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Riunioni della Divisione giovani uomini - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:41

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Riunioni della Divisione giovani uomini

In tutta Italia, i giovani uomini si sono incontrati per celebrare l’11 luglio, giorno in cui, nel lontano 1951, è stata fondata la Divisione

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In tutta Italia, i giovani uomini si sono incontrati per celebrare l’11 luglio, giorno in cui, nel lontano 1951, è stata fondata la Divisione

Per il 2009 gli obiettivi nazionali della Divisione giovani uomini sono due: sostenersi reciprocamente e incoraggiare ogni singolo membro della Divisione, e che ogni giovane uomo riesca a introdurre al Buddismo una persona nuova entro l’anno. Mirando alla realizzazione di tali obiettivi, già dall’inizio dell’anno molti giovani uomini si stanno impegnando per rafforzare l’unità e l’identità della Divisione, sia attraverso le visite a casa che attraverso piccole riunioni locali dedicate solo ai giovani uomini.
Per rafforzare questa decisione, in molte regioni si è colta l’occasione della data di fondazione della Divisione giovani uomini, l’11 luglio 1951, per tenere delle riunioni generali, nella maggioranza dei casi a livello regionale.
Sia per la rinnovata unità che si sta costruendo all’interno della Divisione, sia perché in molte regioni si trattava del primo incontro dopo molti anni (in qualche caso più di dieci), i membri hanno partecipato con piacere ed entusiasmo.
In alcuni casi si è studiato un Gosho, in altri si sono visti insieme dei video e ascoltate delle esperienze, in altri ancora la riunione si è svolta con le sedie in cerchio coinvolgendo nella discussione tutti i partecipanti. Comunque, al di là dei contenuti specifici che hanno caratterizzato ogni singolo appuntamento, è stato sorprendente notare come, senza che nessuno si mettesse d’accordo in tal senso, i temi affrontati nelle riunioni sono stati gli stessi, in particolare tre.
Primo, in tutti gli appuntamenti sono emerse la voglia e la determinazione di avanzare concretamente insieme al maestro. Proprio per questo, indipendentemente dalla situazione attuale, in tutte le regioni sono stati rilanciati con forza gli obiettivi di crescita della Divisione per il 2009.
Inoltre un altro tema ricorrente è stato la volontà di sviluppare il proprio carattere, sia per prendersi la responsabilità di kosen-rufu in prima persona, sia per realizzarsi a pieno nella vita.
Infine, il piacere e l’entusiasmo dei legami di amicizia fra giovani uomini ha portato a rinnovare ovunque la determinazione di rafforzare sempre più l’unità all’interno della Divisione.
Non sono mancati aneddoti meritevoli di racconto. Ad esempio, alla riunione dell’Umbria, fra i diciotto partecipanti c’era anche un giovane ospite, che è stato contentissimo dell’invito, ma che fino a poco prima della riunione passeggiava ignaro di fronte alla sala!
Appuntamento al prossimo anno, con la decisione di fare di queste riunioni una tradizione e fare del mese di luglio il momento di incontro, al fine di rinnovare e mantenere sempre lo spirito che ha animato i pionieri della Divisione.

Francesco Santangelo

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Nel Monferrato si apre un nuovo Centro culturale
Attivo da settembre, si trova a Castel Ceriolo. Sarà il punto di riferimento per i membri di Vercelli, Biella e Novara per creare insieme nuove attività

Ha più di duecento anni la bella dimora di Castel Ceriolo, in provincia di Alessandria, che è diventata il secondo Centro culturale piemontese. Inaugurato ufficialmente il 12 luglio, dinanzi agli occhi emozionati dei tanti che con il loro tempo e il loro lavoro hanno reso reale questo sogno, il Centro è operativo da settembre. «Il nostro obiettivo – precisa Patrizia Pagin, dell’hombu Monferrato – è aprire il Centro durante i fine settimana, e in occasione di attività specifiche». A seicento metri dall’uscita di Alessandria Est, l’edificio (con due giardini, una veranda e quattro locali tra cui un salone da trentacinque posti), può diventare un punto di riferimento facilmente raggiungibile sia per il Monferrato che per l’hombu Vercelli a cui fanno capo anche le province di Biella e Novara, nonché la Valsesia. Ciò che ha trasformato questa antica casa di campagna di fine Settecento in un Centro culturale buddista è stata la generosità di Grazia Caluso di Roma, che insieme alla sorella ha ereditato la casa della famiglia, originaria del Piemonte. «È stata una scelta naturale – racconta Grazia – come se per me fosse sempre stato così. Pur sapendo che potevamo venderla, io e mia sorella ricordavamo il desiderio di nostra madre: la casa non sarebbe dovuta mai diventare oggetto di scambio di denaro. È eccezionale che anche mia sorella, che non è buddista, sia stata d’accordo e mi abbia appoggiato nel realizzare questo sogno».

