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Oltre la sofferenza, la vittoria - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

24 gennaio 2026 Ore 23:50

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Oltre la sofferenza, la vittoria

Gianmarco Cabras, Quiliano (SV)

Iniziai una profonda ricerca interiore per superare tutta la sofferenza che avevo accumulato e dare una nuova direzione alla mia vita. Non fu un periodo facile, ero confuso. Ma la decisione di vincere si era radicata nel mio cuore

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Iniziai una profonda ricerca interiore per superare tutta la sofferenza che avevo accumulato e dare una nuova direzione alla mia vita. Non fu un periodo facile, ero confuso. Ma la decisione di vincere si era radicata nel mio cuore

Ho incontrato il Buddismo nel 1995, era un periodo davvero difficile, pieno di disperazione e conflitti. Il mio unico pensiero era cosa dovessi fare di questa vita.
Il rapporto con mio padre, anche se pieno d’amore, mancava di dialogo. Con mia madre c’era una costante tensione che mi faceva sentire sempre inadeguato. Eravamo sei figli: mia sorella, io e altri quattro fratelli che erano tutti dipendenti dalla droga. In pochi anni due di loro sono morti di HIV e uno di tumore al pancreas.
Ero alla ricerca disperata di qualcosa che desse un senso alla mia vita e un giorno decisi di partire a bordo della mia amata Harley-Davidson per andare a trovare un caro amico. Non sapevo cosa stavo cercando, ma sentivo che sarebbe stato un viaggio importante. Fu proprio lui, insieme alla sua compagna, a parlarmi del Buddismo di Nichiren Daishonin e a farmi recitare Nam-myoho-renge-kyo per la prima volta.
Ero entusiasta, pieno di emozioni mai provate fino a quel giorno.
Quando tornai a casa ne parlai subito a Laura, la mia ex moglie, che però non ne volle sapere. La sua reazione mi spezzò il cuore e mi condizionò, facendomi allontanare dal Buddismo.
Inaspettatamente, nel 2003 fu lei a dirmi che aveva cominciato a recitare Nam-myoho-renge-kyo, e mi incoraggiò a provare sul serio. Così iniziai e dopo due anni ricevetti il Gohonzon.
Mi accompagnava una frase di Nichiren Daishonin: «Ho fatto tutto questo unicamente per ripagare il debito di gratitudine che ho con i miei genitori, con il mio maestro» (RSND, 1, 651). Volevo con tutto il cuore trasformare il karma della mia famiglia.
In quegli anni anche il mio papà si era ammalato di tumore, stava molto male. Decisi di parlargli come mai ero riuscito a fare, e così conobbi la persona dolce e passionale che era. Prima che se ne andasse ho trovato il padre che avevo sempre cercato, un amico con cui parlare. Porto con me il ricordo di lui presente alla cerimonia in cui mi fu affidato il Gohonzon.
Con mia sorella continuai a coltivare un legame sincero e anche lei ha ricevuto il Gohonzon. Che felicità!
Sentii di aver fatto un grande passo in avanti, ma non bastava, desideravo realizzare una profonda trasformazione interiore per superare tutta la sofferenza che avevo accumulato e dare una nuova direzione alla mia vita. Non fu un periodo facile, ero confuso, ma la decisione di vincere si era radicata nel mio cuore.
Una svolta è arrivata quando Laura, allora responsabile di settore, mi ha chiesto: «Hai voglia di dare una mano al gruppo che fa zadankai a Quiliano, vicino a casa tua?». Ho deciso di sfidarmi e ho cominciato a pregare per cambiare qualcosa dentro di me, partendo dall’impegno nella responsabilità. Al primo zadankai ho accompagnato una persona e al secondo un’altra. Tuttavia il gruppo non decollava, anzi, a un certo punto ero rimasto solo io e rischiava di essere chiuso.
Sentii però che era il momento di fare una grande esperienza e capii che potevo seguire di più il maestro Ikeda, cercando di mettere in pratica le sue guide. Decisi profondamente che il gruppo sarebbe decollato.
In una delle sue guide sensei cita il Gosho che dice: «Adesso però siamo entrati nell’Ultimo giorno della Legge e il Daimoku che io, Nichiren, recito è differente da quello delle epoche precedenti. Questo Nam-myoho-renge-kyo comprende sia la pratica per sé sia l’insegnamento agli altri» (RSND, 2, 925). Ho cominciato ad approfondire cosa vuol dire veramente fare shakubuku e mi si è aperto un mondo, nel senso che da quel momento ho iniziato a vedere le persone, me compreso, come Budda, e a sentirmi in profonda armonia con la vita.
Così ho iniziato la mia personale “campagna” di shakubuku. Mentre pregavo davanti al Gohonzon sentivo un profondo debito di gratitudine per i nostri maestri, per il loro impegno per la felicità di ogni persona. Recitavo Daimoku per agire seguendo il loro esempio e ogni giorno parlavo di Buddismo a tante persone. Tra questi il mio amico Gaspare, un fratello acquisito, il mio meccanico dell’Harley. Raccontavo le mie esperienze anche a Monica, la mia amica del cuore.
In tre anni ho accompagnato sette persone a ricevere il Gohonzon. Gaspare e Monica sono diventati responsabili di gruppo e a Quiliano siamo diventati un settore.
La mia vita è cambiata completamente e oggi provo un senso di piena soddisfazione. La mia azienda ha iniziato a crescere e corre verso nuovi mercati. Ho incontrato la mia compagna di vita, Enrica, e anche lei ha ricevuto il Gohonzon. Le mie relazioni sono migliorate totalmente. Anche nella relazione con mia mamma non c’è più la sofferenza e il senso del dovere: adesso mi sento libero, in un percorso gioioso che ancora continua.
Tutto questo è stato possibile grazie agli incoraggiamenti del maestro, all’apertura della mia vita e a tanta voglia di trasformare il veleno in medicina.
A marzo dell’anno scorso nel mio settore abbiamo organizzato un corso per approfondire la fede dal titolo: “Ora tocca a me, siamo tutti Shin’ichi Yamamoto”. È stato un grande successo e tutti insieme abbiamo deciso di diventare un capitolo entro la fine del 2019.
Studio sempre il Buddismo con tanta passione e recito Nam-myoho-renge-kyo con determinazione per sentire sensei nel mio cuore, per cercare profondità nel dialogo con le persone che incontro e creare legami solidi. Sento il desiderio di dire a ogni persona che tutto può cambiare, che basta decidere di passare attraverso le sofferenze con tanto coraggio e tanta fede.
La decisione di vincere è un potente motore. Oggi la mia decisione è di essere un bravo discepolo e continuare a fare la mia rivoluzione umana.

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