Deprecated: Function strftime() is deprecated in /var/www/vhosts/ilnuovorinascimento.org/wp-dev.ilnuovorinascimento.org/site/wp-content/themes/nuovo-rinascimento/functions.php on line 220
Il presidente della Cina a colloquio con Daisaku Ikeda - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:41

400

Stampa

Il presidente della Cina a colloquio con Daisaku Ikeda

Nel loro terzo incontro il presidente della Repubblica Popolare Cinese apprezza il ruolo del pacifista giapponese per rafforzare il legame di collaborazione fra i due paesi

Dimensione del testo AA

Nel loro terzo incontro il presidente della Repubblica Popolare Cinese apprezza il ruolo del pacifista giapponese per rafforzare il legame di collaborazione fra i due paesi

Lo scorso 8 maggio, presso il New Otani Hotel di Tokyo, ha avuto luogo un incontro, durato circa mezz’ora, tra il presidente cinese Hu Jintao e Daisaku Ikeda. Nel resoconto fatto ai mass media leggiamo che Ikeda ha omaggiato lo statista con un poema, come simbolo di amicizia e speranza affinché le relazioni fra i due stati asiatici continuino a migliorare.
Inoltre, commentando il discorso tenuto da Hu Jintao all’Università Waseda, il presidente della Sgi si è detto completamente d’accordo sull’importanza – al fine di stabilire un profondo e duraturo rapporto di amicizia – di intraprendere scambi culturali che coinvolgano i giovani di entrambi i paesi.
Da parte sua il presidente cinese, oltre a esprimere soddisfazione per questo loro terzo incontro, ha ringraziato Ikeda per il coraggio dimostrato a partire dal 1968 quando, in un’epoca ancora percorsa da forti attriti fra Cina e Giappone, il presidente della Soka Gakkai iniziò a prendere una decisa posizione a favore della normalizzazione dei rapporti diplomatici sino-giapponesi. «Daisaku Ikeda – ha detto Hu Jintao – ha sempre offerto opinioni costruttive derivanti da una prospettiva storica di più ampio respiro. Anche nei momenti di maggiore tensione». Riguardo all’attuale situazione del proprio paese, il presidente ha riconosciuto come la liberalizzazione della politica economica abbia creato alcuni scompensi e ha sottolineato che il cammino per diventare una nazione moderna è ancora lungo e impegnativo.
Ikeda, che ha visitato la Cina in diverse occasioni dialogando coi leader politici e promuovendo iniziative culturali, ha incontrato il presidente Hu per la prima volta nel 1985, quando era il responsabile della Federazione Giovani Cinesi.
Hu Jintao è il secondo capo di stato cinese a visitare il Giappone a partire dal 1972, anno in cui vennero riallacciate le relazioni diplomatiche tra i due paesi.

• • •

Cina: La Soka Gakkai contribuisce alla ricostruzione post-terremoto

La Soka Gakkai ha fatto una donazione al governo cinese, in seguito al devastante terremoto che ha colpito la provincia di Sichuan e che secondo le stime ufficiali pare abbia provocato più di cinquantamila vittime. Il presidente della Soka Gakkai Minoru Harada si è recato in visita all’Ambasciata cinese di Tokyo per informare l’ambasciatore Cui Tiankai della donazione di 30 milioni di yen (pari a circa 185.000 euro) a sostegno degli aiuti e dei soccorsi e per portare il messaggio di condoglianze del presidente Daisaku Ikeda. Anche le organizzazioni della Soka Gakkai di Macao e di Hong Kong hanno contribuito con una loro donazione a favore delle vittime del terremoto.

• • •

Pomeriggio a Villa Le Brache

Presentato il volume sulla storia della villa fiorentina che ospita il Centro culturale alla presenza della storica dell’arte Mina Gregori e dell’assessore all’Urbanistica Gianni Biagi.

