Il corso della Divisione donne tenuto dal 20 al 22 aprile è stato l’occasione per approfondire il tema della poesia che il presidente Ikeda ha dedicato all’Italia
Belle, belle, belle, ognuna con la sua storia, le sue emozioni, le sue lotte.
Sorrisi, sguardi riflessivi, serietà, dignità, gioia, sprigionavano le donne arrivate a Chianciano per iniziare quella che sensei chiama “nuova alba”. Dopo un fragoroso applauso che ha salutato le rappresentanti di tutte le regioni italiane è stato consegnato un premio alle responsabili che fanno attività nelle zone più distanti, dove tutto è lontano, il Centro culturale, la casa di riunione, l’abitazione della persona da incoraggiare.
Già dall’apertura si è capito che qualcosa di nuovo frullava nell’aria. Tra le persone c’era un’unità diversa, si sentiva la forza di ognuna. Eravamo in cinquecento, ma in realtà era come se fossimo in ventimila, pronte a fare qualcosa di speciale. Asa Nakajima, vice direttore e responsabile nazionale della divisione, con la sua tuonante vitalità, ha riferito con un grande sorriso che il presidente Ikeda conta molto sull’Italia. Che i membri italiani sono forti, soprattutto la Divisione donne. La “nuova era” comincia da ognuna di noi, lì dove viviamo. Questo è il secolo delle donne, della pace e dobbiamo tirare fuori la nostra grande capacità di vivere. Bisogna essere forti e il Daimoku serve per lottare con se stesse e non contro qualcuno. Il nostro compito è quello di far vedere a tutti che esiste un modo di vivere migliore. Nel messaggio del presidente Ikeda si legge: «Fate brillare le vostre esistenze sviluppando voi stesse con sincerità così come siete, senza simulare o dare peso all’apparenza. Riuscire a far sbocciare completamente il fiore della vostra preziosa e peculiare missione diverrà la prova della realizzazione della vostra rivoluzione umana». L’importanza, il coraggio di essere se stesse, felici di essere quello che siamo. Fausta Cianti, vice responsabile nazionale, ha parlato del Bodhisattva Suono Meraviglioso che assumeva trentaquattro forme diverse: poteva essere condottiero, nobile, moglie di un primo ministro e tante altre persone. Perché? Assumeva la forma a seconda di quello che serviva. Anche noi siamo tutte diverse e ognuna ha la sua peculiare missione in cui è insostituibile. È urgente che il mondo cammini verso la pace. Questa “nuova era” ci chiede di uscire dai nostri problemi personali e di allargarci all’umanità, alla società. Questo è il secolo delle donne perché per un’indole naturale siamo portate alla pace che vuole anche dire essere aperte alle novità. Un po’ come i giovani che hanno il coraggio di tentare nuove strade, anche le donne possiedono questa capacità. C’è un momento in cui si deve cambiare profondamente, quando iniziamo a praticare abbiamo bisogno di qualcuno che ci ascolti, poi pian piano diventiamo quelle che sanno ascoltare. Col Daimoku riusciamo ad ascoltare veramente l’altro e a vedere la Buddità in tutte le persone. Bisogna entrare nelle questioni della società col desiderio di creare un paese felice.
Chiaramente se abbiamo grandi scopi che portano a un profondo cambiamento dovremo affrontare difficoltà che hanno la sola funzione di farci avanzare verso la felicità assoluta. Ikeda ci ha inviato una poesia: In Italia / è sorta una nuova alba: / bagliori / di nuove vittorie / e benefici. Che cosa vuol dire nuova alba? Ha tanti significati, creare un nuovo sole nella propria vita e nell’organizzazione. Sensei conta molto sull’Italia da cui partono, come all’alba di un giorno luminoso, raggi di sole che si diffondono e riscaldano il cuore di tutta l’Europa e di tutto il mondo. È arrivato il momento di passare da discepoli della fase teorica a discepoli della fase essenziale. È il momento di rivelare il nostro vero io, manifestare la nostra vera natura, trovare la propria strada che è unica. «Mi sono chiesta – ha detto la vice responsabile nazionale Anna Conti – dove devo sfidarmi: ho sentito che il lavoro da fare è nella mia rivoluzione umana e in modo particolare nello shakubuku. Non solo parlare alle persone della pratica, ma vincere, riuscire a far maturare dentro di me una convinzione così profonda da riuscire a far sì che le persone a cui parlo di Buddismo decidano di ricevere il Gohonzon. Il tempo è maturo. Le persone in quest’epoca così piena di conflitti desiderano che qualcuno le risvegli. Bisogna sapere creare le condizioni giuste e parlare nel modo più appropriato a ogni singola persona».
Il corso è iniziato con queste parole dette con forza, ma anche con allegria e leggerezza, come se tutto fosse ormai pronto per essere vissuto. Le esperienze raccontate erano forti, dimostravano veramente la lotta profonda che ognuna ha affrontato e in cui si vince se si persevera. L’appassionata spiegazione del Gosho L’eredità della legge fondamentale della vita tenuta da Marita Bombardieri, Valeria Venturi e Marta Bonomo ha toccato tre argomenti: la relazione maestro e discepolo, l’unità tra i credenti e la rivoluzione umana.
