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Trasformare lo spirito umano - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:35

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Trasformare lo spirito umano

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Desidero esprimere la mia gratitudine al Santo Padre, al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e a tutti coloro il cui sostegno ha reso possibile questa importante conferenza internazionale, e per l’opportunità di affrontare una delle minacce più critiche che l’umanità si trova di fronte.
Il 7 luglio di quest’anno le Nazioni Unite, attraverso una conferenza di negoziazione, hanno adottato il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW). Si tratta di uno storico e concreto passo avanti verso l’abolizione delle armi nucleari. In quanto organizzazione civile, la SGI ha sempre mantenuto un profondo interesse e un coinvolgimento attivo nel processo di negoziazione. «I nostri problemi sono stati creati dall’essere umano – dichiarò John Kennedy – e perciò possono essere risolti dall’essere umano. Un essere umano può essere grande quanto vuole. Nessun problema che riguardi il destino dell’umanità è al di sopra degli esseri umani. La ragione e lo spirito umano hanno spesso risolto ciò che sembrava irrisolvibile e noi crediamo che lo possano fare di nuovo».
Questo modo di pensare risuona con forza dentro di noi. Dobbiamo perciò chiederci quale sia il modo migliore per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. Le attività per la pace promosse dalla SGI, in particolare per l’abolizione delle armi nucleari, nascono dalla consapevolezza che la trasformazione nello spirito di una persona può trasformare l’intera società. Questa idea è stata espressa dal presidente della SGI Daisaku Ikeda con le seguenti parole: «La rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità» (RU, 1, IV).

Possiamo anticipare due obiezioni a questo punto di vista. La prima è che se l’unico modo per realizzare il disarmo nucleare è attraverso la trasformazione dello spirito umano, un mondo senza armi nucleari è impossibile. Il disarmo nucleare è già di per sé estremamente difficile e se la trasformazione dello spirito umano viene aggiunta come precondizione necessaria, allora un mondo senza armi nucleari diventa irraggiungibile.
La seconda obiezione potrebbe riguardare la reale possibilità di trasformare lo spirito umano. Questo punto riguarda una delle questioni fondamentali dell’esistenza umana.
Per rispondere innanzitutto alla seconda obiezione, noi crediamo che la vita spirituale degli esseri umani sia caratterizzata dalla diversità e dalla mutevolezza. Neppure il bene e il male sono realtà fisse dell’esistenza umana, ma sono costantemente soggette alla possibilità del cambiamento. Attraverso l’impegno proattivo verso gli altri e in risposta ai modi in cui gli altri agiscono verso di noi, possiamo manifestare differenti aspetti della nostra vita interiore. Soprattutto, crediamo che sublimi possibilità di saggezza, compassione e coraggio esistano come potenzialità inerenti alla vita umana. La nostra pratica in quanto buddisti si basa sull’incessante sforzo di far emergere queste meravigliose potenzialità, sia in noi stessi sia negli altri. Con l’espressione “trasformare lo spirito umano” intendiamo il processo di far emergere e manifestare le migliori qualità che sono già inerenti alla vita degli esseri umani.

Adesso vorrei rispondere alla prima obiezione. Desidero sottolineare come le sfide più difficili, come quella del disarmo nucleare, siano in realtà opportunità fondamentali per far emergere gli aspetti più positivi dello spirito umano. Impegnarsi nella sfida per l’abolizione delle armi nucleari significa affrontare l’aspetto malvagio e distruttivo della vita umana su cui si basano le armi nucleari, che negano alla radice la dignità e la santità della vita. Il Buddismo descrive questi impulsi distruttivi come i “tre veleni” di collera, avidità e ignoranza fondamentale, o stupidità, da cui essi emergono. Ma non pensiamo che la trasformazione dello spirito umano sia una condizione assolutamente necessaria per realizzare il disarmo nucleare. Piuttosto crediamo che, facendo fronte a questa sfida immensamente difficile, ognuno di noi può sviluppare le migliori qualità insite nello spirito umano. Questo è il nostro fondamentale modo di vedere.
Non è necessario affermare che tutto questo non è semplice. Nell’affrontare questi problemi è vitale continuare a coltivare nuove consapevolezze e nuove motivazioni. L’educazione può e deve giocare un ruolo a questo riguardo. Ed è per questa ragione che l’educazione, che fornisce continue opportunità di consapevolezza, è un aspetto costante nelle nostre attività.
Oggi il possesso delle armi nucleari è giustificato da ragioni di sicurezza nazionale sulla base della teoria della deterrenza. Come possiamo aiutare le persone a risvegliarsi dall’incubo di una tale visione che tiene in ostaggio i cittadini del mondo e mantiene la “pace” attraverso un equilibrio del terrore? Credo sia questa la questione chiave.