Sabato 17 maggio presso il Centro culturale di Firenze ha avuto luogo la presentazione del volume Le Brache – Villa di Bellagio, storia di una splendida dimora di campagna. Di fronte a una vasta platea di ospiti Andrea Bottai, in veste di conduttore dell’evento, ha presentato Gianni Biagi (nella foto a sinistra), assessore all’Urbanistica del comune di Firenze, Mina Gregori (nella foto in alto) presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi ed Elisabetta Cappugi curatrice del volume, «accomunati al presidente Ikeda dalla passione per l’arte e per l’educazione dei giovani».
Il volume testimonia, con il supporto di una documentazione piacevole e dettagliata, l’evoluzione del complesso Le Brache – Villa di Bellagio, nato come torre nei pressi di un acquedotto romano nella zona pedecollinare tra Firenze e Sesto Fiorentino, trasformatosi poi in dimora rurale dei Tornabuoni e diventato oggi sede del Centro culturale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai che ne ha curato il restauro. Proprio questa operazione di recupero nel rispetto dei valori architettonici e storici rappresenta per Biagi un atteggiamento prezioso in linea con le politiche comunali: consolidare il passato e soddisfare le nuove esigenze della città. Per la professoressa Gregori questo serio lavoro di recupero è una testimonianza del rispetto e dell’amore nei confronti del patrimonio italiano da parte degli attuali proprietari e ricorda di aver incontrato in passato Ikeda, “tenace pellegrino della pace”.
Come il restauro anche il libro è frutto di un’attenta e seria attività nata dall’interesse per il recupero del patrimonio storico e architettonico fiorentino; a Elisabetta Cappugi è stato quindi affidato il compito di illustrarne i contenuti. Attraverso mappe e documenti abbiamo ripercorso le tappe storiche che caratterizzano l’edificio, la sua evoluzione architettonica e i suoi tesori nascosti come il disegno a carboncino rinvenuto lungo le pareti della loggia, la stufa in ceramica, l’altana. E proprio qui, sulle note di una chitarra acustica, ha termine l’evento.
Marcello Sbigoli e Luca Trinchero

• • •

Lo studio mensile per il secondo semestre del 2008

luglio: Sulla profezia del Budda (SND, 4, 21)
settembre: L’inverno si trasforma sempre in primavera (SND, 4, 207)
ottobre: Il cancello del drago (SND, 4, 275)
novembre: La strategia del Sutra del Loto (SND, 4, 193)
dicembre: L’alleggerimento della retribuzione karmica (SND, 4, 93)

• • •

Le ali delle riviste

I membri dell’Ufficio abbonamenti si sono dati appuntamento il 18 maggio al Centro culturale di Firenze.

«Mentre voi risolvete i problemi della distribuzione dei giornali e li fate “volare” nelle nostre case – ha detto Erica Galligani, direttore responsabile del Nuovo Rinascimento in apertura del corso nazionale dell’Ufficio abbonamenti -, il nostro impegno costante come redazione è quello di far arrivare al cuore delle persone i discorsi del presidente Ikeda e le numerose e variegate testimonianze dei lettori».
«Nell’organizzazione, paragonata a un corpo umano, chi si occupa della distribuzione delle riviste dell’Istituto è come il sistema circolatorio – è stato l’incoraggiamento del vice direttore dell’Istituto Andrea Bottai -. Il giornale è una battaglia di parole e di idee e tutte le grandi rivoluzioni sono portate avanti con nuove idee e nuovi principi. Ora è il momento di crescere in unità, sostenendoci a vicenda. Occorre lottare per realizzare qualcosa di grande: questo ci rivitalizza e ci dà voglia di vincere».
Nel pomeriggio è intervenuto anche Mitsu­hiro Kaneda, direttore generale onorario, il quale ha parlato delle azioni invisibili che producono benefici visibili. «Grazie all’impegno in questa attività potete migliorare voi stessi, le azioni invisibili che facciamo sono molto importanti. L’obiettivo in questo tipo di incontri è accrescere la propria fede e creare uomini e donne di valore. Conosco le vostre difficoltà perché anch’io ho fatto questa esperienza che richiede un impegno costante. Per combattere l’oscurità innata della vita la base è la relazione fra maestro e discepolo. Come si fa a imparare la pratica corretta? Occorre impararla correttamente dal maestro, metterla correttamente in pratica, trasmetterla correttamente agli altri. Questo può determinare il diventare felici o meno: è un principio molto severo. In tutti i campi ci vuole un maestro per imparare, mentre l’oscurità si manifesta nel rifiuto di confrontarsi. Per esempio, nell’imparare a dialogare per sciogliere le false convinzioni, i dubbi e i pregiudizi. I benefici emergono da tutti questi sforzi quotidiani».
Aldo Masini

