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il punto di partenza - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:28

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il punto di partenza

Nell’ambito delle ormai frequenti cerimonie di consegna del Gohonzon che periodicamente si tengono in ogni parte d’Italia, il 3 aprile è stata la volta di Cagliari, Sardegna, dove già da gennaio i Gohonzon vengono consegnati mensilmente, e dove in questa occasione nove persone nuove hanno deciso di abbracciare per tutta la vita il Buddismo di Nichiren Daishonin

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Nell’ambito delle ormai frequenti cerimonie di consegna del Gohonzon che periodicamente si tengono in ogni parte d’Italia, il 3 aprile è stata la volta di Cagliari, Sardegna, dove già da gennaio i Gohonzon vengono consegnati mensilmente, e dove in questa occasione nove persone nuove hanno deciso di abbracciare per tutta la vita il Buddismo di Nichiren Daishonin

Un nuovo punto di partenza, un nuovo inizio. Questa l’emozione che Ahlenajafi Ebrahim, originario dell’Iran, ha voluto trasmettere il giorno che ha ricevuto il suo Gohonzon. Con gli occhi lucidi dalla felicità ha spiegato perché, dopo tre anni, ha deciso di abbracciare il Buddismo per tutta la vita: «Prima ero molto legato all’Islam, poi con il Buddismo ho scoperto una visione diversa del mondo. Mi ha attirato subito la compassione che viene trasmessa a tutti, senza differenze». Intorno a Ahlenajafi i compagni sardi che, come lui, hanno deciso di ricevere il Gohonzon il 3 aprile al Centro culturale di Cagliari.
Seduti in prima fila tutti i protagonisti della cerimonia di consegna, la gioia dipinta sui volti, fra le mani lo «specchio della loro vita». Pier Francesco Meloni ha incontrato la pratica a dicembre, ma sono bastati quattro mesi per decidere di ricevere il Gohonzon: «Questo è il momento più importante della mia vita – ha raccontato – l’emozione è tale che quasi piangevo». Percorso diverso, ma uguale traguardo per Pasquale Milanesi: la prima volta che ha sentito parlare di Buddismo risale a 25 anni fa, anche se allora non ha iniziato a praticare. Fino a luglio dello scorso anno, quando «ho rincontrato la pratica – ha detto – e questa è stata l’opera più dura per chi mi ha seguito. Mi viene da ringraziare tutti, a partire dalla prima persona che mi ha fatto conoscere il Buddismo tanto tempo fa. Sento che tutte le persone che ho incontrato mi hanno dato qualcosa di importante». Gratitudine per i compagni di fede, per il percorso fatto insieme, per aver potuto abbracciare il Gohonzon. Non solo con le parole, Pasquale trasmette questa forte gratitudine con la gioia che manifesta nel volto.
«Per me è un’assunzione di maggiore responsabilità rispetto alla mia vita» ha affermato Maria Grazia Mattana, che il 3 aprile ha ricevuto il suo Gohonzon, anche se si era già convertita in passato. Ha iniziato a praticare davanti all’oggetto di culto, e oggi che ha ricevuto il suo, dopo quattro anni, vive questo momento con una grande fiducia. Come «una conferma a me stessa e una dimostrazione agli altri di quello che è il percorso che ho intrapreso e che voglio portare avanti. Per manifestare la gioia che nasce non dalla mancanza di problemi, ma dal poter risolvere tutte le difficoltà che si incontrano lungo la strada». Anche Giuseppe Casu, dopo quattro mesi e mezzo di pratica, è stato uno dei protagonisti della cerimonia di consegna. «È stata una commozione molto forte – ha evidenziato – Ho sentito un colpo nel cuore quando hanno parlato del fatto che il Gohonzon è il nostro specchio, questa è la cosa più importante. Perché sono qui oggi? Perché mi sono reso conto che la mia vita è cambiata con la pratica buddista. Ovviamente, in positivo». Felicità e fiducia anche per Massimo Cocco, che ha iniziato a praticare nei mesi di agosto-settembre. «Ho iniziato per curiosità – ha spiegato – perché mi sono divertito alle prime riunioni, ma poi col tempo la cosa è diventata più seria. In questi mesi ho avuto molti benefici, soprattutto a livello interiore. Decidere di ricevere il Gohonzon è stata una scelta importante per me».
È da gennaio che in Sardegna sono iniziate le consegne mensili dei Gohonzon. Durante la cerimonia della prima domenica di aprile, al Centro culturale di Cagliari sono stati consegnati nove Gohonzon. Un punto di partenza, non un traguardo, scelto da chi ha sperimentato la pratica, anche se solo per poco tempo ma profondamente, tanto da decidere di fare questo importante passo. Praticanti che hanno scelto di ricevere l’oggetto di culto che, come spiega Nichiren Daishonin nel Gosho Il vero aspetto del Gohonzon, non va mai ricercato al di fuori di noi: «Il Gohonzon esiste solo nella carne mortale di noi persone comuni che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo» (SND, 4, 203-204).

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