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Dallo studio una nuova consapevolezza - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

24 gennaio 2026 Ore 23:19

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Dallo studio una nuova consapevolezza

Preparare insieme l’esame può essere occasione di confronto e stimolo reciproco, di attivazione dello spirito di ricerca, a volte sopito nella quotidianità. Il racconto a tre voci che segue ne è la testimonianza

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Preparare insieme l’esame può essere occasione di confronto e stimolo reciproco, di attivazione dello spirito di ricerca, a volte sopito nella quotidianità. Il racconto a tre voci che segue ne è la testimonianza

Gli esami sono una verifica delle conoscenze e l’occasione per misurarsi con le proprie capacità. «Lo studio si rivela sempre un aiuto per affrontare meglio la vita – raccontano Roberta, Patrizia e Paolo -. Preparare l’esame buddista di primo livello è stata una piccola sfida per approfondire i contenuti della fede buddista che non avevamo ben chiari. Inoltre, studiare insieme con costanza ha fortificato la nostra fede e ci ha fatto capire come gli sforzi per crescere siano sempre ripagati. Via via che avanzavamo nello studio sentivamo una stabilità più forte, mentre i nostri desideri personali affioravano con chiarezza da dentro di noi».
Roberta, ad esempio, desiderava trovare una maggiore unità con il Gohonzon. Diceva di non avere fiducia in se stessa e nella sua capacità di capire cosa volesse realmente realizzare.
Patrizia voleva arrivare al cuore delle persone per spiegare la fede buddista, ovvero desiderava fare shakubuku con leggerezza. Secondo lei, le mancava l’empatia, la compassione necessaria per interagire in modo armonico con le persone.
Paolo, in quel momento senza lavoro, voleva mettere al centro della sua vita Nam-myoho-renge-kyo per poter affrontare e superare le grandi difficoltà quotidiane. Anche per questo, cercava maggiore costanza nello studio del Gosho e dei princìpi buddisti.
Così, continuando a studiare tutti e tre insieme, le cose si sono evolute per tutti. Roberta ha scoperto e capito che ciò che mancava alla sua pratica buddista era il credere profondamente che la Legge mistica è la sua stessa vita; quindi ha deciso di trovare questa forte fede dentro di sé, assumendosi la responsabilità di riconoscere cosa volesse veramente realizzare. In particolare voleva sciogliere la sua sofferenza, dovuta a una situazione affettiva complicata e creare valore nei rapporti familiari. Sua figlia, infatti, non viveva con lei. L’impegno di Roberta in questi termini ha porta- to a un effetto imprevedibile: oggi la figlia diciottenne ha espresso il desiderio di abitare insieme a lei. Questo è già un grande cambiamento perché ha sperimentato la reale possibilità che un fiore di loto sbocci dall’acqua fangosa.
Patrizia sta intrecciando dialoghi sul Buddismo con gli altri e, anche se non sempre i risultati sono quelli sperati, la comprensione e la compassione della nostra amica nei confronti delle persone sta aumentando. Per esempio, ha imparato ad accettare il punto di vista degli altri.
In quanto a Paolo, non solo ha trovato la costanza nello studio che prima non aveva, ma ha scoperto un nuovo metodo di apprendere, perché prima aveva sempre studiato da solo. Studiando con gli altri è riuscito a prestare più attenzione alle esigenze del gruppo, così sta cominciando a capire l’importanza di mettersi davvero in gioco. Sentire la centralità della fede nella propria vita lo ha aiutato ad affrontare il problema della mancanza di lavoro, con la consapevolezza che tutte le difficoltà saranno risolte entrando veramente in sintonia con la sua Buddità e con l’ambiente che lo circonda. Soprattutto ha deciso di voler trasformare il suo karma e di trovare un lavoro che gli piaccia veramente al cento per cento, un lavoro che gli consenta di poter utilizzare tutti i suoi interessi: musica, poesia, arte e lavorare con i bambini.
«La gioia provata quando abbiamo consegnato il test dell’esame si sta prolungando in questo periodo a seguito della nostra decisione di scrivere questa nostra esperienza a tre voci. Non è facile descrivere i nostri stati d’animo, ma, come si legge nel Gosho, è necessario stare uniti come i pesci e l’acqua in cui nuotano. Stiamo sperimentando che il maestro è l’ordito e i discepoli sono la trama di un tessuto e, perché il tessuto riesca bene, è necessario un grande sforzo. Se qualcuno di noi molla il proprio filo, il tessuto inizia a sfibrarsi».

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