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La roccaforte della “lotta attraverso le parole” che diffonde canti di vittoria - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:36

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La roccaforte della “lotta attraverso le parole” che diffonde canti di vittoria

In questo saggio il maestro Ikeda ci incoraggia a perseverare “con la più bella unità del mondo” superando tutte le sfide e le difficoltà, e illuminando il futuro dell’umanità con la luce della speranza

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Prima di tutto desidero esprimere il mio più sentito cordoglio per tutte le persone che, in ogni parte del mondo, sono venute a mancare a causa dell’epidemia di Coronavirus. Prego con tutto il cuore per la loro eterna felicità.
Allo stesso tempo, desidero ringraziare profondamente tutti coloro che stanno continuando a portare avanti la loro nobile missione in ogni ambito della società, tra cui medici, infermieri e operatori sanitari che si impegnano duramente in prima linea, giorno e notte, per salvare vite umane. Sto pregando con forza per la loro buona salute, pace e incolumità.
Il 20 aprile è il sessantanovesimo anniversario del Seikyo Shimbun, il quotidiano della Soka Gakkai.
Ricordo una conversazione con il mio maestro, Josei Toda, nel 1950, durante un periodo di grave crisi per le sue imprese, prossime al fallimento. Stavamo discutendo insieme, maestro e discepolo, il progetto di creare il Seikyo Shimbun e il maestro Toda mi chiese: «Come fecero i discepoli di Nichiren Daishonin a superare tutte le calamità e le sventure che, una dopo l’altra, si abbatterono su di loro? Daisaku, che ne pensi?».
Mentre mi poneva questa domanda, aprì la raccolta del Gosho e mi mostrò Il tamburo alla porta del tuono, una lettera scritta dal Daishonin dal Monte Minobu e indirizzata alla monaca laica Sennichi, che viveva sulla lontana isola di Sado, in un periodo in cui si susseguivano calamità naturali, carestie ed epidemie. Vi si legge: «Anche la via per conseguire la Buddità è così: noi viviamo nella terra impura, ma il nostro cuore risiede sul Picco dell’Aquila. A cosa serve vedere il volto? È solamente il cuore che conta» (RSND, 1, 844).
Grazie al potere delle parole scritte, il Daishonin riuscì a incoraggiare e a trasmettere il suo cuore anche ai discepoli che – come Sennichi – non poteva incontrare di persona, proprio come se dialogasse con loro guardandoli negli occhi.
Poi il maestro Toda affermò con forza: «Il Daishonin continuò a scrivere, scrivere e ancora scrivere lettere per incoraggiare ciascuno dei suoi discepoli. Ecco perché nessuno di loro si lasciò sconfiggere dalle prove della vita e della società. Daisaku, creiamo un grande giornale che abbia lo stesso spirito del Daishonin!».
Sono trascorsi settant’anni da quel momento. Oggi, il Seikyo Shimbun diffonde tutte le mattine la luce splendente del “Buddismo del sole” in ogni famiglia e in ogni luogo.
Anche se nell’attuale situazione di emergenza dovuta al Coronavirus non possiamo incontrarci né riunirci, i nostri cuori, in quanto membri della famiglia Soka, rimangono uniti grazie al quotidiano Seikyo e alle pubblicazioni sorelle in tutto il mondo.
Attraverso gli articoli e le foto pubblicate sul giornale, anche il legame di itai doshin (diversi corpi, stessa mente) con i nostri preziosi compagni di fede di tutto il mondo, insieme ai quali affrontiamo sfide e difficoltà, si sta rafforzando sempre di più.
Tutto ciò è merito soprattutto dei nobili “re e regine senza corona” che continuano a distribuire con la massima dedizione il Seikyo Shimbun di casa in casa, anche nei giorni di pioggia o vento.
In occasione dell’anniversario della fondazione del quotidiano Seikyo – il primo anniversario dopo il completamento del Centro mondiale Seikyo – vorrei esprimere la mia più profonda gratitudine. Grazie mille!

