Deprecated: Function strftime() is deprecated in /var/www/vhosts/ilnuovorinascimento.org/wp-dev.ilnuovorinascimento.org/site/wp-content/themes/nuovo-rinascimento/functions.php on line 220
Con il cuore di un re leone - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:27

605

Stampa

Con il cuore di un re leone

Il 6 giugno è l’anniversario della nascita di Tsunesaburo Makiguchi, fondatore e primo presidente della Soka Gakkai. Ricordiamo alcuni momenti della sua nobile vita «vissuta – scrive il presidente Ikeda – in nome della giustizia senza mai piegarsi, fino al martirio, di fronte alla durissima oppressione subita durante la Seconda guerra mondiale»

Dimensione del testo AA

Il 6 giugno è l’anniversario della nascita di Tsunesaburo Makiguchi, fondatore e primo presidente della Soka Gakkai. Ricordiamo alcuni momenti della sua nobile vita «vissuta – scrive il presidente Ikeda – in nome della giustizia senza mai piegarsi, fino al martirio, di fronte alla durissima oppressione subita durante la Seconda guerra mondiale»

Un filosofo rivoluzionario, uno sperimentatore, un uomo “pratico”, come amava definirsi, che per tutta la vita ha cercato il modo per realizzare concretamente la felicità degli esseri umani, convinto che l’educazione debba servire proprio a questo.
Poche le notizie sulla sua vita: la nascita il 6 giugno del 1871 ad Arahama, un piccolo villaggio di pescatori sulla costa di fronte all’isola di Sado. L’infanzia difficile, poverissima. Il padre che abbandona presto la famiglia e la madre, Ine, che tenta il suicidio gettandosi con il piccolo in braccio da una rupe nel tumultuoso Mar del Giappone. Vengono salvati entrambi, ma da quel momento non gli sarà più permesso vedere sua madre.
Costretto dalle difficoltà economiche a lasciare la scuola, a quattordici anni Choichi (questo il suo nome in origine) si trasferisce nella città di Otaru, nello Hokkaido, dove lavora come fattorino nel Dipartimento di polizia. Deve aver dato prova di grande affidabilità se il capo della polizia lo prende sotto la sua protezione offrendogli una stanza a Sapporo, perché possa preparare gli esami di stato da privatista. Nel ’93 Makiguchi consegue il diploma e assume l’incarico di supervisore di una classe elementare. È qui che cambia il suo nome in ­Tsunesaburo.
Nel 1894 sposa Kuma, una giovane del suo villaggio natale, dalla quale avrà otto figli. Quattro moriranno tra il ’24 e il ’32, mentre un altro perderà la vita dodici anni dopo, nella guerra del Pacifico.

A Tokyo Makiguchi si dedica a un’intensa attività educativa come insegnante e come direttore di varie scuole. Il suo interesse principale è riformare il sistema educativo che, a suo avviso, scoraggia l’autonomia di pensiero e soffoca la creatività degli studenti. È convinto che l’educazione debba essere al servizio della felicità delle persone, e questa visione contraddice la logica del governo militarista, volto a forgiare sudditi sottomessi.
La sua visione educativa e la teoria della creazione di valore (soka) che la sottende vengono pubblicate nel 1930 con il titolo Soka Kyoikugaku Taikei (tradotto in parte in italiano con il titolo L’educazione creativa).

Chi ha conosciuto Makiguchi lo descrive come una persona di grande integrità, scrupoloso, sempre gentile e sinceramente interessato agli studenti. Pronto ad acquistare a proprie spese il materiale di cancelleria per i bambini svantaggiati, indossa un unico kimono, estate e inverno, imbottito con i fogli di giornale quando fa più freddo. Insegnante irreprensibile, viene a più riprese trasferito, retrocesso o sollevato dall’incarico – fino al ritiro forzato nel 1929 – per i suoi metodi considerati troppo “scomodi” per le autorità locali, e perché si rifiuta di assecondare favoritismi nei confronti dei figli delle famiglie più ricche.

Nel 1928 Makiguchi incontra il Buddismo di Nichiren Daishonin, in cui trova conferma di tutte le convinzioni maturate negli anni con l’esperienza. Insieme a Josei Toda, insegnante dello Hokkaido e suo insostituibile alleato e collaboratore, due anni dopo fonda la Soka Kyoiku Gakkai (“Società educativa per la creazione di valore”), inizialmente un esiguo gruppo di insegnanti che si dedica alla riforma dell’educazione che presto diventerà un’organizzazione mol­to più ampia, finalizzata a diffondere gli insegnamenti di Nichiren Daishonin.
Scrive Ikeda: «Dopo essersi convertito al Buddismo all’età di cinquantasette anni, il mae­stro Makiguchi viaggiò per tutto il paese allo scopo di propagarlo […]. Egli sosteneva: “Per le questioni della vita bisogna parlare direttamente, faccia a faccia, altrimenti non si può trasmettere niente. È per questo che il trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese è stato scritto in forma di dialogo, con domande e risposte”» (NR, 564, 11).
Nel 1941 la Soka Kyoiku Gakkai conta circa duemila membri. Negli anni che precedono la guerra il governo giapponese emana alcuni decreti per accorpare le varie scuole religiose in modo funzionale all’ideologia del regime. Nel ’43 la polizia speciale addetta al “controllo del pensiero” comincia a sorvegliare le riunioni della Soka Gakkai. Consapevole che il momento cruciale si avvicina, Makiguchi intensifica i suoi sforzi nella propagazione.
A giugno il patriarca Nikkyo lo convoca per costringerlo ad accettare il talismano shintoista, ma l’anziano educatore non si piega. La Nichiren Shoshu lo espelle dalla scuola Fuji insieme a tutti gli altri responsabili.
Il 5 luglio del 1943 Makiguchi si ferma a parlare con i membri dopo una riunione; il padrone di casa lo invita a fermarsi per la notte. La mattina seguente due poliziotti della stazione di Shimoda lo arrestano. Poco dopo anche Toda viene arrestato, insieme a diciannove membri che ritrattano e vengono rilasciati. Toda segue il suo maestro nella prigione di Sugamo.
Tsunesaburo Makiguchi continuerà a parlare con fierezza del Buddismo anche a procuratori e carcerieri. Nell’ultima lettera scrive: «È normale che i tre ostacoli e i quattro demoni emergano in maniera disorientante facendo a gara per interferire, proprio come è scritto nel sutra» (Ibidem).

Il 17 novembre del 1944, consumato dalla denutrizione, dopo aver dignitosamente indossato gli abiti da cerimonia che si è fatto portare, Makiguchi chiede di recarsi in infermeria. Con le poche forze che gli rimangono si distende sul letto e subito dopo entra in coma. Morirà la mattina seguente, all’età di settantatré anni.
Scrive il maestro Ikeda: «Nella stanza [del Makiguchi Memorial Hall] dedicata al primo presidente Tsunesaburo Makiguchi è esposta una copia del libro di Gosho che egli usava all’epoca. Le numerose frasi sottolineate e le frequenti annotazioni scritte a margine fanno immaginare quanto fosse serio e rigoroso il suo atteggiamento nei confronti dello studio del Buddismo, e ciò mi commuove. È sottolinea­ta in rosso anche la seguente frase di Lettera da Sado, che Nichiren scrisse durante l’esilio: “Chi ha un cuore di leone conseguirà sicuramente la Buddità” (RSND, 1, 267). Sembra un richiamo per tutti noi: “Tu, vai avanti con il cuore di un re leone!”» (NR, 564, 11).

©ilnuovorinascimento.org – diritti riservati, riproduzione riservata