«Per di più, come dice il Sutra Ninno: «Quando in una nazione regna il caos, i primi a essere in disordine sono gli spiriti; quando gli spiriti sono in disordine, tutta la nazione è in disordine». Ora, se esaminiamo attentamente la situazione attuale alla luce di questo brano, vediamo che vari spiriti infuriano da tempo e molta gente è perita. Se i primi disastri predetti dai sutra sono già evidenti, come possiamo dubitare che accadranno i successivi? Se per punire l’adesione alle cattive dottrine ci cadranno addosso, uno dopo l’altro, i disastri che non sono ancora apparsi, non sarà allora troppo tardi per intervenire?
Gli imperatori hanno il loro fondamento nello stato e portano pace e ordine; i ministri e i sudditi sono in possesso dei campi e delle risaie e provvedono ai bisogni del mondo. Ma se arrivano dei banditi da un altro paese e invadono la nazione, o se scoppia una ribellione interna e le terre del popolo vengono saccheggiate, cosa potrà esserci se non terrore e confusione? Se la nazione viene distrutta e le famiglie sterminate, dove ci si potrà rifugiare? Se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quartieri del paese».
tratto da Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, pag. 43
Dallo scorso mese le lezioni di Gosho argomento delle riunioni mensili di studio non vengono più ospitate dal Nuovo Rinascimento. Il compito di sostenere lo studio e quindi fornire il materiale per le riunioni è stato assunto da Buddismo e Società che nel numero 117 (luglio-agosto 2006) presenta la spiegazione del Gosho Il comportamento del Budda, in programma per luglio. Il Nuovo Rinascimento presenterà periodicamente alcune riflessioni di autori diversi – scelti fra i membri dell’Istituto di maggior esperienza – su brevi brani dal Gosho. Riflessioni legate alla vita quotidiana che, ne siamo certi, hanno tutte le carte in regola per incoraggiare ogni lettore ad approfondire la sua fede.
in questo brano…
Estrapolato da uno dei dieci scritti più importanti, questo brano è sicuramente uno dei più conosciuti. Il Daishonin, spinto dal continuo ripetersi di fenomeni come siccità, carestie, lotte intestine ed epidemie, si affida allo studio delle scritture buddiste per comprendere quale fosse il legame fra una vita pacifica e le scelte dottrinali di un popolo. Partendo dalla filosofia buddista che considera inseparabile ogni singola vita dal proprio ambiente, egli si interroga, attraverso lo studio approfondito dei vari sutra, su quale sia la strada da percorrere verso il cambiamento e il benessere della gente. Arriva così alla consapevolezza che qualsiasi insegnamento, che sta alla base della concezione che si ha del mondo e delle cose, produce determinati effetti non solo nelle singole vite, ma anche nella società nel suo complesso. In altre parole, anche se la terra trema o se il paese è flagellato da carestie e guerre civili e i cadaveri si contano a decine per le strade, questo è in relazione anche con le scelte compiute da chi abita queste terre. Chi non riconosce la natura di Budda in ogni persona e rimanda a una vita futura la possibilità di un cambiamento (come la scuola Nembutsu, assai diffusa ai suoi tempi, che invitava le persone a disprezzare questo mondo pieno di sofferenza) compirà delle azioni che sono spesso causa di squilibri sociali e naturali.
Ecco perché Nichiren indirizza un accorato appello al governante dell’epoca affinché si decida a proteggere realmente la popolazione giapponese. Cosa avrebbe dovuto fare per realizzare questo difficile obiettivo? “Adottare la dottrina corretta”, scegliere cioè di seguire il Sutra del Loto (con il suo rivoluzionario insegnamento che afferma che ogni persona senza eccezione alcuna possiede la natura di Budda) e l’insegnamento del Daishonin (che rivela come manifestare concretamente tale natura illuminata nella propria vita quotidiana), per raggiungere “la pace nel paese”, l’impegno a cui lo stesso Daishonin ha lavorato tutta la vita. E per chi già la sta seguendo, il Daishonin ricorda che «se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quartieri del paese». Ancora una volta, riaffermando la legame imprescindibile fra il benessere del singolo e dell’intera società.
