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L’osservazione della mente - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:33

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L’osservazione della mente

17. Osservare la mente significa vedere nella propria vita tutti i dieci mondi e quindi gioire di poter manifestare la Buddità così come siamo

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17. Osservare la mente significa vedere nella propria vita tutti i dieci mondi e quindi gioire di poter manifestare la Buddità così come siamo

MORINAKA: Ora ho compreso più profondamente il principio di “abbracciare il Gohonzon equivale all’osservazione della propria mente”. Il punto fondamentale nell’abbracciare il Gohonzon è avere l’atteggiamento di non risparmiare la propria vita e sono convinto che una simile fede conduca naturalmente a realizzare l’osservazione della mente.

SAITO: Dunque il Daishonin iscrisse “Nam-myoho-renge-kyo Nichiren” al centro del Gohonzon come espressione della sua piena realizzazione dell’osservazione della mente e di tutte le pratiche e delle virtù relative conseguite abbracciando e sostenendo fino in fondo i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo.

IKEDA: Il Daishonin afferma che il Gohonzon incarna “la vita di Nichiren”. Le parole scritte al centro esprimono anche la sua altruistica battaglia. Il presidente Toda venerava il Gohonzon come se avesse di fronte Nichiren Daishonin. Anche noi abbracciamo questo Gohonzon e quindi dovremmo in maniera del tutto naturale praticare con lo spirito di non lesinare la nostra vita.

SAITO: Sulla base di Lettera a Gijo-bo lei ha spiegato che “abbracciare[ref]Il termine originale per “abbracciare”(juji) è composto dai caratteri ju che significa “accettare” o “ricevere” e ji “tenere” o “mantenere”.[/ref] il Gohonzon” significa anzitutto nutrire una fede generosa. Altrove il Daishonin elenca anche un’altra serie di condizioni.

IKEDA: “Abbracciare il Gohonzon” significa credere nel Sutra del Loto e sostenerlo fedelmente. Il Sutra del Loto è l’insegnamento che “permette a tutte le persone di accedere alla via del Budda” (vedi SDL, 2, 48). La vita di ogni persona è dotata del mondo di Buddità, una condizione di felicità che niente può turbare. Inoltre il sutra ci insegna che tutti possiamo manifestare questa condizione di vita, ci esorta a credere sia nell’Illuminazione di tutte le persone che nella nostra.
Ne L’eredità della Legge fondamentale della vita il Daishonin spiega da diversi punti di vista come si dovrebbe abbracciare il Sutra del Loto, che insegna l’Illuminazione di tutte le persone.

MORINAKA: Anzitutto afferma: «Recitare Myoho-renge-kyo con la consapevolezza che non esiste alcuna differenza fra Shakyamuni illuminato nel lontano passato, il Sutra del Loto che è la strada dell’Illuminazione di tutti gli esseri, e noi comuni mortali, questa è l’eredità della Legge fondamentale della vita. Questo è essenziale per i discepoli, preti e laici, di Nichiren: questo è il significato di abbracciare il Sutra del Loto» (SND, 4, 222).

SAITO: Qui afferma che dovremmo comprendere il più profondamente possibile che non vi è alcuna differenza fra il Budda eterno, il Sutra del Loto che è l’insegnamento dell’Illuminazione universale e ognuno di noi.

IKEDA: Il Budda eterno, l’insegnamento del Sutra del Loto e ognuno di noi siamo tutti manifestazioni ed espressioni della Legge mistica che rivelano ugualmente il vero aspetto di tutti i fenomeni (che corrisponde alla “vera entità della vita”, n.d.t.). Abbracciare il Sutra del Loto significa credere in questa verità.
Tutti possono diventare Budda e garantirsi senza alcun dubbio la felicità eterna. Questa convinzione permette di apririsi una strada in qualsiasi circostanza, è la luce di speranza che illumina l’oscurità più tetra e ci dà il coraggio di sfidare qualsiasi avversità.

MORINAKA: Poi il Daishonin insegna ad aver fede come «se fosse l’ultimo momento della propria vita» (WND, 216 – SND, 4, 222).

IKEDA: Ciò significa non risparmiare la propria vita e mantenere la fede per tutta la vita. Poiché l’obiettivo finale dell’esistenza è ottenere la Buddità è ovvio che dovremmo mantenere la fede per tutta la vita.
Il Daishonin spiega l’importanza di perseverare nella fede affermando che: «La Buddità si trova nel mantenere la fede» (SND, 4, 153). La chiave per mantenere la fede risiede nel pensare sempre che adesso è l’ultimo momento della propria vita; con una fede simile, anche se la vostra vita finisse ora non avreste rimpianti.
Una simile fede, devota, pura e senza rimpianti ci permette di diventare una sola cosa con la Legge mistica e mantenerla per tutta la vita, ci consente di raggiungere la Buddità in questa esistenza.
Ne L’eredità della Legge fondamentale della vita, il Daishonin sottolinea l’importanza di una fede coerente e ininterrotta attraverso le tre esistenze di passato, presente e futuro.

