Nell’intervento di Tamotsu Nakajima, direttore generale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, un’esortazione a costruire in prima persona “la civiltà della nonviolenza”, mettendo al primo posto un umanesimo attivo che si concretizza in una disponibilità reale ad aiutare gli altri
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Messaggio
Create una SGI italiana felice
Preziosi leader che portate avanti il movimento di kosen-rufu in Italia, colmi di illimitate aspirazioni, voglio porgervi le mie più sentite congratulazioni per l’apertura del vostro tradizionale corso estivo. Grazie davvero di essere venuti da lontano.
La mia SGI italiana è cresciuta in maniera splendida e si è conquistata una notevole credibilità nella società, che la rende un esempio per tutto il mondo.
Anche i numerosi riconoscimenti giunti da varie zone d’Italia non sono che la manifestazione concreta delle vostre nobili azioni per la pace e per la cultura, il frutto della vostra dedizione a kosen-rufu in Italia. Tutti i benefici che ne derivano vi appartengono e io vorrei lodarvi con tutto il cuore.
Il filosofo dell’Antica Roma, Cicerone, così disse ai capi: «Poiché di certo non vi sarà mai una forza capace d’infrangere e dissolvere quell’unione che esiste tra voi e i cavalieri romani e una concordia così grande tra la gente perbene».
L’essenza fondamentale della vittoria, capace di contrastare ogni vento contrario o difficoltà, è proprio l’“unità”. E il tipo di unità più imperituro e forte è l’unità basata sulla fede, come la nostra.
Proprio grazie all’unità di itai doshin, la Soka Gakkai è riuscita finora a compiere sempre nuovi passi avanti superando brillantemente tutte le difficoltà che si è trovata di fronte.
Insieme alle persone di cui ho piena fiducia, il direttore generale Tamotsu Nakajima e la responsabile Divisione donne Asa Nakajima, vi prego di andare avanti fino in fondo in armonia, rispettandovi, proteggendovi e aiutandovi reciprocamente sulla strada maestra della giustizia che si chiama kosen-rufu.
Non esiste azione più grande che pregare uniti nel cuore e impegnarsi per la realizzazione della meta suprema, kosen-rufu, la costruzione della felicità e della pace per tutta l’umanità. Non c’è dubbio che, come affermano le scritture buddiste, le persone giuste saranno protette da tutte le divinità celesti.
Nichiren Daishonin disse ai suoi seguaci: «In questa epoca corrotta, dovete sempre parlare fra di voi e non smettere mai di pregare per la prossima vita». Soltanto dove i compagni della Legge mistica si riuniscono per studiare il Buddismo del Daishonin e dialogano, sorgono la convinzione e la gioia di continuare a vivere con stabilità e vigore in questo mondo impuro.
Per favore, fate di questo splendido corso estivo un punto di partenza; in tutte le zone d’Italia curate bene e proteggete dall’inizio alla fine i membri, e andate a costruire un’organizzazione ideale in cui tutti i compagni di fede, nessuno escluso, provino gioia e si lodino a vicenda, dicendo: «Sono davvero felice di essere un membro della SGI italiana!».
Desidero che ognuno realizzi una grande vita con una fede ammirevole.
SGI italiana che amo, sii il castello della Legge mistica eternamente indistruttibile! Siate un paese prospero dove trionfa la gente!
Per favore, una volta tornati a casa porgete i miei più calorosi saluti ai vostri familiari e a tutti i compagni di fede. State bene!
28 agosto 2003
Daisaku Ikeda
Presidente della Soka Gakkai Internazionale
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«È il cuore che conta. E il cuore significa fede»: questa frase dal Mondo del Gosho era lo slogan del corso estivo italiano per responsabili che si è tenuto a Chianciano dal 28 al 30 agosto.