Claudia Mazzucco

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A Trets corso del Piemonte e della Valle d’Aosta

Una dolce brezza di Provenza ha accompagnato il corso del Piemonte e della Valle d’Aosta che si è svolto a Trets dal 2 al 5 luglio. Un corso importante, denso, permeato da uno spirito di ricerca rinnovato, in cui i partecipanti hanno potuto compiere un passo decisivo nel proprio percorso di fede.
È stata molto apprezzata la presenza di Asa Nakajima, responsabile nazionale della Divisione donne, che ha seguito ogni fase del corso con la premura e la forza di una vera “madre” di kosen-rufu.
L’incoraggiamento che tutti hanno ricevuto in questi giorni è stato lo “spirito del Kansai”: qualunque cosa accada, avere il cuore sempre vittorioso.
Ognuno si è sentito direttamente coinvolto in questa fase del movimento di kosen-rufu in Piemonte e ha deciso di rafforzare il proprio impegno all’interno dell’organizzazione affinché le diversità siano un arricchimento e non motivo di attriti e disunità.
Per far sì che ciò avvenga si è compreso che è indispensabile costruire un legame forte e diretto con sensei. I membri del Piemonte e della Valle d’Aosta sono partiti da Trets con questa promessa, determinati a realizzarla.

Laura Debenedetti

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Il Sutra del Loto entra in scena
Parabole e immagini legate al Buddismo sono state il tema rappresentato in tre spettacoli nel 22° Festival Internazionale del Teatro di Strada di Mercantia

«Quando si aprirà una nuova era un corteo di giovani dirigerà una grande sinfonia che riecheggerà da un capo all’altro dell’universo. Amici, cantate, danzate e gioite insieme!». Si apre con queste parole di Daisaku Ikeda il programma dell’edizione 2009 di Mercantia, il festival dedicato alle arti di strada e all’artigianato che si è tenuto dal 15 al 19 luglio nel borgo medievale di Certaldo. Voluto e diretto a suon di Daimoku da Alessandro Gigli, Mercantia nel suo genere è il festival più importante in Italia ed è un punto di riferimento in Europa.
Le arti di strada vanno incontro al pubblico, lo coinvolgono, lo emozionano. Quest’anno, ben tre spettacoli hanno portato tra la gente il Buddismo. Italo Pecoretti del Teatro delle dodici lune, ispirandosi all’omonimo racconto di Daisaku Ikeda, ha narrato I tesori di Dunhuang; narra la storia di Yuta, un ragazzo che attraversa il deserto cinese accompagnato dal sole, dalla luna e dalle montagne d’oro e d’argento per raggiungere il “Castello dei tesori” di Dunhuang.
La Kuntari Ballet Company, diretta da Daniele Carnazza, ha presentato La torre preziosa, uno spettacolo di danza contemporanea allestito appositamente per Mercantia.
Arhat Teatro, con la sua sperimentazione corporea, ha curato Questa… è la mia terra, un affresco teatrale che raffigura con forte impatto visivo ed emotivo il sabba dell’uomo e il mondo sull’orlo del baratro sempre più evidente e sempre meno percepito come tale.
E così altri semi sono stati gettati perché ci siano sempre più amici a cantare, danzare e gioire insieme.

Cristina Sereni

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Per creare una società diversa
Si sono incontrati al Centro culturale di Salerno gli artisti della Regione Campania e Basilicata per confrontarsi su arte e libertà

