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Effetto contagioso - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:32

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Effetto contagioso

Tre giorni di incoraggiamenti e approfondimenti per seicento giovani in occasione del corso nazionale per il livello di capitolo, dal 30 aprile al 2 maggio a Chianciano Terme

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Tre giorni di incoraggiamenti e approfondimenti per seicento giovani in occasione del corso nazionale per il livello di capitolo, dal 30 aprile al 2 maggio a Chianciano Terme

Un’allegria irrefrenabile si è sprigionata nella sala del Cinema Garden quando sulle note improvvisate dalla band dei giovani – basso, batteria, chitarra e tastiere – sono state proiettate le fotografie scattate durante i tre giorni. Sorrisi e sforzi in sordina, con lo scopo di dare un nuovo grande slancio all’attività e per condividere sogni e aspirazioni con i propri compagni di fede. E qualcuno, in parecchi a dire il vero, non hanno potuto trattenere lacrime di commozione. Ma facciamo due passi indietro e rintracciamo le cause di tanto entusiasmo.

Gli argomenti – I temi snocciolati sono stati diversi, dalla questione Nikken al senso della responsabilità nella fede, dai progetti dei giovani del gruppo Leonardo – che quest’anno festeggia dieci anni di attività – alle riflessioni su come migliorare la qualità delle riunioni di discussione per accogliere quante più persone possibile. Ma anche propositi per sostenere tutte e quattro le Divisioni della famiglia Soka. Tutto questo affrontato attraverso il rapporto con il maestro.
Sulla questione Nikken si è riflettuto partendo dal fatto che un tempio della Nichiren Shoshu è stato aperto in Francia e che si vuole evitare che ciò accada in Italia. Quando morì Nichiren Daishonin, cinque dei sei preti anziani tradirono i suoi insegnamenti. Soltanto Nikko portò avanti onestamente il patrimonio di inestimabile valore umano del suo maestro. Uno dei preti anziani che tradirono lo spirito del Daishonin, Niko precisamente, fondò la scuola cosiddetta Nichiren Shu, di cui ogni tanto si sente parlare anche in Italia. Nei secoli a venire il Buddismo di Nichiren è rimasto prevalentemente nei templi fino alla nascita e allo sviluppo della Soka Gakkai, che attraverso l’incessante dedizione di Makiguchi, Toda e Ikeda si è diffuso prima in Giappone e poi in 188 paesi del mondo. Nikken ha tentato in tutti i modi di spezzare il rapporto fra la Soka Gakkai e il presidente Ikeda e ha sfruttato il proprio potere per condurre una vita corrotta e dissoluta, motivo per cui i giovani italiani hanno di nuovo, durante il corso, rinnovato il loro impegno a impedire che gli insegnamenti per la felicità della gente di Nichiren Daishonin vengano distorti, pregando affinché la setta Nikken non metta radici nei cuori d’Europa.
Parlando del senso della responsabilità, Aldo Giuliattini, vice responsabile giovani ha detto: «Io ho iniziato a praticare alla fine dell’85 e non vedevo l’ora che ci fosse la riunione successiva. Stando in contatto con la gente e nella Soka Gakkai sono sempre stato incoraggiato. Sempre abbiamo bisogno di essere incoraggiati, grazie a questo io ho potuto realizzare grandi cose. Anche adesso è così per me. Riflettevo in questi giorni sul fatto che sono fortunato ad aver incontrato la Soka Gakkai. Ho riflettuto su cosa sarebbe accaduto se i tre maestri non avessero deciso di propagare il Buddismo. Noi oggi stiamo diventando felici grazie al loro impegno. Stiamo portando avanti il movimento di kosen-rufu e per farlo è importante, come ci spiega il presidente Ikeda, creare un gruppo di persone sempre più ampio di responsabili che decidano di lottare tutti insieme per portare avanti questo movimento».
Adriano Giannini, vice responsabile dei giovani uomini è intervenuto sul significato di alzarsi da soli: «La Legge mistica è dentro di noi. Con noi stessi non possiamo mentire, sappiamo bene se stiamo affrontando le nostre paure oppure no, se stiamo cambiando oppure no. Nel rapporto col maestro, ad esempio, se vedo la Legge mistica fuori di me lo vedo come un modello irraggiungibile, se percepisco la Legge mistica dentro la mia vita dico: faccio come lui».
Calorosi, il primo e il secondo giorno, sono giunti gli incoraggiamenti del direttore generale Tamotsu Nakajima e della responsabile delle donne e giovani donne europea Sakae Takahashi.

