Mirai Journal (mensile del Gruppo futuro in Giappone) – Febbraio è il mese in cui cade il compleanno del secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, nato l’11 febbraio del 1900.
Ikeda – È una coincidenza mistica che gli attuali membri del Gruppo futuro siano nati circa cento anni dopo Toda. Sono certo che egli sarebbe molto felice di vedere questi splendidi successori che si faranno carico del movimento di kosen-rufu nel ventunesimo secolo.
Toda era veramente un grande leader. Era un brillante matematico, un educatore profondamente attento e premuroso, e un imprenditore che gestiva diverse attività.
I giorni della mia gioventù in cui lavorai a fianco di Toda, ricevendone una formazione approfondita, costituiscono delle pagine d’oro nella mia storia personale.
I cuori di maestro e discepolo sono uniti per sempre e trascendono spazio e tempo. Io sono costantemente impegnato in un dialogo interiore senza sosta con il mio maestro.
E ora non c’è niente che attendo con più impazienza di questi dialoghi cuore a cuore con voi, miei preziosi successori del Gruppo futuro.
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MJ – Grazie! Continueremo ad avanzare con il suo stesso spirito, presidente Ikeda.
Il tema di questa puntata è “Imprenditori e professionisti degli affari”. Negli ultimi anni sempre più giovani hanno messo in pratica le loro idee innovative, avviando un’attività in proprio.
Nei sondaggi relativi agli studenti delle scuole medie superiori in Giappone, uno dei primi posti nella classifica delle carriere desiderate è occupato proprio dal diventare imprenditore o presidente di un’azienda.
Ikeda – Nella nostra vita quotidiana utilizziamo molti beni e servizi prodotti da diverse aziende, dall’abbigliamento alle forniture scolastiche, dai ristoranti ai televisori ai telefoni cellulari. Il mondo delle imprese è parte essenziale della nostra vita.
Allo stesso tempo, le aziende competono tra loro con entusiasmo per fornire i servizi migliori, rivitalizzando la società. In questo senso, le attività commerciali sono una dura lotta per creare valore nella vita di tutti i giorni.
Gli imprenditori e i dirigenti sono responsabili delle strategie commerciali.
Lavorare nel mondo delle imprese significa essere sempre impegnati nella gestione dell’azienda. Coloro che gestiscono un’impresa hanno la missione di sforzarsi per il bene della propria azienda e della società in generale.
Certo, le imprese devono realizzare un profitto se vogliono sopravvivere. Ma cercare profitti a discapito della felicità delle persone può avere un impatto negativo sulla società. In passato, ad esempio, tale atteggiamento è stato causa di diversi terribili casi di inquinamento industriale.
Negli ultimi anni la consapevolezza globale dell’importanza e della responsabilità sociale delle imprese e dell’impatto che le attività imprenditoriali possono avere sull’ambiente è in costante crescita. I dirigenti aziendali devono basarsi su una filosofia solida, con standard etici rigorosi e una chiara visione del bene superiore.
MJ – In Giappone si contano circa undicimila grandi aziende e quasi quattro milioni di piccole e medie imprese, che danno lavoro a oltre quarantotto milioni di persone. Gli alti dirigenti di queste società hanno una grande responsabilità.
Ikeda_ All’incontro inaugurale del Gruppo studenti, il 30 giugno 1957, Toda espresse le sue grandi aspettative riguardo ai cinquecento giovani presenti, auspicando che metà di loro diventassero direttori di società e l’altra metà conseguisse un dottorato. Il suo desiderio era che i giovani sviluppassero la propria saggezza e capacità per proteggere la gente comune e servirla in quanto pilastri della società.
Oggi in tutto il mondo c’è la tendenza a cercare le cose più facili e comode, e a evitare sforzi e fatica. Ma il mio desiderio è che tutti voi vi risvegliate alla vostra missione e diveniate dei leader disposti a lavorare sodo, pronti a dedicarsi al benessere delle persone e della società.
La vita umana ha un potenziale infinito. Voi, miei giovani amici del Gruppo futuro, state praticando l’insegnamento supremo del Buddismo di Nichiren Daishonin che vi consente di sviluppare e utilizzare al massimo questo potenziale. Il mio desiderio più profondo è che ognuno di voi cresca come individuo capace di contribuire a kosen-rufu e alla società. È un desiderio che condivido con il mio maestro e per cui prego ogni giorno.
