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Condurre nobili esistenze basate sulla convinzione - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:28

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Condurre nobili esistenze basate sulla convinzione

Saldamente uniti con i nostri compagni di fede, determiniamo insieme di far risuonare con gioia l’inno di vittoria della nostra personale rivoluzione umana

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Saldamente uniti con i nostri compagni di fede, determiniamo insieme di far risuonare con gioia l’inno di vittoria della nostra personale rivoluzione umana

Sono felicissimo di poter celebrare questo luminoso 3 maggio, giorno della Soka Gakkai, così colmo di speranza, insieme ai membri della famiglia Soka provenienti dal Giappone e da ogni parte del mondo.
Vorrei accogliere con calore i responsabili della SGI provenienti da cinquantacinque nazioni qui a Tokyo, adornata da deliziosi fiori di ciliegio. Sto recitando Daimoku per tutti voi che avete viaggiato fin qui con grande spirito di ricerca, e nel mio cuore stringo la mano a ognuno.
Accogliamoli con un caloroso applauso!
Oggi sono presenti anche i membri che si dedicano alla consegna del Seikyo Shimbun, il quotidiano della Soka Gakkai. Esprimiamo la nostra più sincera gratitudine a questi “eroi senza corona” ai quali siamo profondamente riconoscenti per la distribuzione del nostro giornale, ogni mattina.
Il primo numero del Seikyo Shimbun (pubblicato il 20 aprile 1951) riportava in prima pagina un editoriale del secondo presidente Josei Toda intitolato “Che cos’è la convinzione?”. Nel corso dei decenni il Seikyo Shimbun ha dimostrato nelle sue pagine una convinzione incrollabile nel sostenere il rispetto per la dignità umana e per la vita, e coloro che consegnano il giornale sono campioni che incarnano questa nobile convinzione.

Cosa ha permesso a Nelson Mandela (1918-2013), il defunto presidente del Sudafrica, di tollerare una prigionia lunga ventisette anni? Sono state le lettere di sua madre che fino alla fine, anche con l’ultima lettera scritta poco prima di morire, lo incoraggiava a credere nelle sue convinzioni e a lottare per esse. Egli dichiarò che l’instancabile sostegno e l’incoraggiamento di sua madre sono stati per lui fonte di orgoglio e di gioia illimitati. Non esiste luce più intensa e nobile dell’incoraggiamento delle donne dotate di grande convinzione. Sono le nostre donne, piene di calore e luminose come il sole, che permettono a tutta la famiglia Soka di avanzare con gioia e dignità, quali che siano le circostanze, lungo il sentiero supremo di kosen-rufu. Il 3 maggio, giorno delle madri della Soka Gakkai, si avvicina, perciò rivolgiamo un caloroso applauso alle nostre meravigliose donne, le madri di kosen-rufu!

La nostra convinzione è direttamente legata alla convinzione di Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge. Incidiamo nel profondo del cuore un passo di una lettera che il Daishonin inviò ai fratelli Ikegami, nostri precursori nella fede qui a Tokyo, al tempo nota come provincia di Musashi.
A quel tempo i fratelli Ikegami, Munenaka e Munenaga, stavano attraversando una terribile crisi. Il padre, un ardente seguace nembutsu, aveva appena diseredato, per la seconda volta, Munenaka, il figlio maggiore, a causa della sua fede nell’insegnamento del Daishonin, ma i due fratelli erano riusciti a risolvere la situazione e a ristabilire i rapporti con il padre. Ora il padre aveva di nuovo diseredato Munenaka. Nella società feudale dell’epoca esser ripudiati significava perdere non solo il diritto di successione, ma anche lo status sociale e i mezzi di sostentamento.
Nella vita ci sono tanti tipi di difficoltà – come la malattia o le continue sfide negli affari – che ci troviamo a dover superare più e più volte. E nel corso dei nostri sforzi per kosen-rufu possiamo solo aspettarci che tutto ciò si intensifichi. Scrive il Daishonin ne L’apertura degli occhi: «Come le montagne si sovrappongono alle montagne e le onde seguono le onde, così le persecuzioni si aggiungono alle persecuzioni» (RSND, 1, 214). Mentre lottiamo per rea­lizzare la nostra missione per kosen-rufu, inevitabilmente incontreremo, uno dopo l’altro, ostacoli scoraggianti. Sono momenti cruciali in cui viene messa alla prova la sincerità della nostra fede, e come tali sono parte della nostra pratica per conseguire l’eterna condizione vitale di Buddità.
Il Daishonin ammonì chiaramente i fratelli Ikegami: «I tre ostacoli e i quattro demoni invariabilmente appariranno: il saggio si rallegrerà, mentre lo stolto indietreggerà» (Ibidem, 568). Incidendo nel cuore queste parole, i fratelli Ikegami continuarono ad avanzare con coraggio, senza mai retrocedere di un solo passo. Insieme alle rispettive mogli si unirono tra loro creando una solidarietà che nessuna funzione negativa poteva minare e continuarono a lottare per i loro ideali. Alla fine ottennero la vittoria promessa dal Daishonin con queste parole: «L’inverno si trasforma sempre in primavera» (Ibidem, 477). Non solo il padre nominò di nuovo Munenaka suo erede, ma alla fine, dopo lunghi anni di forte opposizione, iniziò a praticare il Buddismo del Daishonin. Così i due fratelli riuscirono a creare una meravigliosa armonia familiare.
Quando ci sforziamo di dimostrare la prova concreta della “fede per superare gli ostacoli”, possiamo affrontare non solo le nostre sfide più immediate, ma anche trasformare positivamente la visione che le persone hanno del Buddismo del Daishonin, e cambiare radicalmente il nostro ambiente. Questo è il risultato della vittoria ottenuta dai saggi.
Alla fine i fratelli Ikegami e altri membri della famiglia accolsero il Daishonin nella loro residenza. Lì, poco prima di morire, egli tenne la sua ultima lezione sul trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, quasi affidandolo a loro per i posteri.
Misticamente, secoli dopo è nata la Soka Gakkai che ha innalzato il vessillo dell’”adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel pae­se” stabilendo la sua sede centrale a Tokyo, un luogo permeato dallo spirito del Daishonin.

