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Pisa città per la pace e per i diritti umani - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:35

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Pisa città per la pace e per i diritti umani

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Dal 15 al 30 aprile, la città di Pisa diventa un grande teatro per promuovere la pace attraverso lo sviluppo della cultura e della pratica dei diritti umani. Dal 16 al 30 aprile (con orario: 9-13 e 15-21 da lunedì al sabato; 15-21 la domenica) la Sala Grande della Stazione Leopolda in piazza Guerrazzi ospita la mostra La città dei diritti umani organizzata dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, la cui inaugurazione è venerdì 15 aprile, ore 18.
Il Centro per i diritti umani (progetto congiunto del Comune di Pisa e del Centro interdipartimentale di scienze per la pace dell’Università di Pisa) è il cuore pulsante della serie di iniziative che animano queste due settimane dedicate alla pace. Oltre alla mostra fotografica (l’accesso è gratuito) la Stazione Leopolda ospita infatti dibattiti, momenti di incontro con le comunità straniere, giochi e musica. Per conoscere l’intero programma dell’iniziativa:
www.pace.unipi.it.

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Affinità e differenze con le altre religioni

Dopo l’incontro di fine gennaio con il mondo cattolico, nell’Abbazia benedettina di Vertemate (Como), lo scorso 26 febbraio si è svolta la riunione “Dialoghi interreligiosi: l’ebraismo”, organizzata dagli staff educatori e pubbliche relazioni al Centro culturale di Milano, per continuare ad approfondire il confronto e la solidarietà tra religioni diverse. Domande e curiosità sulla religione ebraica e sulle sue tradizioni si sono alternate a spunti di riflessione, quali la lettura di alcuni brani del libro Le pietre del tempo il popolo ebraico e le sue feste di Clara e Elia Kopciowski (edizioni Ancora) e l’ascolto del brano musicale Fourty della band irlandese U2. Tramite la lettura giornaliera dei salmi, allo stesso modo di noi buddisti con la lettura del Gosho, le persone di religione ebraica traggono incoraggiamento per far fronte ai problemi che sorgono nel cammino di fede di ogni essere umano. Il prosieguo e la conclusione del dialogo si terrà nella sinagoga degli ebrei riformisti di Milano, nel mese di aprile. Seguiranno l’incontro con il mondo islamico, e a concludere il ciclo, prima dell’estate, il dialogo con le altre dottrine buddiste presenti sul territorio italiano.
Tra le pagine delle feste ebraiche – Nella premessa del libro Le pietre del tempo Clara e Elia Kopciowski scrivono: «Le feste ebraiche hanno lo scopo di aiutare gli uomini a raccogliere scintille di luce per affrettare la venuta del tempo della pace». Insieme a sua moglie Clara ed Elia Kopciowski, Rabbino Capo di Milano scomparso di recente, ha scritto numerosi libri.
Salmo rock – Fourty, la canzone con cui gli U2 mettono in musica le parole del salmo 40, nasce nel 1983, al termine delle sessioni di registrazione di War. Per completare l’album mancava ancora un pezzo, così negli ultimi 20 minuti a loro disposizione, Bono prese la Bibbia e cantò le parole del Salmo 40 («Con pazienza ho atteso il mio Signore / Si è chinato su di me per ascoltare il mio grido / Mi ha fatto uscire dal pozzo/ Uscire dal fango di questa terra…»). Da allora è il pezzo di chiusura di quasi tutti i loro concerti.

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Il tesoro dell’esperienza

«Ho conosciuto i giochi dell’infanzia, ho vissuto la passione della gioventù, ho accolto la maturità che mi ha dato la famiglia, ora voglio gustarmi il piacere di donare agli altri la ricchezza delle mie esperienze». Con questo pensiero si è svolto a Prato, il 12 febbraio, il primo incontro aperto alle persone della terza età.
«L’idea ci è venuta – raccontano gli organizzatori – un giorno dopo aver recitato Daimoku e Gongyo e dopo aver letto la frase del Gosho di Capodanno: “…l’inferno esiste nel cuore di chi disprezza suo padre e non si prende cura di sua madre”. Da qui è nato il desiderio di ringraziare le persone avanti con gli anni per quello che hanno dato e che continuano a dare». A partire dal tema: “Le mie prime impressioni con il Buddismo di Nichiren Daishonin”, sono state raccontate, in un clima di grande entusiasmo, tante esperienze basate sulla fede, che hanno ravvivato la consapevolezza che, grazie alla pratica assidua, ogni fase della vita può essere fonte di speranza e serenità.

