Ho conosciuto il Buddismo all’età di quindici anni grazie a Matteo, mio fratello, che non mi aveva detto di essere buddista, ma prima di uscire di casa per andare alle riunioni diceva semplicemente: «Vado a recitare!». Così mi ero fatta l’idea che si fosse iscritto a un corso di teatro. Un giorno gli chiesi: «Beh? Quand’è ‘sto spettacolo?».
Fu così che finalmente mi spiegò di aver iniziato a praticare il Buddismo di Nichiren Daishonin.
Un giorno che mi sentivo particolarmente giù ed ero molto chiusa in me stessa, quando mio fratello mi disse la famosa frase: «Vado a recitare!», gli risposi di getto: «Non lasciarmi qui da sola! Vengo anch’io…» E così mi ritrovai per la prima volta a zadankai ad ascoltare il suono del Daimoku e la spiegazione dei princìpi fondamentali del Buddismo, che trovai da subito molto affascinanti. Cominciai a praticare e da lì non ho più smesso, dando inizio al mio percorso di rivoluzione umana. Approfondire il Buddismo mi ha permesso di aprire la mia vita e trasformarne profondamente alcuni aspetti. Primo fra tutti la solitudine che avvolgeva il mio cuore.
«Nelle scritture buddiste viene raccontato un episodio in cui Ananda chiese al Budda: “Mi sembra che quando si hanno dei buoni amici e si avanza insieme a loro si è già a metà della via del Budda. Ciò che penso è corretto?”. Shakyamuni rispose: “No, Ananda, questo pensiero non è corretto. Avere buoni amici e avanzare insieme a loro non è metà della via del Budda, è l’intera via del Budda”» (BS, 167, 14).
Grazie agli incoraggiamenti del presidente Ikeda sull’amicizia, sfidandomi nel creare nuovi legami e aprirmi agli altri, gradualmente mi sono ritrovata a rompere il guscio del “piccolo io” e a veder fiorire amicizie preziose nella mia vita.
Ho capito che tutto parte da me. Cambiando il mio punto di vista e le mie azioni sono in grado di trasformare l’ambiente che mi circonda: ad esempio i compagni di classe che prima non sopportavo, adesso riesco a vederli tutti come potenziali Budda da rispettare.
In particolare con alcune compagne di fede ho costruito amicizie profonde, che sono per me una sorgente costante di sostegno, crescita e condivisione. Grazie a loro ho capito realmente il significato dell’amicizia.
Il Daishonin descrive così l’importanza di un amico: «Un albero che è stato trapiantato non crollerà, anche in presenza di forti venti, se vi è un solido palo che lo sostiene. Ma anche un albero cresciuto nella sua sede naturale può crollare se le sue radici sono deboli. Anche una persona debole non cadrà se coloro che la sostengono sono forti, ma una persona di notevole forza, se si trova sola, potrebbe cadere lungo un sentiero accidentato. […] Quindi il miglior modo per ottenere la Buddità è quello di incontrare un buon amico» (RSND, 1, 531).
Con una mia amica avevamo condiviso un grande obiettivo che ci siamo promesse avremmo raggiunto insieme il 31 dicembre 2016: diventare membri della Soka Gakkai per contribuire a kosen-rufu come coraggiose discepole del nostro maestro. Ma sembrava impossibile, poiché i miei genitori, non essendo praticanti, non capivano quanto fosse importante per me. In particolare mia madre era fortemente contraria perché convinta che avrei dovuto aspettare i diciotto anni per scegliere autonomamente. Non sapevo come farle comprendere che quell’azione mi avrebbe permesso di prendere in mano la mia vita. Così ho fatto tanto Daimoku per “trasformare l’impossibile in possibile” e realizzare il mio obiettivo. Nonostante i “no” categorici che continuavo a ricevere, la mia decisione era sempre più forte: avrei vinto senza alcun dubbio. Davanti al Gohonzon mi venne l’idea di scriverle una lettera aprendole il mio cuore. Con questa azione sincera ho vinto! I miei genitori il 31 dicembre erano al Centro culturale di Roma con due mega sorrisi vedendo quanto ero commossa e felice!
Grazie a questa esperienza ho approfondito il legame con il maestro Ikeda e anche con la mia famiglia, soprattutto con mia mamma che adesso mi guarda con occhi diversi, sento che percepisce tutto il mio valore. Alle riunioni di giugno donne e giovani donne ha partecipato anche mia madre e adesso l’argomento “Buddismo” è all’ordine del giorno.
Il rapporto con mio fratello è migliorato in modo sconvolgente: grazie all’impegno di entrambi si innesca un cambiamento profondo e adesso condividiamo tutte le nostre piccole esperienze. Il nostro obiettivo più grande è creare una famiglia armoniosa.
Sento tanta gratitudine per i miei genitori anche perché mi permettono di coltivare la mia passione, la pallavolo. Questo sport ormai è diventato la mia vita: quando ho iniziato a praticare ho deciso di portare avanti al meglio questa meravigliosa opportunità e quest’anno, con duro lavoro, tanto impegno e il sostegno del Daimoku, sono riuscita a diventare titolare in serie C! Adesso sto lavorando per riuscire con successo ad affrontare una categoria superiore.
Ma il ruggito del leone non si ferma… Con il desiderio di creare nuovi legami con persone meravigliose, mi affido al Gohonzon con nuove sfide e determinazioni, e anche se le difficoltà non mancano, una cosa è certa: non smetterò di lavorare insieme agli altri giovani membri, perché noi siamo il futuro e il 2017 è il nostro anno: andiamo avanti insieme con speranza e voglia di vincere!
©ilnuovorinascimento.org – diritti riservati, riproduzione riservata