Per risvegliare l’umanità dall’incubo del nucleare, coloro che si sono impegnati nel movimento per il disarmo dovrebbero offrire una nuova visione della sicurezza. Una visione che sia facilmente comprensibile, solida e brillante. Abbiamo la necessità di risvegliare le persone dall’attuale oppressione con la luce di una nuova visione. Concetti come disarmo integrale, sicurezza umana e sviluppo umano indicano tutti la direzione per realizzare una nuova visione.

Nel settore del disarmo, le preoccupazioni umanitarie hanno fornito tale orientamento. Hanno contribuito introducendo una prospettiva umana nel discorso della sicurezza. Il discorso umanitario ha portato a un riconoscimento esplicito da parte della comunità internazionale della natura inammissibile delle armi nucleari, contribuendo in modo determinante alla realizzazione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari.
In base al discorso umanitario quella delle armi nucleari non è solo una questione di diritto internazionale, ma ha una dimensione decisamente etica e morale.
In tal senso il ruolo svolto dalle tradizioni religiose del mondo è notevole. Sua Santità Papa Francesco ha rilasciato una dichiarazione, sia alla Conferenza di Vienna nel 2014, sia alla conferenza di negoziazione per il Trattato per l’abolizione delle armi nucleari tenutasi a New York quest’anno, che ha influenzato positivamente il dibattito. Da parte sua la SGI ha partecipato attivamente all’iniziativa Faith Communities Concerned about Nuclear Weapons (Le Comunità di fede e la questione delle armi nucleari, n.d.t.), che ha rilasciato otto dichiarazioni congiunte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e alla conferenza di negoziazione del Trattato TPNW, esortando a vietare ed eliminare le armi nucleari.
Il Preambolo del TPNW riconosce gli sforzi compiuti dai leader religiosi. Questo è un chiaro riconoscimento che le voci che sollevano preoccupazioni etiche e morali sono state un elemento indispensabile nel discorso internazionale nel corso degli anni.

All’interno della SGI si è prestata particolare attenzione nel cercare un approccio in grado di coinvolgere efficacemente il pubblico su larga scala nel dibattito sull’abolizione delle armi nucleari. Il concetto che abbiamo sviluppato è espresso nella frase “Everything you treasure” (Tutto ciò che ti sta a cuore, n.d.t.).
Il desiderio di proteggere le persone e le cose che amiamo è un sentimento umano fondamentale. Su questa spinta noi esseri umani abbiamo costruito case, tessuti, coltivato e raccolto colture. Allo stesso tempo, l’impulso a proteggere ciò che per noi ha valore – le persone che amiamo – ha spinto allo sviluppo di tecnologie militari. Il potere distruttivo delle armi ha continuato a crescere nel corso dei secoli culminando nel 1945 con la produzione e l’uso delle armi nucleari. Come afferma Albert Einstein: «La conquista dell’energia atomica ha cambiato tutto tranne il nostro modo di pensare». Nonostante il fatto che oggi viviamo esistenze profondamente interdipendenti, quanto siamo consapevoli di questa realtà?
Quando la coscienza della nostra profonda interdipendenza si risveglierà nel cuore di ogni singola persona, diventeremo consapevoli del fatto che qualsiasi danno inflitto agli altri, in qualunque forma, tornerà a noi. Questa è la base dell’ethos che il presidente della SGI Daisaku Ikeda ha espresso come impegno a non costruire la propria felicità sulla sofferenza altrui.
È per questo che il nostro movimento si concentra sullo sviluppo dell’empatia. Tutto inizia col favorire fra le persone sinceri dialoghi centrati sul desiderio universale dell’essere umano di proteggere ciò a cui tiene. Ciò potrà promuovere a sua volta la consapevolezza condivisa che le armi nucleari – a chiunque appartengano – sono pericolose e sbagliate come mezzi per proteggere le persone e le cose a cui teniamo. Su questa base, possiamo perseguire l’eliminazione delle armi nucleari come un’impresa globale condivisa di tutta l’umanità.
Questo era il pensiero alla base della nostra campagna “Decennio della gente per l’abolizione del nucleare” lanciata nel 2007 e della collaborazione con ICAN – Nobel per la Pace 2017 – nell’impegno fondamentale per aumentare la consapevolezza. La mostra organizzata in collaborazione con ICAN, intitolata “Tutto ciò a cui tieni – per un mondo libero dalle armi nucleari” è stata finora ospitata in 80 città di 19 nazioni, attirando numerosi visitatori.