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MJ – Che cosa dovrebbero tenere a mente gli imprenditori e i dirigenti d’azienda?
Ikeda – Le aziende e le imprese sono organizzazioni, gruppi di persone che lavorano insieme. Un’azienda non potrebbe esistere senza il lavoro di ciascun dipendente. Un dirigente deve guidare tutti con l’esempio personale, in modo che le persone si impegnino in unità per raggiungere l’obiettivo dell’azienda.
Prima di giudicare le capacità degli altri, è fondamentale che gli stessi capi crescano. La crescita dei capi di un’azienda porterà alla crescita di tutti i suoi dipendenti, e della società nel suo insieme.
Peter Drucker (1909-2005) è stato un pioniere nello studio della formazione dei dirigenti aziendali, e ha continuato a insegnare fino alla fine della sua vita. Egli ha affermato che per un dirigente di affari l’integrità di carattere è più importante di qualsiasi altra qualità o capacità.
Questo mi richiama alla mente un amico indimenticabile, Konosuke Matsushita (1894-1989), il fondatore della società conosciuta oggi come Panasonic. Ho avuto occasione di parlare con lui in numerose occasioni e abbiamo pubblicato una raccolta dei nostri dialoghi con il titolo Domande e risposte sulla vita. Considerato un genio degli affari, il signor Matsushita ha superato molte grandi difficoltà grazie alla sua incrollabile determinazione.
Quando il signor Matsushita era un ragazzo, l’impresa di suo padre fallì e la sua famiglia si ritrovò in miseria. Due suoi fratelli maggiori e una sorella si ammalarono e morirono in poco tempo. Giunto all’età di trent’anni, Matsushita aveva già perso tutti e nove i membri della sua famiglia.
Mentre era ancora uno studente della scuola elementare, per collaborare al sostentamento della famiglia lasciò la sua regione natale di Wakayama e si trasferì da solo a Osaka per cercare lavoro. Fece l’apprendista in un negozio di hibachi (bracieri di carbone) e in un negozio di biciclette fino ai diciassette anni. Non aveva soldi, né un’istruzione formale, e nessuno su cui contare. Era anche in cattive condizioni di salute e si ammalava continuamente. Ma nessuna di queste difficoltà poté scalfire le ambizioni del giovane Matsushita.
Dopo aver lavorato in un’azienda per sette anni, all’età di ventiquattro fondò la Matsushita Electric Housewares Manufacturing Works. Voleva utilizzare le proprie difficoltà per contribuire a creare un mondo libero dalla povertà.
Sopravvissuto a numerose avversità e alla difficile situazione economica durante e dopo la Seconda guerra mondiale, nel corso della sua vita riuscì a fare della Matsushita Electric una delle principali aziende internazionali di origine giapponese.
Il signor Matsushita disse: «Dovremmo tutti coltivare un sogno, un obiettivo a cui aspirare, e dovremmo cercare con fervore di raggiungerlo e farne una meta irresistibile, importante quanto la vita stessa. Una volta che abbiamo dato forma alle nostre aspirazioni, siamo già a metà strada per raggiungerle».
Anche dopo che la sua azienda era diventata grande e influente, dovette affrontare diverse sfide nel mondo degli affari. Credo che sia stata la sua indomita volontà di realizzare un sogno a permettergli di trionfare su ogni ostacolo e di continuare a far crescere e prosperare i propri affari.
Il signor Matsushita comprendeva l’importanza dell’educazione e visitò l’Università Soka e le scuole Soka del Kansai. Ricordo ancora le grandi speranze che nutriva nei riguardi degli studenti, quando diceva loro: «È proprio vero che le persone dovrebbero sfidarsi duramente in gioventù, e persino cercare volontariamente un duro lavoro!».
Il duro lavoro rafforza la nostra determinazione e ci rende vincitori nella vita.
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MJ – Affrontare cambiamenti tumultuosi e grandi difficoltà consente di aprire nuove strade, sia alle persone che alle imprese.
Ikeda – Tra i discepoli di Shakyamuni c’era un uomo molto ricco, conosciuto con il nome di Sudatta. Anche Sudatta, nonostante la sua vita fosse piena di ricchezze incommensurabili per quell’epoca, dovette attraversare molte grandi difficoltà. Come scrive il Daishonin: «per sette volte era diventato povero e per sette volte era diventato ricco» (Il ricco Sudatta, RSND, 1, 963).
