Nel 2013, a 76 anni, Nicoletta comincia a praticare il Buddismo. Da quel momento la sua vita fiorisce in tanti aspetti. «Oggi, a 82 anni – scrive – affronto la vita con energia, curiosità, voglia di fare e sperimentare»
Non posso dire di aver avuto una vita infelice, anzi. Come tutti ho avuto momenti difficili, il più duro la perdita dell’uomo della mia vita nel 2008. Ma da quando ho abbracciato il Buddismo, nel 2013, a settantasei anni, la mia esistenza ha assunto un significato diverso.
Da quel momento, nonostante non abbia marito, figli, fratelli, parenti prossimi, non ho mai avuto momenti di sconforto.
Che cosa ho realizzato in questi anni grazie al Daimoku? Ho migliorato la mia salute, trovato una nuova casa, continuato a dedicarmi alla mia attività lavorativa.
Partiamo dalla salute. Quando mio marito si è ammalato, per riuscire a far fronte alla difficile situazione, sono stata messa in cura con psicofarmaci che mi hanno tenuta in piedi ma creato assuefazione. Quando ho iniziato a recitare Daimoku mi sono sentita più forte e ho potuto diminuirli gradatamente, abbandonandoli nel giro di pochi mesi.
La casa. Per una truffa che ho subito, me la sono vista portare via a ottant’anni. Non mi sono mai sentita disperata, ma in seria difficoltà, quello sì. Quando ho ricevuto l’incoraggiamento di un compagno di fede mi sono messa a pregare con uno spirito rinnovato, alla ricerca di una soluzione. Ho cominciato a cercare case con la determinazione di avere una stanza da dedicare al Gohonzon e all’attività. Ne ho viste parecchie, ma le trattative non andavano mai in porto. Alla fine ho trovato una soluzione buona e il proprietario mi chiese di firmare il compromesso a fine luglio 2017. Il 24 luglio mi telefonò una parente di mio marito dicendomi che le si era liberata una casa ed era ben felice di darla a me alla stessa cifra dell’altra. L’appartamento è più bello di quello che avevo, e ha una stanza dedicata al Gohonzon in cui ospito zadankai e le riunioni donne.
Infine la mia attività lavorativa. Ho un’associazione No profit per la promozione dello Sviluppo sostenibile ed edito una testata sul tema. I tempi sono difficili e più di una volta ho pensato che se avessi lasciato questo impegno avrei avuto meno pensieri.
Oggi recito Daimoku affinché la rivista acquisisca lettori, e affronto con gioia le difficoltà perché sento che non sto sperperando il mio tempo, bensì lo sto investendo nella creazione di valore.
Non ho rimpianti, sono felice di vivere e ogni sera penso a cosa farò il giorno dopo, e non ho paura di morire. La cosa più significativa è che oggi, a ottantadue anni, affronto la vita con energia, curiosità, voglia di fare e sperimentare. Per questo sento un’immensa gratitudine verso la nostra organizzazione e il nostro maestro.