Il cuore è di fondamentale importanza nel mondo della fede, ha spiegato Asa Nakajima, vice direttore generale dell’Istituto e responsabile nazionale della Divisione donne. Rompendo il guscio dell’oscurità fondamentale si fa emergere la natura di Budda dalla nostra vita. Ottenere l’Illuminazione significa ottenere la gioia di vivere. E tutto ciò si traduce nell’azione di shakubuku, pregare per la felicità di ogni singola persona e trasmettere agli altri il nostro cuore e la nostra felicità.
«Facciamo questo corso – ha esordito il direttore generale Tamotsu Nakajima – per ripartire per un altro anno di attività fino al prossimo corso estivo. Ci troviamo qui con tutti i responsabili d’Italia per unirci sotto la guida di sensei e stabilire una linea di azione comune. Quest’anno abbiamo gli esami e quindi fino a dicembre concentriamoci su di essi. Poi ci dovremo occupare di approfondire lo spirito dell’offerta. Tutto deve essere basato sulla fede e sulle basi corrette. Su queste basi possiamo sviluppare il movimento di shakubuku. Prepariamoci a fare una grande attività per celebrare il tre maggio 2005». Ha poi incoraggiato i partecipanti a realizzare prima di tutto la propria felicità perché soltanto facendo così sarà possibile incoraggiare gli altri e ha esortato a sostenersi reciprocamente imparando ad ascoltare gli altri, perché il vero dialogo inizia con l’ascolto. «Quando vediamo una cosa ben fatta prendiamone esempio, quando ne vediamo una che non va, aggiustiamola».
Il presidente della SGI europea Shoichi Hasegawa, presente per tutta la durata del corso, prendendo spunto da un brano del Mondo del Gosho ha raccontato che nel 1961, trovandosi alla porta di Brandeburgo durante il suo primo viaggio in Europa, Daisaku Ikeda espresse la sua ferma determinazione che il muro di Berlino, costruito dalla sfiducia reciproca tra est e ovest, sarebbe stato abbattuto entro trenta anni, come poi è realmente accaduto. Oggi l’umanità si trova di fronte a un bivio. Deve scegliere tra la “legge della giungla” e la “legge dell’umanità”. «O crediamo nella Buddità nostra e degli altri e costruiamo la civiltà della nonviolenza, oppure lasciamo che la nostra oscurità e quella degli altri ci ottenebrino e scegliamo la violenza della barbarie».
Anna Conti e Tamotsu Nakajima hanno riportato la lezione sulla “pratica di rispettare gli altri” sul Mondo del Gosho tenuta da Katsuji Saito, responsabile del dipartimento di studio della Soka Gakkai e della SGI, al corso estivo europeo che si è svolto a Trets la settimana precedente.
Il rispetto per gli altri, ciò che Ikeda definisce “l’umanesimo attivo del Buddismo”, si manifesta attraverso l’azione di shakubuku e il comportamento da essere umano. La figura del Bodhisattva Mai Sprezzante che si inchinava di fronte a ogni persona considerandola un Budda, ne è l’esempio. Rispettare e credere che la natura di Budda è presente in ogni persona è già di per sé shakubuku.
Il comportamento da esseri umani è proprio della persona saggia, cioè “ricca nel cuore” capace di attivare le funzioni del cuore e di attivarle nelle altre persone, che non si lascia sviare dagli otto venti e che non disonora il Sutra del Loto, cioè crede nel potere del Gohonzon e rispetta la natura di Budda dentro di sé e negli altri. L’azione per concretizzare l’umanesimo attivo è combattere per sconfiggere l’oscurità fondamentale e far emergere la Buddità in ogni persona.
In vista dei prossimi esami di novembre e dicembre, il vice direttore generale Andrea Bottai ha spiegato che l’importante è impegnarsi a leggere e mettere in pratica il Mondo del Gosho, senza angustiarsi o avere paura di non riuscire a superare l’esame, che è un mezzo per stimolare le persone a studiare e approfondire la fede per essere in grado di affrontare i momenti difficili senza dubitare. Chi arriva a sostenere l’esame ha già vinto indipendentemente dal risultato.