La nomina a terzo presidente

La Soka Gakkai, in accordo con l’intento e il mandato del Budda, sta avanzando con un “ritmo mistico”. Infatti il primo presidente Tsunesaburo Makiguchi nacque proprio nella prefettura di Niigata nel 1871, esattamente seicento anni dopo l’esilio di Nichiren Daishonin a Sado, un’isola situata nella stessa prefettura di Niigata (1271).
Inoltre, grazie al grande desiderio e alla determinazione del secondo presidente Josei Toda, la raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin venne pubblicata nel 1952, l’anno che apriva le celebrazioni per il settecentesimo anniversario della proclamazione dell’insegnamento di Nam-myoho-renge-kyo, il 28 aprile del 1253.
Era il 1960 quando, come successore del presidente Toda e in rappresentanza dei giovani, assunsi la guida del progresso del nostro movimento come terzo presidente della Soka Gakkai, esattamente settecento anni dopo la presentazione del trattato del Daishonin Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese (1260).
In questo scritto il Daishonin, preoccupato per il fatto che si stessero manifestando «insolite perturbazioni nel cielo, strani fenomeni sulla terra, carestie e pestilenze» (cfr. RSND, 1, 6), esortò ad “adottare l’insegnamento corretto” – ovvero a stabilire la grande filosofia della sacralità della vita – per la “pace nel paese”, ovvero la creazione di una «terra del Budda» (RSND, 1, 26), di pace mondiale e felicità per tutte le persone.
Così ebbe finalmente inizio la sfida di trasformare il destino dell’umanità. Fu una “lotta attraverso le parole”, una “battaglia filosofica” per affermare l’insegnamento corretto e la verità con il potente ruggito del leone.
Pertanto, quando fui nominato terzo presidente della Soka Gakkai, mi dedicai con tutte le forze al progresso dinamico del Seikyo Shimbun e decisi nel profondo del mio cuore di scrivere il romanzo La rivoluzione umana.
Il Daishonin afferma: «Se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese» (RSND, 1, 25).
Le nostre vite sono profondamente interrelate. Non possiamo godere di autentica felicità e sicurezza mentre gli altri sono infelici o affrontano pericoli. Basandosi su questa visione della vita, il quotidiano Seikyo diffonde la suprema filosofia umanistica del Daishonin, che ci esorta a pregare e a impegnarci con tutte le forze per la pace e la tranquillità della società e del mondo intero. Insieme al Seikyo Shimbun, noi membri della Soka Gakkai abbiamo potuto diffondere in tutto il mondo la rete solidale del bene e i dialoghi per la pace, la cultura e l’educazione.

Non lasciamoci sconfiggere dalle avversità

Attualmente, in vista del settantesimo anniversario della sua fondazione che si celebra l’anno prossimo, il Seikyo Shimbun si erge come una “roccaforte della lotta attraverso le parole” che diffonde “canti di vittoria della vita” e mostra la grande via della felicità per sé e per gli altri, infondendo coraggio e speranza nei lettori.
Due anni fa, in occasione del completamento dei trenta volumi del romanzo La nuova rivoluzione umana, scrissi un saggio in cui esortavo tutti i miei preziosi amici a continuare a comporre insieme, per l’eternità, il grande poema epico di kosen-rufu, ovvero della vittoria delle persone comuni.
Mia moglie e io leggiamo ogni giorno le esperienze vittoriose e piene di vitalità dei compagni di fede del Giappone e del mondo intero, che vengono riportate sul Seikyo e uniamo i palmi delle mani in segno di rispetto verso queste pagine dorate del diario della rivoluzione umana.
Specialmente in questo momento storico in cui l’umanità affronta una minaccia senza precedenti, il Seikyo Shimbun ha la grande missione di diffondere la saggezza per “trasformare il veleno in medicina” e creare valore. Deve essere un pilastro in grado di unire i cuori delle persone comuni attraverso parole di incoraggiamento e di empowerment, per aiutarle a non lasciarsi sconfiggere dalle avversità.
Attualmente, sulle pagine del giornale vengono riportate quotidianamente le aspre lotte dei compagni di fede del Giappone e di tutto il mondo, e il loro contributo alla società; in questo modo il quotidiano Seikyo accende la fiamma del coraggio in tutti coloro che stanno affrontando difficoltà e sofferenze.
In altre parole, nel Seikyo Shimbun è racchiuso l’ichinen saldo e tenace dei cittadini globali che si chiedono costantemente: “Come posso dare forza e coraggio ai miei amici? Come posso farli sorridere?”.
Questo ichinen corrisponde al compassionevole voto del Budda, il cui pensiero costante è aiutare le persone a diventare sagge, felici e a vivere in pace, così come espresso nel Sutra del Loto: «Questo è il mio pensiero costante: come posso far sì che tutti gli esseri viventi accedano alla Via suprema e acquisiscano rapidamente il corpo del Budda?» (SDL, 319).
Nel Gosho è scritto: «Il mezzo meraviglioso per porre veramente fine agli ostacoli fisici e spirituali di tutti gli esseri viventi non è altro che Nam-myoho-renge-kyo» (Il meraviglioso mezzo per superare gli ostacoli, RSND, 1, 747).
Grazie al grande potere benefico della Legge mistica, noi ci stiamo impegnando per “porre veramente fine” agli ostacoli fisici e spirituali che si presentano facendo emergere dalla vita, nostra e degli altri, il potere e la saggezza senza limiti del Budda, ovunque ci troviamo.