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Un faro per illuminare la pianura

Domenica 30 gennaio i tre gruppi del settore Groane di Bollate (MI), hanno concretizzato l’idea – lanciata inizialmente da pochi membri – di organizzare una riunione intitolandola Il faro del Nord. L’obiettivo era quello di creare unità tra persone che si conoscevano a malapena, ripartendo con quello spirito fresco che spesso contraddistingue le cosiddette “persone comuni”. Con circa due mesi di anticipo sulla data programmata, queste “persone comuni” hanno iniziato la preparazione trovandosi spesso per recitare e per organizzare ogni piccolo dettaglio. Chi li conosce abbastanza bene, sa che alcuni di loro hanno dovuto sfidare una forte timidezza, altri il timore di non essere all’altezza, per non parlare della poca dimestichezza a esprimere ciò che si ha dentro di fronte a tanta gente. Tutto questo comunque è stato affrontato e superato brillantemente grazie alla sincerità e al desiderio di trasmettere a tutti un po’ di questo spirito. Grazie da chi come me ha assistito a questa riunione e si è ricordato che “volere è potere!”.
Donatella Peonia

L’utilità di un faro è di illuminare il percorso alle navi in difficoltà. Questo Buddismo illumina e indica la via alle nostre vite. Grazie a tutti, affinché la luce del Faro splenda sempre e di fronte a qualunque tempesta la nostra nave non si perda mai…
Ada Barbone

Quando mi hanno proposto di parlare al meeting sono entrata nel panico più totale. Anzi, in un primo momento, ho rifiutato. Poi ho pensato al titolo, Il faro del Nord, e mi sono detta che dovevo sfidarmi per andare oltre questo limite. Ho raccolto tutto il coraggio e con l’aiuto della fede sono riuscita a superare questa prova, anche se a volte la paura di non farcela mi impediva persino di dormire la notte. Eppure, grazie anche al sostegno dei miei compagni di fede, ce l’ho fatta.
Piera Abbiati

Alle 13,30 ci si ritrova e si comincia ad allestire il bancone del rinfresco. Una pausa per il Daimoku, quindi pronti all’accoglienza. Tutto prosegue per il meglio, siamo una squadra molto affiatata. La sala pian piano si riempie e poi «Via, si parte!». Che meraviglia! Alla fine la tensione svanisce lasciando il posto alla commozione. Grazie di cuore a chi mi ha permesso di vivere questa esperienza. Vorrei dire soltanto: se è vero che un’organizzazione è l’immagine e l’espressione dei suoi membri, allora la Soka Gakkai è una grande organizzazione. Rifacciamolo!
Marco Schiavini

«Di cosa potresti occuparti?» mi aveva chiesto Sally, la mia responsabile. «Dell’accoglienza e del rinfresco» avevo risposto. A causa della mia timidezza mi riesce più facile stare dietro le quinte. Nel corso della riunione però sono rimasta colpita da alcune esperienze contraddistinte da un atteggiamento di sfida. Così al termine ho deciso di prendermi una maggiore responsabilità e per il futuro di sfidarmi in qualcosa di meno facile. La prossima volta voglio dare anche io un contributo alla discussione.
Marinella Meazza

Praticavo, partecipavo all’attività, studiavo il Buddismo eppure sentivo che mi mancava qualcosa. Cosa? L’ho capito soltanto dopo: condividere con gli altri qualcosa di più ampio. Questa riunione è stata l’occasione giusta, soprattutto considerando il percorso fatto per arrivarci. Condividere questo periodo ha fatto sì che prendessi ancora più coscienza dei problemi degli altri, ridimensionando e affrontando meglio i miei.
Eliana Perolini

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SLOVENIA MARZO
Il governo sloveno ha recentemente riconosciuto ufficialmente l’organizzazione locale della Soka Gakkai Internazionale, nata come Capitolo Slovenia nel maggio 2001. Nel gennaio di quest’anno è stata inaugurata a Liubiana una mostra della SGI che presenta i dipinti e i disegni di bambini di un centinaio di paesi. L’obiettivo della neo-riconosciuta organizzazione, dalle parole di Jasmina Una Tunpej, direttore generale, è quello di continuare a promuovere attività per la cultura e l’educazione basate sul Buddismo del Daishonin, per contribuire alla pace e felicità del popolo sloveno.

TOKYO FEBBRAIO
Wangari Maathai – vice ministro keniota per l’ambiente nonché premio Nobel per la pace 2004 – ha incontrato a Tokyo il presidente Ikeda e sua moglie. La dottoressa Maathai iniziò la sua battaglia nel 1977, incoraggiando le donne a piantare alberi per combattere l’erosione del suolo conseguente al disboscamento. Attualmente questo movimento, che ha oltrepassato i confini nazionali, ha permesso di piantare oltre trenta milioni di alberi.

MESSICO FEBBRAIO
L’attività delle bande musicali formate da rappresentanti della Divisione giovani messicana è stata presentata al grande pubblico nel corso di un programma radiofonico intitolato “Universo Digital”.

SAN PAOLO 19 FEBBRAIO
Nel 1993, durante una sua visita, il presidente Ikeda proclamò il 27 febbraio “Giornata delle donne della Soka Gakkai brasiliana”. Lo scorso 19 febbraio oltre seimila partecipanti si sono riunite presso il “Nature and Culture Center” di Itapevi (San Paolo) per celebrare questa data. Tema della riunione “La trasformazione di un cuore trasforma l’ambiente, come il riflesso in uno specchio”. La moglie del presidente Ikeda, Kaneko, ha inviato un messaggio di congratulazioni nel quale ha rivolto un incoraggiamento a tutte le partecipanti.

NAGOYA 2 MARZO
In commemorazione del settantacinquesimo anniversario della sua fondazione, la Soka Gakkai ha inaugurato una mostra che ripercorre i momenti salienti dell’organizzazione. La mostra è ospitata nel Soka Gakkai Memorial Hall di Nagoya.

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