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I nipoti di Shijo Kingo - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:34

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    I nipoti di Shijo Kingo

    Come il famoso discepolo del Daishonin, medico e samurai, i membri dello staff Sanità sanno coniugare l’arte della medicina con la pratica del Sutra del Loto

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    Come il famoso discepolo del Daishonin, medico e samurai, i membri dello staff Sanità sanno coniugare l’arte della medicina con la pratica del Sutra del Loto

    In occasione della visita del presidente Ikeda in Italia nel 1992, nasce lo staff Sanità composto da medici e infermieri professionali. Letizia Livi, medico, pratica il Buddismo da ventisette anni; ha seguito lo sviluppo dello staff in tutte le sue fasi e oggi ne è la responsabile nazionale: «All’inizio ci organizzavamo solo in vista di grandi eventi, non avevamo neanche uno spazio dentro i Centri culturali dove poter “esercitare” e ci dispiaceva non poter aiutare le persone come avremmo voluto. Poi, col tempo, a Firenze, la città in cui vivo, la soluzione si è presentata da sola: visto che il nostro scopo è proteggere le persone, abbiamo potuto condividere una stanza con sokahan e byakuren, il cui scopo primario è proprio la protezione, e oggi la stanza è rimasta a nostra completa disposizione.
    Partecipare a questo staff richiede una recitazione costante di Daimoku, non basta la professionalità. In tutta Italia ci sono incontri una volta al mese per recitare Daimoku, studiare il Gosho e scambiarsi esperienze. Oltre alle attività in occasione di grandi meeting e di corsi, ogni domenica lo staff è presente nei Centri culturali. In alcune città lo staff Sanità si occupa anche di “mettere a loro agio” quei membri che sono ricoverati in un ospedale lontano da casa organizzando piccole riunioni e recitando Daimoku insieme.
    «A partire dal 1996 abbiamo ricevuto molte richieste di approfondire il rapporto fra Buddismo e medicina – racconta Letizia – e abbiamo organizzato una serie di conferenze che hanno riscosso un successo incredibile con migliaia di uditori [i testi degli interventi possono essere consultati presso le biblioteche dei Centri e anche Il Nuovo Rinascimento ha dedicato loro ampi spazi, n.d.r.]. Ci siamo impegnati a offrire degli approfondimenti sulle tematiche più vicine alle persone; quando abbiamo trattato il tema dell’ultimo istante di vita e il trapianto degli organi, abbiamo scoperto che molti temevano di fare scelte contrarie ai principi buddisti, ma poi le persone sono uscite dalla conferenza più libere e più leggere».
    Al Centro culturale nazionale di Firenze, dal prossimo autunno, partirà un ciclo di incontri dedicato alle problematiche dei giovani e giovanissimi: attacchi di panico e depressione (che ha caratteristiche diverse da quella che colpisce gli adulti), sessualità, sport, dialogo intergenerazionale, anoressia e bulimia, uso di sostanze stupefacenti e alcol, morti premature. Queste conferenze, per le quali sarà necessario prenotarsi, non sono dirette agli adolescenti, ma ai genitori. Ogni anno viene organizzato un corso dello staff Sanità aperto a tutti gli operatori sanitari il cui scopo è approfondire i temi di attualità e di etica.
    Chiunque volesse contattare i referenti dello staff sanità può scrivere a nr.notizie@sgi-italia.org.

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    Pratico dal 1983 e faccio parte dello Staff sanità dalla sua fondazione. Dal primo al 3 aprile 2005 si è svolto a Paestum (Salerno) il corso dell’Area mediterranea al quale hanno partecipato 930 persone, di cui trenta bambini. Mi è stata affidata la responsabilità di coordinare le attività sanitarie venti giorni prima dell’inizio del corso. Il tempo era pochissimo sia per recitare Daimoku con tutti gli altri staff, sia per avere informazioni mediche della salute dei partecipanti e per riunire gli altri colleghi medici membri. Recitando Daimoku ho determinato che non sarebbe accaduto niente di grave. Quando l’ansia e il panico mi assalivano per il ritmo intenso dell’attività, era il momento di tornare a Nam-myoho-renge-kyo. Il risultato è stato straordinario: molte persone sono state sensibilizzate sul loro stato di salute; in relazione al numero di partecipanti, ho esercitato relativamente poco il ruolo di medico e molto di più quello del “devoto del Sutra del Loto”; ho provato gioia intensa perché tutto si è svolto con naturalezza e in totale armonia con il ritmo dell’universo.
    Adele De Rosa

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    Pratico dal 1989, e fin dall’inizio ho cercato di approfondire perché avessi scelto la professione di infermiera, anche perché sentivo una grande sofferenza nello stare vicino ai pazienti, e cercavo di scappare da tutto. All’inizio, ai corsi della nostra zona eravamo presenti solo in due, e non sapevamo bene di cosa occuparci, non ci era stato spiegato niente. Anch’io ho dovuto affrontare una malattia e sono guarita anche grazie al dedicarmi agli altri. Ringrazio tutte le persone che ho conosciuto e tutti quelli dello staff, che mi permettono di fare attività e che mi hanno aiutato a tirar fuori il “coraggio di dare coraggio”. Spero che altri si uniscano a noi, per proseguire questa grande missione, come ci chiede sensei».
    Rosaria Morello

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