MORINAKA: A questo proposito afferma: «I miei discepoli nel presente hanno potuto abbracciare questo sutra in virtù del forte legame formato con il Sutra del Loto nel passato e senza dubbio otterranno la Buddità nel futuro.
Non interrompere mai il legame con il Sutra del Loto nelle tre esistenze, attraverso nascita e morte del passato, nascita e morte del presente e nascita e morte del futuro, si chiama trasmissione dell’eredità del Sutra del Loto» (SND, 4, 223).

SAITO: Accettando e sostenendo il Sutra del Loto nella vita presente godremo i benefici della Legge mistica al di là della vita e della morte, attraverso le tre esistenze, per tutta l’eternità.

IKEDA: Se abbracciamo sinceramente la Legge mistica, i benefici che ne derivano non svaniranno mai attraverso le tre esistenze. Il seme per l’ottenimento della Buddità, cioè la Legge mistica, una volta seminato nel campo del nostro cuore, non può mai andare perduto o distrutto.

MORINAKA: Il seme del loto Oga[ref]Loto Oga: antica pianta di loto scoperta da Ichiro Oga (1883-1965) i cui semi sono germogliati dopo circa 2000 anni.[/ref] sopravvive, germoglia e produce fiori anche dopo migliaia di anni. Così il seme del Loto della mistica Legge (Myoho-renge) non sarà mai distrutto anche se dovessimo cadere in una condizione di sofferenza infernale.

IKEDA: Questa è la “virtù di non perdere mai il seme della Buddità”[ref]Virtù di non perdere mai il seme della Buddità: poiché i semi del loto hanno lunga vita sono paragonati al seme immortale della Buddità. La virtù di non perdere mai il seme della Buddità è uno dei significati profondi del carattere “ren” (loto) di Myoho-renge-kyo. Simboleggia l’eternità e la santità della vita e la grande virtù del Gohonzon delle tre grandi leggi segrete.[/ref]. Quando il seme della Legge mistica è stato piantato nella vita di qualcuno, è certo che germoglierà, fiorirà e darà frutti nel momento in cui viene nutrito dalla pioggia della compassione e dal sole della saggezza.
Qualsiasi difficoltà possiamo incontrare è importante continuare a credere nella Legge mistica e recitare Nam-myoho-renge-kyo con tenacia sia nella gioia che nel dolore. Non dobbiamo mai recidere il legame con la Legge mistica. Coloro che non credono e che la offendono distruggono i semi della loro stessa Illuminazione.

MORINAKA: Infine ne L’eredità della Legge fondamentale della vita il Daishonin menziona un’ulteriore condizione per abbracciare la fede, quella dell’unità di itai doshin.
Egli afferma: «In generale, che i discepoli di Nichiren, preti e laici, recitino Nam-myoho-renge-kyo in itai doshin, senza alcuna distinzione fra di loro, uniti come i pesci e l’acqua, questo si chiama eredità della Legge fondamentale della vita. Se è così, anche il grande desiderio di kosen-rufu potrà realizzarsi». «Tutti i discepoli di Nichiren, preti e laici, dovrebbero recitare Nam-myoho-renge-kyo in itai-doshin, superando tutte le differenze tra loro per diventare inseparabili come i pesci e l’acqua in cui nuotano. Questo legame spirituale è la base per la trasmissione universale della legge fondamentale di vita e morte. In ciò risiede il vero scopo della propagazione di Nichiren. Quando sarete così uniti anche il grande desiderio di kosen-rufu potrà essere realizzato» (WND, 217).

SAITO: Itai doshin significa unità in cui tutti nutrono l’anelito del Budda alla felicità di tutte le persone e si dedicano alle proprie rispettive missioni.

IKEDA: Non c’è esistenza più soddisfacente di quella in cui ognuno di noi, con la propria preziosa e indispensabile missione, conduce una vita attiva superando varie difficoltà e tracciando la strada per un futuro colmo di rinnovata speranza. Kosen-rufu è una magnifica impresa che avanza eternamente, passo a passo, attraverso la rivoluzione umana di ogni persona.