A questo proposito Tamiko Kaneda, responsabile nazionale della Divisione giovani donne, ha annunciato la nascita del Dipartimento di studio Divisione giovani che si affiancherà a quello già esistente.
Mitsuhiro Kaneda, direttore generale onorario, ha spiegato che l’interpretazione del Buddismo di Nichiren è sempre stata basata sulla scuola della Nichiren Shoshu; con il Mondo del Gosho Ikeda sta proponendo una nuova visione del Buddismo, con l’intento di avvicinarsi all’interiorità del Daishonin, visto non come un essere eccezionale ma come uomo. Ikeda sta utilizzando il linguaggio universale del Gosho per diffondere l’umanesimo attivo del Buddismo.
Nella riunione dedicata a domanda e risposta, Hasegawa e i responsabili nazionali hanno risposto ad alcune delle più di cento domande arrivate dai partecipanti al corso.
Andrea Pugliese, responsabile nazionale giovani e Silvia Manco, vice responsabile nazionale giovani donne, hanno riportato la seconda lezione di Saito sul Mondo del Gosho, sul tema di rissho ankoku. Rissho significa stabilire la dottrina corretta sia a livello individuale che nell’intera società, cioè consolidare la convinzione di combattere l’oscurità fondamentale dentro la vita e far emergere la natura di Budda. Ankoku significa la pace del paese, che comprende la felicità delle persone comuni e non soltanto la sicurezza del sovrano, come veniva intesa nelle epoche precedenti al Daishonin.
Nella riunione conclusiva del corso Tamiko Kaneda ha espresso le determinazioni delle giovani donne di realizzare ciò che afferma il presidente Ikeda: «Il Daishonin ci esorta a portare avanti la lotta da lui intrapresa, che è la vera sorgente di kosen-rufu, e a non permettere mai che il suo flusso cessi. Ci insegna a permettere al maggior numero possibile di persone di ricevere gli illimitati benefici della Legge mistica, perché è questo il sentiero per la pace e la felicità dell’umanità. Dino Bucalo, responsabile nazionale dei giovani uomini, ha dichiarato quelle della sua Divisione: «L’Ultimo giorno della Legge è “un’epoca di conflitti”, un tempo in cui tutte le persone indistintamente sono portate necessariamente a scontrarsi. La forza di resistere a questo deriva dalla ferma convinzione che la natura di Budda esiste, in noi e negli altri. La pratica di riverire gli altri equivale ad agire in base a questa convinzione e kosen-rufu non è altro che l’estensione della rete di coloro che condividono questa convinzione e avanzano di conseguenza».
Asa Nakajima ha invitato le donne a recitare Daimoku profondamente per la felicità di ogni persona e per sostenere i giovani: «Incoraggiamo e sosteniamo i giovani, come fossero nostri figli. In un paese dove crescono i giovani il movimento di kosen-rufu va sempre avanti…». Subito dopo il direttore Nakajima ha ricordato l’importanza di curare la fede e ogni aspetto della vita (salute, lavoro, famiglia…) e impegnarsi tutti per far sì che entro la fine di quest’anno tutti i membri siano felici. Ha invitato tutti i responsabili a collaborare per creare una grande armonia nella Soka Gakkai italiana, basandosi sul rispetto reciproco e mirando al 3 maggio 2005.
Infine Hasegawa ha incoraggiato a «diventare bravi cittadini, che dimostrano la grandezza del Buddismo nella vita quotidiana» e sostenerci reciprocamente per lo sviluppo di kosen-rufu in Italia.
Rita Filardi
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Dallo studio una nuova comprensione della vita
In preparazione dei corsi nazionali si è tenuto a Trets, dal 20 al 24 agosto, un seminario europeo insieme al responsabile del Dipartimento di studio della Soka Gakkai Katsuji Saito.
