«Bisogna alzarsi in piedi da soli! Ciascuno di voi deve diventare Shin’ichi Yamamoto» (Daisaku Ikeda, La nuova rivoluzione umana, vol. 30, cap. 5, p.ta 83)
«Saranno la forza e la passione dei giovani a creare una nuova epoca»
Mancano poco più di due mesi al 18 novembre 2018. Ognuno di noi si sta impegnando al massimo verso questa tappa.
Ora è il momento di rinnovare la nostra determinazione e tirar fuori un ichinen ancora più forte verso l’obiettivo di realizzare 20.000 giovani in Italia, partendo dalla frase del Gosho Lettera a Niiike:
«Sviluppa sempre più la tua fede fino all’ultimo momento della tua vita, altrimenti avrai dei rimpianti. Per esempio, il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni: se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale?» (RSND, 1, 911).
Tutto dipende dalla forza della nostra fede, assicura il Daishonin. Questo è il punto di partenza.
Cos’è che determina la vittoria o la sconfitta?
Il punto cruciale è come ognuno di noi si pone di fronte a questa sfida e se riusciamo a ispirare o meno la persona che abbiamo di fronte, se riusciamo a risvegliare in lei la nostra stessa determinazione, il nostro stesso ichinen.
Questo è l’obiettivo di tutta la Soka Gakkai italiana, non riguarda solo i giovani. Se tutti noi ci concentriamo su questo scopo riusciamo sicuramente a creare una forte unità e ad avanzare tutti insieme con entusiasmo. È fondamentale perciò che i quattro gruppi – uomini, donne, giovani uomini e giovani donne – si uniscano e collaborino insieme mirando nella stessa direzione, allora sicuramente ci sarà una grande crescita.
Da giovane, il presidente Ikeda ha guidato tante campagne di shakubuku che sono rimaste nella storia della Soka Gakkai. Cerchiamo di prendere ispirazione dall’esempio del nostro maestro!
Come ha fatto sensei nelle campagne di Kamata, di Osaka, di Yamaguchi? Qual è stata la chiave della vittoria?
Il presidente Ikeda scrive: «Quando Shin’ichi seppe ciò che Toda si aspettava da lui per la campagna del Kansai, rispose al desiderio del maestro senza un attimo di esitazione. Naturalmente era consapevole del fatto che l’obiettivo poteva considerarsi praticamente irrealizzabile, e sulle prime sprofondò nella disperazione. […] Poi, uno dopo l’altro, come nuvole nel cielo, cominciarono ad apparire nella sua mente alcuni passi del Gosho. Passi che mettevano chiaramente in evidenza come si potesse trasformare ciò che apparentemente era impossibile in una cosa possibile. Quelle frasi gli dicevano che la chiave per la vittoria non risiedeva necessariamente nella forza numerica, quanto nell’indistruttibile unità di un gruppo anche piccolo, e rivelavano che il potere della fede non conosceva limiti. […] Non affermava forse il Gosho: “Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra”? Shin’ichi adesso comprendeva pienamente che le uniche cose sulle quali poteva contare erano il Gohonzon e il Gosho» (RU, 10, 9-10).