L’arte come ponte che unisce popoli e culture, come strumento di pace, come “arma civile” che riesce a contrastare il potere della violenza con il valore dell’umanità. Con questo spirito il 5 luglio si è tenuto il primo corso artisti nella Regione Campania e Basilicata.
Dopo diversi anni, circa settanta tra musicisti, scultori, pittori, compositori e attori si sono incontrati al Centro culturale di Salerno per confrontarsi, incoraggiarsi e riflettere insieme. L’effetto è stato una immensa gioia e determinazione nel vivere appieno il proprio ruolo di artisti nella società in modo da contribuire a creare una realtà migliore. Non a caso a ispirare l’intera giornata un’affermazione di Daisaku Ikeda che ricorda l’importanza dell’artista nel comunicare valori: «Voi siete grandi tesori del nostro movimento. Avete una missione grandissima e un potere molto superiore a coloro che si trovano nei ruoli effettivi di potere».
L’obiettivo del corso è stato proprio quello di sentire la propria potenzialità, la possibilità di contagiare di gioia il mondo. La giornata è trascorsa tra le riflessioni del presidente Ikeda sull’arte, lo studio del Gosho Lettera a Niiike, e le intense esperienze. Non poteva mancare inoltre la gioia della creatività espressa con forza nello splendido scenario del pergolato del Centro culturale, tra musica, teatro, e anche arte figurativa in una mostra allestita per l’occasione. «L’arte ci rende tutti uguali – afferma Aniello, tra gli organizzatori del corso -. In questa giornata mi sono sentito pienamente libero, libero di essere me stesso e poter vivere la mia dimensione artistica per uno scopo più grande: unirmi agli altri artisti nella decisione di essere in prima linea per diffondere il nostro Buddismo, e l’idea di felicità che lo sostiene». Promettono che questo è solo l’inizio di un fruttuoso e costante confronto.

Ilaria Varriano

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Proposte concrete di pace
La proposta di pace è stata uno dei temi dell’incontro organizzato dall’Università Popolare di Occhiobello, occasione per presentare le attività di Daisaku Ikeda

Occhiobello è un piccolo paese di là dal Po, quindi già in Veneto, ma è compreso nel territorio di Ferrara. Qui, grazie all’impegno dei membri locali e dei ferraresi, l’anno scorso Daisaku Ikeda ha ricevuto la cittadinanza onoraria. A questo punto, l’Università Popolare del comune ha espresso il desiderio di conoscere meglio quel nuovo cittadino, instancabile pacifista. Una splendida occasione per presentare la figura e il pensiero del presidente della SGI che i praticanti della zona non si sono lasciati sfuggire. Lo scorso 18 maggio, quindi, si è tenuta una lezione sulla figura di Daisaku Ikeda e, in particolare, sulla Proposta di pace 2009.
Dal punto di vista dei membri di Occhiobello, naturalmente, la difficoltà maggiore non stava tanto nel presentare una serie di dati biografici e di iniziative intraprese e portate a termine da Ikeda quanto di riuscire a trasmettere lo spirito che l’ha sempre animato e che i suoi discepoli si impegnano ogni giorno a fare proprio. Il punto di partenza, come sempre, è stato il tanto Daimoku recitato insieme per sostenere la preparazione tecnica dell’evento.
La presentazione è iniziata con il video “Ikeda, uomo di pace”, al quale ha fatto seguito l’esposizione della proposta di pace, molto apprezzata perché si focalizza concretamente sui fatti più recenti che stanno caratterizzando la società mondiale degli ultimi mesi. Ikeda vi svolge una lucida analisi del presente e traccia proposte molto concrete per affrontare i punti critici, ma soprattutto sostiene i suoi suggerimenti con spunti filosofici tratti dal pensiero buddista. Nel presentarne i punti salienti, quindi, si è cercato di sottolineare soprattutto il risvolto negativo che ha l’astrazione eccessiva del pensiero, che non permette di mantenere i contatti con la realtà, con conseguenze assolutamente fuorvianti. Oppure il nostro relazionarsi all’”altro” in quanto categoria astratta, sentendosi perciò legittimati a fargli la guerra, cacciarlo via e ucciderlo a fatti o a parole. Si è parlato anche della “competizione umanitaria”, nella sua connotazione di cum petere, lavorare con, e del grande potenziale di cambiamento che può imprimere alla storia umana se la globalizzazione degli egoismi nazionali viene affrontata con la globalizzazione della cooperazione tra gli stati, e con il potenziamento dell’ONU, in quanto principale organismo di rappresentanza di una civiltà sovranazionale.

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Hancock ospite a Ravenna

Il pianista Herbie Hancock, impegnato in concerto a Ravenna, ha accolto l’invito a una riunione di discussione nella città romagnola. Dato il carattere del personaggio, nessuna meraviglia che si sia trattato di una riunione informale, allegra e ricca di umanità. Hancock ha parlato della sua esperienza sottolineando l’importanza dello studio del Gosho e della relazione con il maestro. La sera seguente, il pianista americano ha partecipato a un altro incontro con una trentina di membri.

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