Riflessioni – Le riflessioni a caldo sono state tante. Fabio che vive e pratica a Firenze dice: «Sono venuto al corso per la prima volta con la voglia di condividere questa esperienza fino in fondo con le persone. Abbiamo parlato di Buddismo, discusso di Buddismo e raccontato tante esperienze. In ogni occasione l’incoraggiamento è stato legato alla vita quotidiana». Anche Francesca, sempre da Firenze, ha apprezzato la concretezza degli interventi: «Mi è piaciuto tanto il corso! Un bello scambio fra le persone nonostante fossimo in 600. E poi in ogni intervento c’era l’esperienza personale, tanta prova concreta».
E infatti i responsabili nazionali della Divisione giovani hanno puntato su incoraggiamenti farciti dalla loro esperienza. Fra i “dietro le quinte” nell’organizzazione del corso, c’è stata una novità e cioè il cosiddetto staff interazione, che si è occupato di creare momenti di scambio e riflessione. È stato realizzato un cartellone dell’Italia e ognuno poteva – con dei post-it – incollare i propri obiettivi. Tutti pieni di calore: «Che i giovani della mia città diventino felici e vittoriosi, così da propagare il Buddismo con gioia ed entusiasmo»; oppure: «Voglio avere coraggio. Far crescere le giovani del mio settore e i leonardini dell’hombu, voglio poter diventare un punto di riferimento per i giovani»; e ancora: «Apertura di un Centro a Siena, sensei a Siena nel 2005»; e ancora: «Determino di incontrare il mio maestro».

Che bella esperienza esserci! – Luca che pratica a Livorno si è occupato di organizzare una rete di giovani che preparasse dei piccoli regali simbolici per tutti i partecipanti.
«L’attività dei regalini era decisamente la meno adatta alle mie caratteristiche… me lo ha sempre detto la mia ragazza che scherzando lamenta le poche attenzioni che ho verso di lei… ma grazie a quest’occasione ho potuto fare Daimoku e un’esperienza ad hoc, così da rendere quest’occasione davvero utile!».
Obiettivo dell’attività era coinvolgere tutti i giovani delle quattro aree (Adriatica, Tirrenica, Sicilia e Sardegna) nel fare un’attività assolutamente invisibile. Tradotto: ricercare la lode dal Gohonzon e da nessun altro. In effetti le difficoltà all’inizio sono state tante, soprattutto la paura, quella paura che passa dal pregiudizio di non riuscire a comprendere fino in fondo (e dunque condividere e diffondere) il vero spirito della SGI, con il rischio di rendere banale un’attività che invece aveva un potenziale enorme: avvicinare i cuori.
Uno spirito che da oltre un anno sostiene Harumi Takahata che, in visita al Centro di Grosseto nel febbraio del 2003 con una delegazione di otto studenti Soka mi scrive di continuo e non manca di mandarmi regali su regali (per l’inaugurazione della mia casa nuova, per il mio compleanno, per la sua, dico sua laurea, ecc. ecc.).
Ovviamente all’inizio abbiamo incontrato difficoltà, sembrava che l’obiettivo da realizzare fosse troppo lontano per così poco tempo disponibile… Il risultato è stato incredibile. Tutti, nessuno escluso hanno partecipato attivamente e in prima persona! Sia nel fare i regalini che nel distribuirli.
Ho capito che da soli si può decidere di fare un’esperienza incredibile, ma è solo condividendo e diffondendo l’incredibile spirito soka nel proprio ambiente, che si avanza verso kosen-rufu. Grazie, grazie, grazie di cuore a tutti coloro che hanno dedicato il loro tempo e il loro impegno a questa attività.

Date importanti – Durante il corso sono state presentate due importanti occasioni: il decimo compleanno del gruppo Leonardo e il secondo anno di vita de Il volo continuo. Inoltre per accogliere al massimo il presidente Ikeda nel 2005, tanti giovani hanno deciso di iniziare a recitare Daimoku insieme con l’obiettivo di approfondire la relazione con lui. I giovani di Bologna stanno creando, ad esempio, un gigantesco contadaimoku da appendere al Centro affinché ognuno possa “segnare” la propria preghiera, con lo scopo di far arrivare in città il maestro. E dulcis in fundo… durante il corso è stata lanciata una “sfida di cori”. I giovani di tutte le aree sono invitati a scrivere una nuova canzone con tanto di musica dal vivo, e di allenarsi un anno per sfidarsi a suon di note il 3 maggio 2005, con una vera e propria gara! Obiettivo: cantare per il presidente Ikeda.

Conclusioni – Insomma, l’ultimo giorno di corso, le lacrime di commozione e gioia, sono state la conseguenza di tanto valore creato insieme. Il ritorno a casa è stato pieno di nuovi propositi.
Valeria, una dei seicento, in una delle decisioni personali attaccate al cartellone dei desideri ha scritto: «Desidero essere così luminosa e vitale che anche i cuori più solitari e cinici si aprano al desiderio di conoscere la Legge meravigliosa».

Alessandra Sestito

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