inoltre, una madre è forte.

Grazie all’esistenza delle madri,
ci siamo anche noi.
La gratitudine verso le madri rappresenta
la bellezza eterna del cuore umano.
Le donne più di ogni altro, con grande serietà e sincerità,
lottano per kosen-rufu, per il bene degli amici, del quartiere e della società.

La bellezza della natura,
la bellezza di una persona,
la bellezza della vita
e la bellezza della famiglia…
Tutti gli esseri umani desiderano la bellezza,
ma non possiamo conquistarla
rimanendo chiusi in noi stessi.
Non si può costruire la bellezza
pensando solo a noi stessi.
Solo mirando a migliorare le relazioni umane,
a uno scambio ricco di cuore
nel quartiere e nella società,
a un atteggiamento “gentile”
nei confronti della natura,
ognuno può crescere in modo meraviglioso.

Il rispetto profondo risveglia il rispetto
nel cuore dell’altro.
Aprirsi con grande sincerità,
con il desiderio di trasmettere
i nostri sentimenti all’interlocutore.
Un cuore sincero alla fine riesce sempre
a toccare un altro cuore.
I dialoghi promossi dalle donne Soka
espandono una magnifica rete
di fiducia nel mondo.

La madre è il “capitano della nave”,
è il “pilota” della famiglia.
Se le donne mantengono una fede coraggiosa
e saggia,
non c’è alcun dubbio che la famiglia
si trasformerà.
Se la famiglia migliora, migliora il vicinato,
si trasforma il quartiere,
migliora la società
e si trasforma il genere umano.
Questo è il teorema della rivoluzione umana.

(7 maggio 2017)

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