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Noi siamo Shin'ichi Yamamoto - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:28

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Noi siamo Shin’ichi Yamamoto

Dal 20 al 22 luglio il Centro culturale Ikeda di Milano per la Pace ha ospitato 223 ragazzi e ragazze del Gruppo futuro. Tra esperienze e incoraggiamenti, il sabato pomeriggio si sono recati al centro di Milano ripercorrendo i luoghi che il presidente Ikeda ha visitato nel 1992

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Dal 20 al 22 luglio il Centro culturale Ikeda di Milano per la Pace ha ospitato 223 ragazzi e ragazze del Gruppo futuro. Tra esperienze e incoraggiamenti, il sabato pomeriggio si sono recati al centro di Milano ripercorrendo i luoghi che il presidente Ikeda ha visitato nel 1992

Con il cuore del re leone
Hideaki Takahashi, coordinatore della SGI europea

Per approfondire il tema del corso, “Noi siamo Shin’ichi Yamamoto”, leggiamo un incoraggiamento di sensei ne La nuova rivoluzione umana, volume 30, p.ta 83, cap. “Grida di vittoria”: «Ogniqualvolta pensiamo di voler realizzare, di voler trasformare qualcosa ci troviamo a sbattere contro un grosso muro o ci troviamo di fronte a numerose contraddizioni. Possiamo dire che la realtà stessa sia, di per sé, piena di contraddizioni. Non vi è altra strada che continuare ad avanzare ogni giorno, con saggezza e tenacia. Ciò vale a maggior ragione per questo nuovo viaggio senza precedenti che è kosen-rufu nel mondo. Si tratta infatti di un’opera che prosegue tra una miriade di difficoltà. Bisogna pensare che non si può fare affidamento su nessuno e bisogna alzarsi in piedi da soli! Ciascuno di voi deve diventare Shin’ichi Yamamoto.
Se tutti voi vi alzate in piedi partendo da questa consapevolezza, il nostro diventerà un meraviglioso secolo di speranza».
Sono sicuro che tutti noi nella nostra vita quotidiana affrontiamo difficoltà, contraddizioni e sofferenze, ma d’altronde se non fosse così vorrebbe dire che saremmo morti. Per riuscire ad affrontare e abbattere queste contraddizioni quotidiane è fondamentale che ciascuno di voi diventi Shin’ichi Yamamoto. Qual è la chiave di questa affermazione? Essere Shin’ichi Yamamoto significa alzarsi da soli, non arrendersi mai, significa vivere la relazione di non dualità tra maestro e discepolo.
A diciassette anni ho avuto la fortuna di partecipare alle lezioni di Gosho che sensei teneva per il Gruppo futuro. In una di queste ci spiegò che essere Shin’ichi Yamamoto equivale allo spirito di alzarsi da soli, ossia avere il cuore del re leone.

Cosa significa avere il cuore del re leone?
Da una parte vuol dire avere un atteggiamento attivo e propositivo, non essere passivi. Dall’altra significa tenere alta la bandiera della giustizia del proprio maestro qualsiasi cosa accada nella vita. Anche per quanto riguarda la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, il risultato è diverso se lo recitiamo con atteggiamento propositivo e attivo o con atteggiamento passivo. Nam-myoho-renge-kyo è formato da sette caratteri: “Nam” vuol dire “dedicare la propria vita”, dedicarsi alla grande Legge dell’universo. In altre parole significa pregare con atteggiamento attivo, perché solo così si riesce a manifestare l’incredibile potere dell’universo.
Questo potere non si manifesta se manca il cuore del re leone.
Sensei ha sottolineato quanto è fondamentale avere un atteggiamento attivo, perché è grazie al fatto di avere il cuore del re leone che noi facciamo emergere dalle nostre vite il potere dell’universo e le capacità presenti in ognuno di noi. Grazie alla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, tutti riusciamo a raggiungere la stessa condizione vitale del Budda, la stessa condizione vitale che è riuscito a far emergere sensei.
Questo è il significato di “Io sono Shin’ichi Yamamoto”.

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Il Daimoku al primo posto
Tamotsu Nakajima, presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Vorrei dirvi solo una parola: Daimoku. Se cambia il nostro ichinen cambia la preghiera e quindi anche pensieri e azioni. Ora la cosa più importante è pregare, pregare seriamente. Nel Gosho Nichiren Daishonin dice che il Daimoku è la “strategia suprema”.
Recitiamo Daimoku dal profondo del cuore: dobbiamo sconfiggere l’oscurità interiore, altrimenti non cambia niente.
Cerchiamo di recitare almeno un’ora di Daimoku al giorno, studiamo e facciamo attività per gli altri. Andiamo avanti mettendo il Daimoku al primo posto.
Perciò se siamo tristi facciamo Daimoku, se siamo gioiosi facciamo Daimoku, se non sappiamo come fare, facciamo Daimoku. Se non si cambia la propria vita, non cambierà mai nulla. Soltanto chi ha vinto con il Daimoku sviluppa convinzione, gioia e benefici.
La cosa fondamentale è il Daimoku.

Corso nazionale Futuro

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