Superiamo le onde più impetuose! La grande traversata della speranza

Il 3 maggio di sessant’anni fa (1960), durante la cerimonia per la mia nomina a terzo presidente della Soka Gakkai, levai lo sguardo verso il ritratto del maestro Toda che era appeso in alto, sopra il palco. Nel mio cuore risuonava la sua voce: “Assumi risolutamente la guida!”. In quel momento presi la ferma decisione di far avanzare ulteriormente il movimento di kosen-rufu mondiale, con lo stesso spirito del Daishonin quando afferma: «Questo è il mio voto e io non lo infrangerò mai!» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 254).
Per celebrare il 3 maggio, giorno della mia nomina, acquistai un quadro vicino al quartiere di Nishi-Kanda, dove si trovava l’ex sede centrale della Soka Gakkai. Si tratta di un dipinto a olio raffigurante un veliero che affronta le onde violente e impetuose dell’oceano di un blu intenso. L’autore è Hugo Schnars-Alquist (1855-1939), un pittore tedesco particolarmente abile nel rappresentare scene marittime. Le vele dei tre alberi sono quasi completamente raccolte a causa della furia del vento e delle onde. Lo scafo ondeggia violentemente nel mare in burrasca, mentre la spuma bianca si infrange con forza sul ponte. Verrà risucchiato dai flutti da un momento all’altro? O riuscirà a superare il pericolo sfidando i venti avversi? È una lotta feroce, tra la vita e la morte.
“Avanziamo, superando il mare in tempesta! Andiamo avanti insieme al maestro, insieme ai compagni di fede, per accogliere l’alba della vittoria delle persone comuni!”: questo era il mio stato d’animo quando, a trentadue anni, intrapresi la grande traversata di kosen-rufu!
Ciò che mi rende più felice è che non solo i membri che erano presenti il giorno della mia nomina all’auditorium dell’Università del Giappone, ma tutti i compagni di fede del Giappone e del mondo intero, formulando insieme e facendo proprio il voto dei Bodhisattva della Terra, hanno raccolto tutte le loro forze e si sono alzati insieme a me per realizzare la missione della Soka Gakkai.
Nelle loro vite, hanno resistito anche alle tempeste più impetuose del karma. Sono stati colpiti dai venti sferzanti di «odio e gelosia» (SDL, 235) e dagli attacchi da parte di persone che, proprio come afferma il Sutra del Loto: «Ci malediranno e parleranno male di noi» (Ibidem, 270).
Tuttavia, senza mai dimenticare il voto formulato il 3 maggio, si sono sempre rialzati e, insieme a me, hanno continuato a pregare e a lottare fino in fondo con uno “spirito che non si lascia mai sconfiggere”, riuscendo a vincere risolutamente.
Ora, vorrei affidare questo spirito combattivo che anima i maestri e i discepoli Soka – che condividono il voto dei Bodhisattva della Terra – ai nostri promettenti giovani successori che stanno affrontando intrepidi le onde e i venti furiosi di questo periodo burrascoso.

Puntando alla vetta più alta

La gru, volando al di sopra
dell’Himalaya,
la vetta più alta del mondo,
realizza la sua missione.

Questa è una poesia waka che composi la mattina del 3 maggio 1960, quando fui nominato terzo presidente. Il cielo era limpido, senza una nuvola. Durante una lezione di quella che definisco con affetto “l’università Toda”, a me tanto cara, il mio maestro citò questo passo del Gosho: «Gli uccelli che si avvicinano al monte Sumeru assumono un colore dorato» (Offerte per l’oggetto di culto, RSND, 2, 631), e mi disse: «Il monte Sumeru è l’Himalaya. La lotta che intraprendiamo per superare la montagna delle difficoltà mirando alla vetta più alta, ci permette di risplendere al massimo».
A quelle parole non potei fare a meno di immaginare uno stormo di gru che, dispiegando le grandi ali, si libravano danzando nel cielo, e pensai: “Quanto devono risplendere gli uccelli che si avvicinano così tanto a quella cima elevata ricoperta di neve!”.
Non importa quali vette di prove e avversità potranno ergersi lungo il cammino di kosen-rufu, il maestro e i discepoli Soka continueranno a volare con coraggio e determinazione, dispiegando le ali della compassione e della filosofia dell’umanesimo buddista.
Con la più bella unità del mondo, superiamo tutte le sfide e le difficoltà e, facendo risuonare i canti di vittoria della vita, illuminiamo il futuro dell’umanità con la luce dorata della speranza!

(Seikyo Shimbun, 20 aprile 2020)

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