MORINAKA: Ora vorrei farle una domanda riguardo ai “cinque caratteri di Myoho-renge-kyo”, il “corpo” della Legge che noi abbracciamo. Anzitutto Myoho-renge-kyo è il Daimoku che recitiamo o è l’oggetto di culto?

IKEDA: In Il Sutra del Loto porta all’Illuminazione coloro che per la prima volta aspirano alla strada il Daishonin afferma: «Veneriamo come oggetto di culto Myoho-renge-kyo presente nella nostra vita» (SND, 8, 34). È con questa consapevolezza che recitiamo Daimoku. Myoho-renge-kyo è sia l’oggetto di culto che il Daimoku che recitiamo con fede in esso.
Myoho-renge-kyo è il nome che designa sia la natura di Budda egualmente presente nella vita di tutti gli esseri viventi che la Legge mistica alla quale tutti i Budda delle tre esistenze si sono illuminati. Di conseguenza il Daishonin afferma che recitando questo Daimoku, anche una volta soltanto, richiamiamo da dentro di noi la Legge alla quale tutti i Budda si sono illuminati e al tempo stesso la natura di Budda di tutti gli esseri viventi; perciò i suoi benefici non hanno limiti.

SAITO: Il Daishonin scrive: «Quando veneriamo come oggetto di culto Myoho-renge-kyo presente nella nostra vita, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per “Budda”. Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l’uccello in gabbia cerca di uscir fuori. Così, quando con la bocca pronunciamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e invariabilmente emergerà. La natura di Budda di Bonten e di Taishaku, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà. Questo intendeva il Budda quando disse: “La persona che abbraccia [il Sutra del Loto] anche per breve tempo, darà gioia a me e a tutti gli altri Budda”[ref]Vedi SDL, 11, 234.[/ref]» (SND, 8, 34).

IKEDA: Recitare Nam-myoho-renge-kyo è la più alta lode al Gohonzon rivelato da Nichiren Daishonin, significa lodare il Gohonzon che esiste nella nostra vita e il mondo di Buddità dentro di noi. Quando il mondo di Buddità viene così lodato, esso si manifesta.
Il Daishonin afferma che «viene richiamata […] e si manifesta». Siamo noi che richiamiamo la nostra Buddità dall’interno; il mondo di Buddità non è qualcosa che ci viene conferito dall’esterno. È un caso di “corrispondenza sensibile”[ref]Nel Buddismo questo termine solitamente si riferisce alle persone che rispondono all’apparizione del Budda e al Budda che appare in risposta alla capacità delle persone. Nell’Ultimo giorno della Legge, quando recitiamo Daimoku al Gohonzon, la pura energia vitale del Budda appare dentro di noi secondo il principio della comunione di risposta.[/ref] tra noi e il Gohonzon.
Tutti gli dei buddisti in tutto l’universo si muovono per rispondere alla nostra voce e agiscono per proteggere la nostra vita; tutti i Budda e i bodhisattva ne gioiscono. È questo che intende il Daishonin quando afferma: «“Gioia” si riferisce alla gioia sperimentata simultaneamente dall’intero regno dei fenomeni» (GZ, 735). L’universo intero trabocca di gioia.

SAITO: È davvero la manifestazione del mondo di Buddità.

IKEDA: La Legge fondamentale dell’universo è Myoho-renge-kyo ed anche il vero aspetto della nostra vita è Myoho-renge-kyo. La vita del Budda è l’aspetto manifesto di Myoho-renge-kyo nel corpo e nello spirito di un essere umano e anche la Legge fondamentale per ottenere la Buddità esposta dal Budda.
Per questo quando recitamo Nam-myoho-renge-kyo e pratichiamo per noi e per gli altri, avendo come limpido specchio il Gohonzon e credendo profondamente che esso esiste nella nostra vita, Myoho-renge-kyo dentro di noi entra in risonanza con Myoho-renge-kyo fuori di noi e il mondo di Buddità emerge nella nostra vita.

MORINAKA: Dunque è questo il significato di raggiungere l’osservazione della mente.

IKEDA: Sì, nel Vero oggetto di culto dopo aver chiarito che “abbracciare il Gohonzon equivale ad osservare la propria mente” il Daishonin, citando vari brani del sutra, descrive cosa significa realizzare l’osservazione della mente.

