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Grazie ai miei compagni di fede - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:36

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Grazie ai miei compagni di fede

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«Le donne che prendono questa efficace medicina sono circondate da questi quattro bodhisattva: se la donna si alza in piedi, anche questi grandi bodhisattva si alzano; quando cammina lungo una strada, anche questi grandi bodhisattva camminano: sono come il corpo e l’ombra, come l’acqua e i pesci, come la voce e l’eco, come la luna e la luce» (Concessione del mandala della Legge mistica, SND, 5, 168)

Ai miei compagni di fede.
Oggi sono felice!
Sono felice perché l’esame è risultato negativo, perché è una bellissima giornata di sole, perché ho capito che la mia fede si sta rinsaldando. Piano piano e in silenzio scopro il cambiamento che avviene giorno per giorno dentro di me.
Un esempio: al telegiornale hanno detto di aver trovato a Milano una neonata morta dentro a un sacchetto di plastica. Fino a qualche settimana fa avrei giudicato e criticato la madre. Avrei detto in cuor mio: con tutti coloro che darebbero chissà che cosa per un bimbo, lei, che aveva questo dono prezioso lo ha buttato via! Ieri invece non mi sono permessa di giudicare, al contrario ho pregato per la felicità di quella madre.
Tutti voi siete stati per me più efficaci di qualsiasi terapia perché mi avete dato la possibilità di scoprire la gioia di vivere. Sono sette anni che combatto contro un tumore e a settembre scorso, quando ho incontrato il Buddismo, non avevo più la forza di lottare, né tantomeno la speranza di guarire. Prima mi chiedevo: «Che cosa sono venuta a fare al mondo?». Ho sofferto e fatto soffrire la persone che mi stavano intorno. Ora ho capito: ho una missione! e voglio dare il massimo per svolgerla al meglio. La vita è irta di difficoltà e problemi. Solo superando le difficoltà possiamo realizzare la nostra grandezza come esseri umani lasciando in eredità una storia luminosa. Se la vita fosse solo un mare calmo senza difficoltà e ostacoli da affrontare, come potremmo purificarci? A prescindere dagli attacchi e dalle circostanze scoraggianti che ci troviamo ad affrontare non dobbiamo permettere alla nostra fede e alla nostra assoluta convinzione di arrendersi. Non permettiamo che il nostro coraggio vacilli, non dobbiamo assolutamente farci influenzare. Chi conserva questa convinzione di fronte a qualsiasi circostanza possiede una fede sincera. So di avere ancora molto da lavorare però le basi ci sono e sono basi solide.
Grazie al Gohonzon, grazie a tutti i miei amici e compagni di fede.
Ora comincio a capire quello che mi spiegavate all’inizio, anche sull’atteggiamento nel recitare Daimoku. Non bisogna recitare per chiedere al Gohonzon esclusivamente di soddisfare i nostri desideri in cambio del nostro Daimoku e del nostro Gongyo, perché i risultati saranno minimi e deludenti. Coloro che adottano questo atteggiamento stanno guardando al di fuori di sé e come dice il Gosho la loro pratica sarà «un’infinita e dolorosa austerità» (SND, 4, 4). Il Gohonzon si può paragonare a una fresca sorgente che scorre sotto il suolo di un deserto, a una profondità di dieci metri e la recitazione del Daimoku è l’azione di scavare.
Non voglio morire di sete! Voglio recitare Daimoku fino a sentire una grande e incontenibile gioia emergere dal profondo del mio essere. Non è importante scavare mille buche da sei metri e non bere mai, ma scavare con la forza di un leone una buca di dieci metri e dissetarsi!

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