Nichiren Daishonin afferma: «La grande distanza percorsa da queste persone è indicativa della loro devozione» (Lettera alla madre di Oto, RSND, 2, 965)
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Fiaccole di coraggio e speranza
da La nuova rivoluzione umana, vol. 30, cap. 2, p.ta 55, cfr. NR, 626, 32
La sirena a vapore che segnalava la partenza della Sunflower 7 risuonò sul mare avvolto dall’oscurità notturna. I membri dello Shikoku erano usciti sul ponte, mentre la nave si allontanava silenziosamente dalla banchina.
I membri di Kanagawa che si erano riuniti sul molo per salutare i compagni in partenza, agitando la mano gridavano: «Arrivederci! Venite ancora!».
Sulla riva si ergeva il Centro culturale di Kanagawa con le finestre illuminate che rischiaravano tutto intorno, insieme alle luci della città di Yokohama.
Poi, improvvisamente, tutte le luci del Centro si spensero. Da una finestra dell’ultimo piano si distinsero delle lucine che si accendevano e si spegnevano. Al telefono di bordo giunse un messaggio: «Il maestro Yamamoto e sua moglie vi stanno inviando dei messaggi luminosi con le torce elettriche dall’ultimo piano, li vedete?».
Il messaggio venne immediatamente trasmesso ai membri tramite gli altoparlanti della nave. Rivolti verso quelle luci all’ultimo piano del Centro, tutti sul ponte agitavano le mani gridando con tutte le loro forze: «Sensei! Lo Shikoku ce la metterà tutta!», «Non si preoccupi!», «Saremo i precursori di kosen-rufu nelle nostre comunità!».
Tutti avevano gli occhi velati di lacrime. Shin’ichi e sua moglie Mineko continuarono ininterrottamente ad agitare le torce, finché la nave svanì all’orizzonte. Non riuscivano più a udire le voci dei membri che continuavano a gridare dalla nave che si allontanava. Tuttavia, entrambi potevano sentire distintamente la voce del cuore di quei compagni.
Le luci di quelle torce divennero fiaccole di coraggio e di speranza che non si sarebbero mai più spente nel cuore dei membri dello Shikoku.
Nichiren Daishonin afferma: «La grande distanza percorsa da queste persone è indicativa della loro devozione» (Lettera alla madre di Oto, RSND, 2, 965).
Coloro che coltivano lo spirito di ricerca possono sempre contare su un grande potenziale di crescita, possono percepire la gioia e la gratitudine che si trasformano in una forza enorme per compiere nuovi passi avanti.
Quella sera Shin’ichi recitò Daimoku affinché la nave non venisse scossa dalle onde e tutti tornassero a casa senza incidenti. La mattina dopo si mise in contatto con il personale di bordo e inviò un nuovo messaggio: «Trasmettete i più calorosi saluti ai compagni che non sono potuti venire!».
Anche la mattina seguente si informò per sapere se tutti i membri stessero bene.
Per Shin’ichi i discepoli erano il tesoro più prezioso, il sole che avrebbe illuminato il futuro.