Mia moglie Kaneko e io non dimenticheremo mai la “manifestazione di Tokyo” che ebbe luogo durante l’incidente di Osaka[ref]L’incidente di Osaka fu l’occasione in cui, nel 1957, il presidente Ikeda, allora responsabile dei giovani, fu arrestato ed erroneamente accusato di violazioni alla legge elettorale durante le elezioni amministrative di Osaka. Al termine del processo, che durò più di quattro anni, fu completamente assolto.[/ref], quando i membri si riunirono per protestare contro il mio ingiusto arresto da parte delle autorità. Anche la “manifestazione di Osaka”, un raduno simile che ebbe luogo a Osaka mentre all’esterno infuriava una tempesta, brilla di luce eterna nei nostri cuori. Entrambi gli episodi ebbero luogo sessant’anni fa, nel luglio del 1957[ref]La manifestazione di Tokyo si tenne il 12 luglio, e quella di Osaka il 17 luglio 1957.[/ref], per iniziativa dei nostri nobili membri: un esempio davvero incoraggiante.
Quel giorno, alla sede centrale della Soka Gakkai del Kansai, subito dopo che le autorità mi rilasciarono dalla prigione, Toda mi disse: «Tradiremmo lo spirito del Daishonin di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” se ignorassimo la sofferenza nella società isolandoci nel mondo della religione, soddisfatti di star seduti in pace a recitare tranquillamente Daimoku. La pratica del Buddismo consiste nella lotta per eliminare l’infelicità e la miseria dal mondo, per difendere i diritti umani e la dignità della vita, per costruire una società pacifica. Quando prendete l’iniziativa sfidando grandi difficoltà, allora, in accordo con il principio di “coerenza dall’ini­zio alla fine”, aprirete la via del raggiungimento della Buddità in questa esistenza non solo per voi, ma per tutti coloro che lottano insieme a voi».
Ora è il momento di impegnarci ancora di più per la felicità delle persone, la sicurezza della società e la pace mondiale, rallegrandoci con lo spirito dei saggi. Espandendo con coraggio il nostro impegno per il dialogo, basandoci su una profonda convinzione e facendo crescere con successo i giovani e saggi Bodhisattva della Terra, costruiamo una grande rete dedita a realizzare l’ideale del Daishonin di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”, che renderà l’umanità capace di vincere e superare qualunque sfida.

Il Daishonin era felicissimo delle vittorie dei suoi amati discepoli – come i fratelli Ikegami, Shijo Kingo e sua moglie, Nichigennyo – e scrisse che niente lo rendeva più contento del ricevere questo tipo di notizie (cfr. RSND, 2, 686).
Buddismo significa vincere. Dimostrare quindi che la fede nell’insegnamento corretto porta alla vittoria finale è la prova del potere infinito della Legge mistica e rappresenta una luce di speranza per il futuro.
Saldamente uniti con i nostri indomiti compagni di fede, determiniamo insieme di far risuonare con gioia, nello splendido futuro di kosen-rufu mondiale, l’inno di vittoria della nostra personale rivoluzione umana, l’inno di vittoria della nostra Tokyo e di maestro e discepolo.
Grazie a tutti i nostri membri provenienti da ogni parte del mondo! State bene!

(16 aprile 2017)

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