Anche Toda si trovò coinvolto nell’instabilità economica successiva alla Seconda guerra mondiale e subì delle temporanee crisi nei suoi affari. In questa società in continuo mutamento non si possono evitare alti e bassi. Ecco perché è così importante avere una determinazione incrollabile e una fede invincibile.
Anche mentre stavano soffrendo nelle circostanze più difficili, Sudatta e la moglie continuarono a servire e sostenere il loro maestro, Shakyamuni. Il loro forte desiderio di diffondere gli insegnamenti del Budda rimase immutato. I benefici che ottennero permisero loro di recuperare la ricchezza, e donarono alla comunità buddista una meravigliosa struttura, il monastero Jetavana (l’equivalente degli odierni Centri culturali della Soka Gakkai).
Quando le sue attività furono travolte da una pesante crisi, Toda mi disse: «Per amore di kosen-rufu, insieme, mostriamo al mondo cosa significa vivere come campioni coraggiosi!».
Dopo aver superato con successo le difficoltà economiche, Toda venne finalmente nominato secondo presidente della Soka Gakkai. E continuò a lavorare per raggiungere l’obiettivo della sua vita, la conversione di settecentocinquantamila famiglie.
MJ – Alcuni ragazzi e ragazze dicono di non sapere con certezza cosa vogliono fare in futuro.
Ikeda – Non bisogna aver fretta di prendere una decisione al riguardo. Basta iniziare con qualcosa di piccolo. Prefiggetevi un obiettivo, ad esempio riuscire ad alzarvi un po’ prima al mattino per fare Gongyo e recitare Nam-myoho-renge-kyo. Provate a salutare allegramente tutte le persone che incontrate. Decidete di studiare cinque minuti in più del solito. Cercate di ottenere un risultato migliore al prossimo compito o interrogazione. Sforzatevi di tirare fuori il meglio dalle vostre attività extrascolastiche. Qualunque cosa va bene. Man mano che i vostri sforzi si accumuleranno, acquisirete sicurezza in voi stessi. E più vi sentirete sicuri, più grandi diverranno i vostri sogni.
Quando ci prefiggiamo un obiettivo, tutto intorno a noi cambia. Le azioni che facciamo cambiano. Quando decidiamo di dare il massimo per diventare i migliori in un qualsiasi ambito, otteniamo risultati diversi. L’importante è ricordarsi sempre che il Daimoku è la forza trainante che ci spinge verso il raggiungimento dei nostri obiettivi.
Nichiren Daishonin afferma: «Rafforza la tua fede ancora di più» (La supremazia della Legge, RSND, 1, 547). Se recitate Nam-myoho-renge-kyo con la determinazione di raggiungere il vostro obiettivo, il coraggio e la saggezza scaturiscono dentro di voi.
Finché la vostra decisione rimane salda, alla fine trionferete, indipendentemente da quanto è difficile la situazione. Come afferma il Daishonin: «Più forte è la fede, maggiore è la protezione degli dèi» (Ibidem, 546). Coloro che hanno una grande determinazione vengono protetti dalle funzioni positive dell’universo.
A volte le cose non vanno come avevamo sperato. Ma proprio quello è il momento di tornare al punto di partenza e ricordare a noi stessi qual è la nostra motivazione iniziale. Se continuiamo a muoverci verso il nostro obiettivo con spirito invincibile, senza mai dimenticare il nostro intento originale, possiamo ottenere un grandioso successo.
Il cuore del Buddismo di Nichiren Daishonin è impegnarsi nella fede sulla base di un voto. Noi ci sediamo di fronte al Gohonzon e promettiamo solennemente di conseguire il nostro obiettivo. Quindi prendiamo l’iniziativa con coraggio per realizzarlo.
La pratica buddista ci consente di affrontare ogni sfida e di rimanere positivi nonostante gli alti e i bassi, recitando con coraggio e continuando ad avanzare verso il futuro.
Insieme a tutti voi che siete apparsi proprio in quest’epoca grazie a meravigliosi legami karmici, continuerò a chiamare a raccolta nuovi Bodhisattva della Terra e ad aprire ulteriormente la via per kosen-rufu in tutto il mondo, per il futuro. Questo è il mio sogno.
Mirando al 2030, centenario della fondazione della Soka Gakkai, lottiamo insieme basandoci sulla nostra pratica quotidiana di Gongyo e Daimoku, per creare un futuro pieno di significato e gloria!
(1 febbraio 2018)