Lo studio può rivitalizzare le radici della fede. È accaduto ai partecipanti – provenienti da ventisei paesi d’Europa – al corso estivo europeo, svoltosi a Trets dal 20 al 24 agosto e condotto da Katsuji Saito, responsabile del Dipartimento di studio della Soka Gakkai e noto ai membri di tutto il mondo per aver partecipato ai dialoghi con il presidente Ikeda sulla Saggezza del Sutra del Loto e sul Mondo del Gosho.
Nel raccontare la sua esperienza durante una delle sessioni di domanda e risposta, Saito ha spiegato che l’unico modo per comprendere realmente la profonda visione buddista della vita è sforzarsi costantemente di metterla in pratica. Le sue lezioni sul Rissho ankoku ron, sul Gohonzon, sulla pratica del rispetto per gli altri e sull’esilio a Sado e la trasformazione del karma, hanno trasmesso proprio questo spirito. Ascoltandole ho nuovamente percepito la meravigliosa profondità e universalità dell’insegnamento del Daishonin, così come è espressa dal presidente Ikeda nel Mondo del Gosho. Nel breve riassunto che segue dei contenuti del corso vorrei provare a condividere l’esperienza, comune a tutti i partecipanti, di riscoprire le radici essenziali della fede e della pratica nella loro cristallina semplicità.
Saito ha spiegato che il nucleo centrale della fede è ”l’insegnamento corretto” (rissho), secondo cui la Buddità è inerente alla vita di tutte le persone e di tutti gli esseri viventi. Aderire all’insegnamento corretto implica il “voto” del Budda, così come è espresso nel Sutra del Loto, di mettere in grado tutte le persone di manifestare lo stato di Buddità nelle proprie vite.
L’essenza della pratica di rissho è la lotta contro l’oscurità fondamentale, o ignoranza, che ci impedisce di “vedere” la Buddità in noi stessi e negli altri. A livello individuale, tale lotta consiste nel divenire consapevoli delle proprie tendenze negative e nel cambiare sé stessi. Per questo Nichiren ha iscritto il Gohonzon, la cui “funzione” non è altra che di consentire agli esseri umani che vivono durante il difficile Ultimo giorno della Legge di osservare, come in uno specchio, il Gohonzon interiore, la natura di Budda inerente alla propria vita. A livello sociale, l’effetto della lotta contro l’oscurità fondamentale è l’affermazione di un’etica fondata sul rispetto assoluto per la vita, che porta alla realizzazione di una pace profonda e duratura per tutti gli esseri umani (ankoku).
La lotta contro l’ignoranza fondamentale fa emergere l’Illuminazione fondamentale. Essa non ha nulla a che fare con il fanatismo o con la difesa di una qualsivoglia ortodossia religiosa, ma si manifesta nella costante attenzione a comportarsi come il bodhisattva Fukyo; in parole semplici, è la pratica del rispetto per gli altri.
Anche shakubuku è pratica del rispetto per gli altri, e dovrebbe essere basato sulla fede nella Buddità inerente alla vita, che implica rispetto. Chi rispetta profondamente tutte le persone, non condizionando tale rispetto a “ciò che si vede”, ma alla Buddità inerente, che non si vede, si comporta da essere umano.
La pratica del rispetto per gli altri traduce in azione la “dottrina corretta” della Buddità inerente alla vita e, incarnando l’essenza della lotta contro l’oscurità fondamentale, ci permette di manifestare la Buddità. La mancanza di rispetto invece è una manifestazione dell’oscurità innata, e non porta felicità e pace. Perseverare nella fede con l’atteggiamento “attivo” di cambiare sé stessi e rispettare gli altri è la causa fondamentale per trasformare in profondità il proprio karma negativo e ottenere l’Illuminazione.
Quello che ho portato a casa da Trets sono due semplici determinazioni: cercare il Gohonzon dentro di me e sforzarmi di basare il mio comportamento sul rispetto profondo per tutte le persone.
Giulio Mario Rampelli