SAITO: Spiega che corrisponde all’emergere dei mondi dei due veicoli nella propria vita, di Shakyamuni, dei tre Budda[ref]I tre Budda nella nostra vita: Shakyamuni, Molti Tesori e i Budda delle dieci direzioni riuniti alla Cerimonia nell’Aria descritta nel Sutra del Loto. Simboleggiano le caratteristiche di cui è dotato il Budda (tre corpi): il corpo di retribuzione (che rappresenta la saggezza ed altri benefici), il corpo del Dharma (o Legge) e il corpo di manifestazione (azioni compassionevoli). Queste tre caratteristiche del Budda sono proprie anche del mondo di Buddità che tutte le persone posseggono.[/ref] e del mondo di Bodhisattva. Ciò significa vedere nella propria vita tutti i dieci mondi, compresi i quattro mondi nobili che sono difficili da manifestare.

MORINAKA: Nel capitolo del Sutra del Loto, Fede e comprensione, i quattro grandi ascoltatori della voce[ref]I quattro grandi ascoltatori della voce che esprimono la loro gioia nel convertirsi alla mistica Legge sono: Mahakashyapa, Maugdalyayana, Katyayana e Subhuti.[/ref], dopo aver udito l’insegnamento teorico, esprimono la gioia di poter abbracciare la Legge mistica affermando: «Questo cumulo di gioielli inestimabili è venuto a noi senza bisogno di cercarlo» (SDL, 4, 112). E il Daishonin spiega che: «Essi rappresentano il mondo di Shomon nella nostra vita» (SND, 1, 233).

IKEDA: Queste parole esprimono anche la gioia che provano le persone dell’Ultimo giorno quando riescono a manifestare la Buddità così come sono, grazie al fatto di abbracciare il Gohonzon. Per questo il Daishonin afferma che i quattro grandi ascoltatori della voce rappresentano il mondo di Shomon [Studio] che esiste nella vita di coloro che abbracciano il Gohonzon.

SAITO: Poi il Daishonin cita il secondo capitolo del Sutra del Loto, Espedienti, nel quale Shakyamuni descrive il voto formulato nella esistenze passate: «All’inizio giurai di rendere tutte le persone uguali a me, senza alcuna differenza fra noi; ora la promessa fatta in passato si è già realizzata: ho insegnato a tutte le persone e le ho fatte entrare nella strada della Buddità» (SND, 1, 233 – vedi anche SDL, 2, 45).

IKEDA: Questo è il voto in cui Shakyamuni esprime il desiderio che tutti possano raggiungere il suo stesso stato vitale. Abbracciando Myoho-renge kyo si ricevono tutti i benefici delle pratiche e delle virtù del Budda e si consegue una vita che non è affatto diversa da quella del Budda.

MORINAKA: Perciò il Daishonin dice: «La vita illuminata del Budda Shakyamuni è la nostra carne e il nostro sangue; le sue pratiche e le virtù che ne derivano sono le nostre ossa e il nostro midollo» (SND, 1, 233).

IKEDA: Ciò significa che gli esseri umani, essendo i discepoli del Budda, usufruiscono liberamente dei benefici della pratica e delle virtù di cui la loro vita è dotata, proprio come fa il Budda che è il loro maestro.

SAITO: Il Budda che gode liberamente dei benefici della Legge è il Budda di gioia illimitata. Perciò nel suo commento a questo trattato Nichikan Shonin[ref]Nichikan Shonin (1665-1726): ventiseiesimo patriarca del Taiseki-ji. Scrisse diversi commentari agli scritti del Daishonin e contribuì notevolmente a chiarirne la dottrina e gli insegnamenti con diverse opere fra cui gli Scritti in sei volumi.[/ref] afferma che questo brano «sta a significare l’unicità di maestro e discepolo nei termini del Budda di gioia illimitata».
In seguito il Daishonin, citando il brano[ref]Il brano è: «Colui che è capace di custodire la Legge di questo sutra, così facendo, fa offerte a me e a Molti Tesori… [e] fa ugualmente offerte alle emanazioni del Budda qui giunte, che adornano e rendono splendidi tutti i vari mondi» (SDL, 11, 230-231).[/ref] del capitolo L’apparizione della Torre Preziosa dove si afferma che chi abbraccia il Sutra del Loto sta facendo offerte a Shakyamuni, Molti Tesori (Taho in giapponese) e a tutti i Budda delle dieci direzioni, afferma: «Shakyamuni, Taho e tutti i Budda delle dieci direzioni sono il nostro mondo di Budda e, succedendo a questi Budda [«ricercandoli dentro di noi» (WND, 365)], noi possiamo ricevere i loro stessi benefici» (SND, 1, 233).

IKEDA: I tre Budda esprimono i “tre corpi originali” nella nostra vita. Shakyamuni, simbolo di saggezza è il corpo di retribuzione. Molti Tesori, simbolo di verità, è il corpo del Dharma e i Budda adunati dalle dieci direzioni, che simboleggiano la compassione, sono il corpo di manifestazione. Come già affermato, coloro che abbracciano Myoho-renge-kyo sono dotati, così come sono, dei benefici dei “tre corpi originali”.