Importante è stata anche la discussione fatta in piccoli gruppi sulla Proposta di pace redatta dal presidente Ikeda quest’anno. I vari gruppi hanno trovato spunti concreti da applicare nella vita quotidiana, perché è sempre dalla nostra vita di tutti i giorni che parte la conquista della pace.
Prima di cena c’è stato l’angolo di domanda e risposta che è entrato nel vivo di alcune questioni proposte dalle partecipanti. Dopo cena si sono tenute le riunioni di discussione nei vari alberghi.
I video che abbiamo visto sono stati tre, uno del presidente Ikeda, un altro molto commovente su sua moglie Kaneko. Sempre presente accanto al marito, sorridente, gentile. Nell’intervista che ha rilasciato spiegava come la sua preoccupazione fosse che Ikeda riposasse quando era a casa, visto che aveva una salute cagionevole. In famiglia si preoccupava di fare quelle cose semplici che fanno star bene ogni familiare. Domenica abbiamo visto il terzo video girato a Palermo – in cui Ikeda ha ricevuto una laurea honoris causa dalla facoltà di Scienze della comunicazione – e a Firenze – dove ha ricevuto il Sigillo della Pace del Comune. È stato bellissimo vedere la gioia della gente e l’orgoglio delle autorità nel premiare un uomo così impegnato a creare ponti di pace e di dialogo con chiunque nel mondo.
Le giornate sono volate e siamo arrivate alle conclusioni di Asa e al coro delle responsabili nazionali, di area e territorio.
La “nuova era”, da adesso in poi, ci vedrà ancora più unite per migliorare la società.
ha collaborato Antonella Guaia
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Il messaggio
A tutte voi, compagne di fede della Divisione donne, che con eleganza e gioia state ampliando questa cerchia di felicità che non ha pari nel mondo, desidero fare le mie più vive congratulazioni per la realizzazione del vostro corso nazionale italiano. Mia moglie e io sappiamo bene quanto stiate lottando ogni giorno con coraggio, forza e tenacia per la realizzazione di kosen-rufu, e per questo desideriamo lodarvi di cuore, una a una, ciascuna così nobile, dedicandovi un grande applauso.
Nel Gosho Nichiren Daishonin scrive: «Tu, una donna (che hai abbracciato il Sutra del Loto), hai ereditato la vita del Sutra del Loto. Infatti hai ereditato la vita dei genitori di Shakyamuni, Taho e di tutti i Budda delle dieci direzioni. C’è qualcun altro nel mondo che goda di tanta fortuna?» (Cenni sul capitolo Zokurui, SND, 7, 206-207). I benefici di tutte voi che dedicate le vostre esistenze al movimento di kosen-rufu sono incommensurabili, nei tre tempi di passato, presente e futuro. In qualsiasi momento il Daishonin è al vostro fianco e anche Shakyamuni, tutti i Budda e i bodhisattva dell’universo vi proteggeranno sempre. Con questa convinzione nel cuore, continuate ad avanzare con coraggio.
Le appartenenti alla Divisione donne della Soka sono coloro che procedono per prime lungo la strada dell’educazione dei cittadini del mondo e della pratica dell’umanesimo. Desideriamo lodare ognuna di voi che, con coraggio e compassione, continua a preoccuparsi per questa e per quella persona, cercando sempre di trasmettere parole d’incoraggiamento. Voi siete il “sole della speranza” che illumina i nostri quartieri.
La fede è la quintessenza della forza che ci permette di far sprigionare il “fiore della speranza” nei nostri cuori, in qualsiasi momento e situazione. Anche il Daishonin nella Raccolta degli insegnamenti orali asserisce: «I fiori del ciliegio, del pesco e del susino selvatico hanno ognuno le proprie qualità» (BS, 111). Fate brillare le vostre esistenze sviluppando voi stesse con sincerità così come siete, senza simulare o dare peso all’apparenza. Riuscire a far sbocciare completamente il fiore della vostra preziosa e peculiare missione diverrà la prova della realizzazione della vostra rivoluzione umana.
Vi invitiamo ad avanzare ulteriormente, qualsiasi cosa accada, rimanendo voi stesse, con brio e allegria, come gli innumerevoli fiori nei prati che non si arrendono neanche sotto una forte pioggia o nel vento, ma sbocciano fieri.
Infine desideriamo dedicare a tutte voi queste parole del presidente Toda: «Una vita in cui si gode della protezione di buoni amici non sarà mai perdente».
Nei luoghi in cui vivete, continuate ad ampliare la catena della felicità e della pace dialogando con le amiche e incoraggiandovi a vicenda.
Mia moglie e io continueremo con ancor maggior vigore a recitare Daimoku affinché tutte voi così preziose, nessuna esclusa, possiate ricevere grandiosi benefici e possiate far emergere una grande condizione vitale di felicità, indistruttibile come il diamante.
Per favore portate i nostri più affettuosi saluti alle vostre famiglie e ai compagni di fede delle vostre città.
Vi auguriamo di stare bene!
20 aprile 2007
Daisaku e Kaneko Ikeda