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Cambiare il veleno in medicina (hendoku iyaku) - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:36

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    Cambiare il veleno in medicina (hendoku iyaku)

    Hen = cambiare; Doku = veleno; Iyaku = medicina. Questo principio rivela l’intrinseco potere positivo che il Buddismo scorge nella sofferenza

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    Hen = cambiare; Doku = veleno; Iyaku = medicina. Questo principio rivela l’intrinseco potere positivo che il Buddismo scorge nella sofferenza

    L’abile medico
    L’espressione “cambiare il veleno in medicina” compare per la prima volta nel Daichido-ron (Trattato sul Sutra della perfezione della Saggezza) di Nagarjuna, uno studioso buddista mahayana che visse in India fra il secondo e il terzo secolo dopo Cristo. Nel Gosho del Feudo, Nichiren Daishonin scrive: «Il bodhisattva Nagarjuna spiegando nel Daichido ron che il Sutra del Loto supera tutti gli altri insegnamenti del Budda, dice: “È come un grande medico che cambia il veleno in medicina”. Ciò significa che un medico mediocre cura le malattie con le medicine, ma un grande medico può curare anche le gravi malattie con il veleno» (SND, 8, 78). Nagarjuna, riferendosi al veleno fondamentale che esiste nelle nostre vite paragona il Sutra del Loto a un abile medico, il veleno alle persone dei due veicoli, cioè gli uomini di Studio e di Illuminazione parziale, e la medicina all’ottenimento della Buddità. Intende dire che le persone dei due veicoli soffrono di una grave malattia – che, con una semplificazione, è l’arroganza, l’egoismo, la presunzione di essere superiori agli altri e di aver “compreso” la verità – e non potranno mai essere salvati attraverso gli insegnamenti precedenti al Sutra del Loto, che infatti li bollano come irrecuperabili, come persone che hanno “bruciato” dentro di sé i semi della Buddità. Il Sutra del Loto insegna invece che tutte le persone, senza eccezioni, persino quelle dei due veicoli possono ottenere la Buddità.

    Anche il veleno serve per crescere
    Nichiren Daishonin interpreta il cambiare il veleno in medicina in un senso più universale. Egli afferma: «Queste persone che, scartando onestamente gli espedienti, hanno fede unicamente nel Sutra del Loto e recitano Nam-myoho-renge-kyo, trasformeranno i tre sentieri dei desideri terreni, karma e sofferenza nelle tre virtù del corpo del Dharma, saggezza ed emancipazione» (L’entità della Legge mistica, SND, 9, 10). Nel Buddismo del Daishonin cambiare il veleno in medicina significa purificare la propria vita, non significa liberarsi dai desideri o dalle passioni. Perché la Buddità, come il Daishonin ha dimostrato col suo esempio personale, si consegue così come si è, da persone comuni, piene di desideri, ansie, paure, limiti. Solo le persone comuni dell’Ultimo giorno della Legge possono dimostrare questo principio attaverso la fede nel Gohonzon e la pratica per se stessi e per gli altri. Cambiare il veleno in medicina significa che quando sperimentiamo perdita, dolore o fallimento, poiché abbracciamo il Gohonzon abbiamo in mano il potere di cambiare quella sofferenza in gioia e in buona fortuna.

    Il desiderio di vincere per gli altri
    Nessuno ama il veleno e però è un dato di fatto che causi sofferenze concrete alle persone. Ma il Buddismo ci rende abbastanza forti da cambiare il veleno in medicina. Anzi ci consente di costruire una felicità ancora più grande di quella che avremmo potuto conseguire in assenza del “veleno”. È attraverso il benefico potere della Legge mistica che siamo in grado di dimostrare che usando il veleno si può ottenere la felicità.
    Perciò, senza farci sconfiggere dalle circostanze che ci sovrastano e dagli ostacoli, dovremmo trasformarle in venti favorevoli alla nostra crescita. Affrontare tutte le difficoltà in quanto occasioni per la nostra rivoluzione umana, occasioni di andare oltre i nostri limiti e dimostrare il potere del Gohonzon agli altri, incoraggiandoli col nostro esempio, fa sì che ogni sconfitta o fallimento diventi il punto di partenza per un nuovo inizio. Quando grazie alla pratica cominciamo a sviluppare dentro di noi un grande desiderio di rendere felici, non soltanto noi e i nostri cari ma tutte le persone che ci circondano, diventiamo sempre più consapevoli che anche i nostri problemi e i nostri dolori possono essere un ottimo strumento per realizzare questo desiderio. E, esperienza dopo esperienza, prendiamo sempre più fiducia nella possibilità di trasformare qualsiasi cosa, per quanto terribile possa apparirci, in una sorgente di felicità ancora più grande, come spiega il Daishonin: «Il carattere myo del Sutra del Loto è come una fiammella. Quando si accosta una fiammella a una distesa d’erba, non solo tutta l’erba, ma anche grandi alberi e grandi pietre saranno consumati dalle fiamme. Con il fuoco della saggezza del carattere myo, non solo tutte le colpe svaniranno, ma si trasformeranno in cause di benefici. Questo è il significato di cambiare il veleno in amrita [elisir degli dèi, n.d.r.]» (SND, 7, 218).

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