• • •

Un filosofo col sax

La vita e la musica di Wayne Shorter raccontate in una biografia pubblicata recentemente dall’editore Stampa Alternativa. Il grande saxofonista, leader negli anni passati di un gruppo che ottenne successi clamorosi in tutto il mondo, i Weather Report, e ancora oggi attivo con un formidabile quartetto, si svela quale personaggio dalla ricchissima personalità, alla ricerca di un cammino spirituale che lo condusse, nel 1973, ad abbracciare il Buddismo di Nichiren Daishonin. Un momento che rappresentò per Wayne un autentico punto di svolta e lo condusse a liberarsi dalla schiavitù dell’alcol. Di quell’esperienza fu testimone Herbie Hancock, suo collega per lunghissimi anni di carriera: «Quando partì per il Giappone, noi non immaginavamo che avrebbe ricevuto il Gohonzon. Pensavamo che avremmo dovuto continuare a parlargli per convincerlo a praticare. In Giappone Wayne non solo cominciò a praticare, ma aderì al Buddismo. Quando tornò era totalmente coinvolto. Assolutamente. Non si limitava a capirlo tenendosi a distanza, ma l’aveva interiorizzato». Una lettura che, se da un lato interessa da vicino soprattutto gli amanti della sua musica, permette comunque di apprezzare le moltissime sfumature di una vita illuminata dalla fede.

M. Mercer, Wayne Shorter: il filosofo col sax, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, pagg. 220, € 15,00, in vendita anche nei negozi di Creacommercio

• • •

Il coraggio del profondo Sud

Fra aprile e maggio, un corso per la regione Puglia a Taranto, uno per Campania e Basilicata a Caserta e due mostre sui “costruttori di pace” in Calabria.

Approfondimenti di fede e di vita in Puglia
11-13 aprile, Taranto. L’umore delle trecentottanta persone che affollano la splendida sala è alto: inizia il corso la cui idea di fondo è dare un nuovo impulso a quello che il presidente Ikeda ha definito il secondo atto di kosen-rufu. Molti i punti da approfondire e su cui riflettere. Il diritto inviolabile di vivere, impegnarsi nella fede partendo sempre da se stessi, risvegliare tutte le nostre qualità e far sì che ogni istante diventi un tesoro preziosissimo. «Un forte Daimoku – ha sottolineato il direttore Tamo­tsu Nakajima – ci offre l’opportunità di ascoltare la vita in profondità» e ha rivolto a tutti i presenti l’invito a vivere con gioia ed entusiasmo in ogni circostanza. Costruire una forte relazione col maestro e andare avanti rispettando il principio di unità sono gli altri punti fondamentali al fine di sviluppare un’organizzazione armoniosa e a non trovarsi mai a un punto morto nella propria rivoluzione umana.

Cosenza e provincia costruiscono pace
Dal 4 al 20 aprile la Città dei Ragazzi ha ospitato a Cosenza la mostra “Costruttori di pace tra XX e XXI secolo” al cui dibattito inaugurale hanno preso parte anche il Sindaco e rappresentanti dell’amministrazione comunale. Così come era avvenuto per l’esposizione sui Diritti umani, la città ha risposto con entusiasmo con più di duemiladuecento visitatori. Un ringraziamento particolare a tutti quelli che si sono impegnati dietro le quinte con il lavoro più prezioso e sincero.
Il testimone è idealmente passato di mano a Bisignano (CS), cittadina in cui si è spostata la mostra tra il 25 aprile e il 5 maggio. Una nota caratterizzante dell’evento a Bisignano è stato l’intervento, all’inaugurazione, di Padre Massimo dei Frati Passionisti e Padre Francesco dei Frati Francescani in rappresentanza della Comunità che fisicamente ospitava la mostra. Il successo dell’evento è stato segnato dalla presenza di quasi mille visitatori.