La sfida di promuovere il dialogo può essere intrapresa da chiunque. Il dialogo ci presenta infinite possibilità. Una semplice conversazione su un determinato argomento può naturalmente approfondirsi nel tempo in forme sempre più ricche di dialogo. Il nucleo delle attività religiose della SGI è costituito dalle riunioni locali in piccoli gruppi di persone, provenienti da diversi ambiti sociali, che condividono le loro esperienze di fede. È nostra convinzione che questo tipo di piattaforma dialogica possa essere adattata e applicata al movimento per abolire le armi nucleari. Le mostre che la SGI ha sviluppato negli anni si basano tutte sulla stessa formula: generare forum per il dialogo. Queste mostre sono diventate luoghi di dialogo spontaneo tra i visitatori generando un senso di connessione empatica e di preoccupazione condivisa. E ciò a sua volta può dare origine ad azioni e forme di solidarietà, e persino a una nuova generazione di cittadini leader. Crediamo inoltre che questo tipo di criterio dialogico possa essere applicato a tutte le forme di impegno diplomatico per la realizzazione di un mondo senza armi nucleari.
Un’altra attività della SGI è il sostegno all’impegno dei giovani per documentare le testimonianze di guerra, in particolare quelle degli hibakusha. Questo naturalmente offre ai giovani l’opportunità di approfondire la realtà della guerra e delle armi nucleari. Ma soprattutto è attraverso questi incontri e dialoghi che i giovani possono svilupparsi e crescere come leader. Attraverso queste attività abbiamo cercato di coinvolgere un ampio spettro di partecipazione e di sviluppare la leadership dei giovani.

Come ho cercato di riassumere, il movimento della SGI per l’abolizione delle armi nucleari si concentra sulla diversità e mutevolezza della vita umana. Attraverso il dialogo cerchiamo di estendere la portata dell’empatia e di sensibilizzare la popolazione. Queste credo che siano le caratteristiche peculiari dei nostri sforzi che possono essere intesi come un programma di base per l’educazione alla pace e al disarmo.
Il ruolo dell’educazione alla pace e al disarmo si riferisce al Preambolo del Trattato per l’abolizione delle armi nucleari. L’articolo 12 invita a impegnarsi per rendere universale il Trattato. Alla luce delle origini del Trattato, redatto con la partecipazione e il contributo della società civile, è chiaro che la società civile può dare contributi importanti e indispensabili anche in questo aspetto.
Le armi nucleari sono pericolose da una prospettiva di sicurezza, e totalmente errate da una prospettiva etica e morale. Ciò le rende inaccettabili, qualunque sia il detentore. Oggi che i rischi geopolitici del conflitto nucleare sono arrivati a livelli senza precedenti, è fondamentale che questa consapevolezza sia condivisa ampiamente da tutte le persone.
Noi siamo determinati a continuare a collaborare con i vari partner che condividono il nostro obiettivo di incoraggiare questa consapevolezza attraverso l’educazione alla pace e al disarmo.
Grazie a tutti per questa opportunità di intervenire e per la vostra gentile attenzione.

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