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Costruire un regno di pace e rispetto della dignità della vita - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:36

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Costruire un regno di pace e rispetto della dignità della vita

Durante la riunione dei responsabili di Centro per celebrare il Giorno della fondazione della Soka Gakkai è stato annunciato il tema del 2018, “Anno di brillanti realizzazioni nella nuova era di kosen-rufu mondiale”

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Durante la riunione dei responsabili di Centro per celebrare il Giorno della fondazione della Soka Gakkai è stato annunciato il tema del 2018, “Anno di brillanti realizzazioni nella nuova era di kosen-rufu mondiale”

Mi torna in mente una potente affermazione del mio maestro Josei Toda, secondo presidente della Soka Gakkai. Era la primavera del 1953, quando Toda iniziò a tenere le cosiddette “lezioni del venerdì” sugli scritti di Nichiren Daishonin, presso la Sala civica di Ikeburo, nel quartiere di Toshima[ref]Il Centro di detenzione di Tokyo, dove furono imprigionati Makiguchi e Toda e dove il presidente Makiguchi morì in nome delle sue idee, aveva sede a Sugamo, nel quartiere di Toshima, dove sorge anche il Toda Memorial Auditorium.[/ref], a Tokyo. Egli disse: «Da questa sala che si trova nella zona in cui il presidente Makiguchi diede la sua vita per la Legge mistica, io lancerò una nuova partenza per lo sviluppo di kosen-rufu!».
Il prossimo anno segnerà il sessantacinquesimo anniversario di quella dichiarazione e, per la riunione di oggi, tanti preziosi Bodhisattva della Terra da tutto il Giappone e da settanta paesi e territori di tutto il mondo si sono riuniti qui, in questa sala di maestro e discepolo dove si avverte intensamente lo spirito dei nostri primi due presidenti, per celebrare l’ottantasettesimo anniversario della fondazione della Soka Gakkai (18 novembre). Mi sembra quasi di vedere i sorrisi felici di Makiguchi e Toda.
Benvenuti nobili responsabili della SGI, e grazie per essere qui!

In segno di gratitudine per gli sforzi compiuti da tutti i membri, vorrei cominciare con un annuncio che riguarda il mio romanzo La nuova rivoluzione umana.
Attualmente sta uscendo a puntate sul Seikyo Shimbun – il nostro quotidiano – il quarto capitolo del trentesimo volume intitolato Gyosho (“Suonate la campana che annuncia l’alba”). In esso descrivo i miei viaggi in Europa, negli Stati Uniti e in Canada, nel 1981. I lettori si stanno domandando se sia questo l’ultimo capitolo e così vorrei annunciare che dal prossimo mese (dicembre 2017) inizierà la pubblicazione delle puntate del quinto capitolo. Si chiamerà Kachidoki (“Grida di vittoria”) e narrerà la storia delle lotte che portai avanti insieme agli indimenticabili membri del Kansai, dello Shikoku e del Kyushu nell’autunno del 1981, e poi l’anno seguente nel Tohoku coperto di neve e in altre regioni. Parlerò dei trionfi – da cui le “grida di vittoria” – conseguiti con immensi sforzi per trasformare la situazione estremamente critica in seguito al primo problema con i preti. Spero che questo capitolo vi piacerà!