A Caserta, dal fango spunta il fiore di Loto
«Uniti al maestro emergiamo dalla terra danzando». Lo slogan del primo corso delle regioni Campania e Basilicata, tenuto a Caserta dal 9 all’ 11 maggio è diventata la determinazione degli oltre cinquecento partecipanti. È emersa la decisione di avanzare, al fianco del proprio maestro, nella propria rivoluzione umana per risolvere le difficoltà. Soprattutto la grave emergenza rifiuti è stata vista come il veleno da trasformare urgentemente in medicina.

Hanno collaborato: Luca Credidio, Davide Marano, Giovanni Schinaia, Ilaria Varriano.

• • •

Italiani nel mondo / Uganda
La nostra Africa

Percorrono chilometri e chilometri per arrivare e poi altrettanti per tornare. Ore di viaggio su strade sterrate e impraticabili, nel caldo polveroso e rossiccio della polvere sollevata da veicoli che si muovono disordinatamente, incrociando centinaia di bambini scalzi. Viaggiano finché non arrivano in una delle dieci, forse undici case dove possono sedersi davanti a un Gohonzon e recitare Nam-myoho-renge-kyo. Sono i pionieri di kosen-rufu in Africa, sono i membri dell’Uganda, un paese di oltre duecentoquarantunmila chilometri quadrati, che ha conosciuto una feroce dittatura e vent’anni di guerra civile, dove circa il quaranta per cento della popolazione vive sotto la soglia della povertà e migliaia di persone muoiono di Aids: qui queste donne e questi uomini hanno abbracciato il Sutra del Loto e lo diffondono con una forza e un coraggio senza limiti. «Se non fossero Bodhisattva della terra non potrebbero recitare il Daimoku» (La vera entità della vita, SND, 4, 233) hanno ricordato il presidente Ikeda e la signora Kaneko nel messaggio del 3 maggio. Le parole di Nichiren rispecchiano più che mai l’azione di queste persone che diffondono la Legge in una terra così difficile. Il movimento di kosen-rufu in Uganda fu avviato agli inizi degli anni Novanta ed è stato caratterizzato dall’incontro tra culture e nazionalità. I primi a praticare furono infatti esponenti di Ong, dell’Onu e di governi impegnati in programmi di cooperazione internazionale. In Uganda come in altre parti dell’Africa, il “veleno si sta trasformando in medicina”. La necessità di interventi umanitari ha portato nel paese decine di membri dall’estero che oltre a lavorare per il benessere sociale hanno anche diffuso il Buddismo di Nichiren. Non è stato facile e continua a non esserlo in un paese in cui il Buddismo non era conosciuto, ma i pionieri africani hanno bene a mente il Gosho in cui si legge: «Chiunque propaghi il Buddismo deve comprendere la capacità delle persone cui si rivolge» (L’insegnamento, la capacità, il tempo e il paese, SND, 6, 4) e Nichiren, nello stesso Gosho, ammoniva: «Bisogna sempre propagare il Buddismo tenendo conto del paese». (Ibidem, 8). Oggi in Uganda i praticanti sono circa cinquanta sparsi nei vari distretti, soprattutto tra Kampala, Jinja ed Entebbe. A volte è difficile incontrarsi, alcuni non possono permettersi di pagare neanche le spese di viaggio per ogni riunione, ma questo non frena la determinazione dei membri ugandesi che stanno recitando per avere un Centro culturale. «Cambiare il karma di questo paese è solo una questione di tempo» ci dice Amita Shyam, di origine indiana e in Uganda dal 1998. Cominciò da sola ma poi si unirono a lei il marito e i due figli. Ora Amita è responsabile della Divisione donne e ogni anno si reca in Kenya alle riunioni che raccolgono il territorio Uganda, Rwanda e Tanzania. Molti sono i giovani: Ben, che pratica da quattro anni; Pacific che ha cominciato a recitare Gongyo e Daimoku per pubblicare le sue canzoni e ha già ricevuto proposte da produttori; Patrick, che ha l’obiettivo di far praticare i genitori; Catherin, responsabile giovani; Modest che viene dal Congo e ha un grande desiderio di riscattarsi dalla povertà. Non riusciamo a citarli tutti, ma ognuno di loro è un meraviglioso bodhisattva della terra, deciso a fare la propria determinante rivoluzione umana.
Antonella Sinopoli

©ilnuovorinascimento.org – diritti riservati, riproduzione riservata