SAITO: Come un figlio che ha ereditato tutte le proprietà del genitore è altrettanto ricco, così un discepolo che ha ereditato tutti i benefici del Budda dei tre corpi originali è uguale a un Budda. Perciò Nichikan Shonin nel suo commento afferma che questo brano esprime «l’unicità di genitore e figlio dal punto di vista dei tre corpi originali».

MORINAKA: Il Daishonin fa riferimento anche ad un altro brano del capitolo Durata della vita in cui spiega di aver ottenuto l’Illuminazione nel remoto passato: «Sono trascorsi innumerevoli, infinite centinaia di migliaia di miriadi di milioni di nayuta di kalpa da quando ho realmente conseguito la Buddità» (SDL, 16, 296). Citando questo brano nel Vero oggetto di culto egli afferma: «Il signore Shakyamuni presente nella nostra vita è il Budda che ottenne i tre corpi illuminati prima di gohyaku-jintengo, il Budda originale dal passato senza inizio» (SND, 1, 233).

IKEDA: Sta affermando che il Budda eterno che è una sola cosa con la Legge eterna si manifesta nella nostra vita. È il Budda dal tempo senza inizio, cioè “la vita di Nichiren”.

MORINAKA: Il Daishonin cita anche un altro brano dello stesso capitolo: «In origine ho praticato la via del bodhisattva e la durata della vita che ho acquisito allora non si è ancora esaurita; anzi, durerà per un periodo di tempo doppio di quello trascorso fino a ora» (SDL, 16, 298).
E lo commenta così: «Questo è il mondo di Bodhisattva che esiste nella nostra vita» (SND, 1, 233).

IKEDA: Secondo questo brano del sutra, Shakyamuni, che aveva già ottenuto la Buddità prima di gohyaku-jintengo, aveva continuato a svolgere le pratiche di bodhisattva anche dopo. Gli innumerevoli Bodhisattva della Terra che appaiono nel capitolo Emergere dalla terra sono discepoli di Shakyamuni che aveva ottenuto l’Illuminazione nel remoto passato ma rappresentano anche il mondo dei bodhisattva nella vita di Shakyamuni. E questi bodhisattva suoi discepoli si rivelano egualmente anche nel Budda eterno che emerge nella vita di coloro che abbracciano Myoho-renge-kyo. Si tratta del mondo dei bodhisattva nella nostra vita.

SAITO: Quando nella nostra vita si manifesta il Budda eterno, appare anche il mondo dei bodhisattva, che ne sono i discepoli. Nichikan Shonin definisce questa relazione come «unità di sovrano e ministri» [il sovrano è il Budda e i ministri i bodhisattva].

IKEDA: Un Budda che dopo l’Illuminazione si reca in una terra pura di un altro mondo o si rifugia nella tranquillità del Nirvana non è un vero Budda. Se dopo essere diventati Budda i nove mondi cessassero di esistere, non si sarebbe ottenuta una vera Illuminazione. Un Budda autentico esce nella società, nel turbinio degli stati vitali dei nove mondi e lì agisce, manifestando lo stato vitale di bodhisattva. Un Budda si rivolge direttamente alle persone, una per una, alle prese con le sofferenze dell’esistenza nel mondo reale, e poiché considera ognuna di loro immensamente preziosa agisce con decisione per condurle alla felicità. È proprio in questo coraggioso sentiero del bodhisattva che risplende la vita del Budda. Affinché ognuno sia felice, il Budda si spreme le meningi, esercita ogni sforzo possibile e impiega una vasta gamma di espedienti. Egli mobilita tutti i dieci mondi. La stato vitale totalmente libero del Budda è la capacità di manifestare lo stato vitale più adatto a ciascun momento.

MORINAKA: Il Daishonin conclude la sua spiegazione sull’osservazione della mente nel Vero oggetto di culto citando le parole del Gran Maestro cinese Miao-lo: «Sappiate che la nostra vita e il suo ambiente sono l’entità di ichinen sanzen. Perciò, secondo questo principio quando raggiungiamo la Buddità, la nostra vita pervade l’intero universo sia fisicamente che spiritualmente» (SND, 1, 234).

IKEDA: Questo brano descrive uno stato vitale completamente libero in cui, abbracciando i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, si raggiunge l’osservazione della mente, Myoho-renge-kyo dentro di noi diventa una sola cosa con Myoho-renge-kyo nell’universo e si manifesta una forza vitale illimitata.

(continua)

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