Il titolo “Grida di vittoria” allude a un sonoro ruggito di felicità per la vittoria della giustizia, un grido di trionfo.
A questo proposito mi torna in mente una scena commovente del romanzo di Hall Caine La città eterna, che noi giovani studiammo insieme a Toda. In essa il giovane rivoluzionario Bruno si rifiuta di cedere alle spregevoli macchinazioni che volevano indurlo a denunciare il suo compagno e muore credendo in lui fino all’ultimo istante, gridando «Lunga vita a David Rossi!». Le parole con cui esprime il suo rifiuto di tradire l’amico sono un grido di trionfo sull’inganno, sull’invidia, sulla gelosia e su se stesso. Quelle parole sono il grido di vittoria dell’aspetto più nobile della sua umanità.
Questo è il punto essenziale che Toda voleva imprimere in noi giovani intenti a studiare il romanzo. Serbando nel cuore il suo messaggio, noi giovani pionieri ci promettemmo solennemente: «Comunque siano i tempi, qualsiasi battaglia dovremo affrontare, realizzeremo la nostra missione senza mai tradire i compagni di fede!». Questo è il voto immortale della nostra gioventù.
Ora sono felice di poter affermare che la magnifica rete di amicizia creata dai cittadini mondiali Soka risplende come una fonte di luce e di speranza per la società globale.
Oggi in Italia, il paese in cui è ambientato il romanzo La città eterna, i nostri amici della SGI stanno espandendo sempre di più nella società la rete di persone che si dedicano a promuovere la pace, la cultura e l’educazione. Una rete forgiata attraverso forti e profondi legami di fiducia che travalicano qualsiasi differenza etnica e religiosa.
Basandoci sull’unità di “diversi corpi, stessa mente” noi della Soka Gakkai siamo riusciti a vincere su tutti gli attacchi, gli “insulti e le calunnie” che, secondo il Sutra del Loto, colpiranno i suoi praticanti, e sull’oppressione da parte dei preti corrotti della Nichiren Shoshu che hanno calpestato la nostra sincerità e tradito la nostra fiducia. E continueremo a farlo fino all’eterno futuro.
Lanciamo tre urrà per esprimere la nostra gratitudine al maestro Makiguchi e al maestro Toda:
Evviva la vittoria della verità e della giustizia!
Evviva i maestri e i discepoli Soka!
Evviva i nostri compagni di tutto il mondo!

Nichiren Daishonin scrive: «Il mezzo meraviglioso per porre veramente fine agli ostacoli fisici e spirituali di tutti gli esseri viventi non è altro che Nam-myoho-renge-kyo» (RSND, 1, 747).
Il meraviglioso suono delle nostre voci che recitano e diffondono Nam-myoho-renge-kyo per la nostra felicità e per quella degli altri è il grido fondamentale di vittoria che trabocca del potere di superare con determinazione qualsiasi problema che l’umanità si trovi ad affrontare.
Il Daishonin afferma con chiarezza e solennità: «Al di fuori della capitale della Luce Tranquilla, c’è il regno della sofferenza. Una volta abbandonato il rifugio dell’Illuminazione intrinseca, cosa potrà portarti gioia? Prego perché tu abbracci la Legge mistica che garantisce che “godranno di pace e sicurezza nell’esistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nelle successive” (SDL, 5, 155). È il solo onore che ti serve ricercare nell’esistenza presente e l’azione che ti guiderà verso la Buddità nella prossima esistenza. Recita Nam-myoho-renge-kyo con un’unica mente ed esorta gli altri a fare la stessa cosa; questo resterà il solo ricordo della tua vita presente in questo mondo umano» (RSND, 1, 58).
Noi della famiglia Soka, che viviamo fino in fondo per kosen-rufu, abbiamo il potere di creare un regno di felicità e conseguire brillanti realizzazioni che illumineranno in eterno la nostra vita e quella degli altri. Questa è la promessa assoluta di Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge.
Cinquant’anni fa, nel 1968, che avevamo definito “Anno della gloria” (o di brillanti realizzazioni), proposi per la prima volta di fare del ventunesimo il secolo della vita. Sono passati molti anni da allora e adesso, in questo nuovo secolo della pace e del rispetto della dignità della vita che l’umanità ha così a lungo sognato, i giovani Soka stanno emergendo come una marea crescente. Siamo entrati in un’epoca d’oro in cui risuoneranno in lungo e in largo le nostre grida di vittoria per i brillanti successi conseguiti sia nella rivoluzione umana personale, sia nelle iniziative per realizzare concretamente l’ideale del Daishonin di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”.
Portiamo avanti con entusiasmo lo spirito della Soka Gakkai, lo spirito di shakubuku come fecero i nostri pionieri dei Gruppi uomini e donne, e avanziamo con ancor più dinamismo, fierezza e fiducia!

(11 novembre 2017)

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