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Il mare, fra me e il mondo
La nostra vita non è separata da quella degli altri. La vittoria di ciascuno è la vittoria di tutti. Questo Gosho insegna ad approfondire questo aspetto. Il Buddismo mi ha insegnato che non c’è alcuna differenza tra me e l’ambiente che mi circonda, ma mentre leggerlo e dirlo è facile, è cosa assai più difficile metterlo in pratica.
Sono nata e vissuta in Sardegna e da venticinque anni vivo con la mia attuale famiglia a Ischia; evidentemente ho la fortuna di vivere in isole belle. Quando ho cominciato a praticare il Buddismo nel 1986 a Ischia ero la sola praticante e Napoli era distante… così recitavo Daimoku e leggevo i Gosho che i miei familiari mi inviavano dalla Sardegna, insieme ai discorsi e alle spiegazioni del presidente Ikeda, e grazie a questi incoraggiamenti andavo avanti. Il legame con Nichiren Daishonin e col presidente Ikeda nel primo periodo della mia pratica sono stati fondamentali.
Nei primi anni del 2000 ho attraversato uno dei periodi più tristi della mia vita.
In quel periodo per me era facile chiudermi a riccio nella mia isola e non volermi confrontare con nessuno, soprattutto con i compagni di fede. Di fronte alle situazioni difficili ho sempre avuto un atteggiamento di lotta pronta a recitare Daimoku in modo “combattivo”, ma quando si trattava di relazioni umane… la colpa era sempre dell’altro. E così, recitando Daimoku più che passava il tempo più che mi convincevo di voler andare a trovare il mio maestro Ikeda in Giappone. Organizzai ogni cosa: oltre ad aver fatto una bella “provvista” di Daimoku, misi da parte i soldi, preparai il passaporto e le valigie. Credevo di essere pronta, ma per fortuna il Daimoku ci aiuta a tirare fuori la cosa più giusta per la nostra vita, anche se noi non comprendiamo al momento cosa accade.
Era da un po’ di tempo che sentivo che qualcosa non andava, così prima del viaggio decisi di controllare la mia salute e fare un check-up completo. Quando andai a ritirare l’esito degli esami, capii dall’espressione del viso dei medici che c’era qualcosa che non andava, ma mi sentivo così forte che chiesi loro quale “mostro” avrei dovuto affrontare. Così seppi che avevo un carcinoma al seno e che, data la sua estensione, forse era presente da tre anni. Erano molto preoccupati, anche io ovviamente lo ero, ma non avevo tempo da perdere, dovevo affrontare il male e subito.
Perché vi racconto questo? Che c’entra col Gosho? Il tumore ha avuto inizio nello stesso momento in cui ho avuto problemi con i compagni di fede. Ma mentre con i compagni è stato facile chiudermi a riccio e pensare: «È colpa loro!», col tumore non potevo avere lo stesso atteggiamento. La malattia è stata una grande occasione per approfondire la fede e fare la mia rivoluzione umana. Tutto il Daimoku che avevo recitato per andare a incontrare il mio maestro ora lo stavo usando per vincere la mia battaglia. E questo mi fece capire che potevo incontrare il maestro tutte le volte che, insieme ai miei compagni di fede, vincevo nella mia vita e sulle difficoltà.
Ho ripreso a partecipare alle attività del nostro istituto anche durante la terapia: ho partecipato al corso di Salerno e poi di seguito, insieme ai praticanti, abbiamo preparato i corsi di Puglia e Calabria, oltre al corso a Paestum di tutta l’area Mediterraneo.
In questo modo ho avuto l’occasione di pregare per tutte e quattro le regioni dell’area: Basilicata, Calabria, Campania e Puglia. Specialmente questi ultimi due anni ho cercato di dedicarmi col massimo delle mie forze e sto imparando questo Gosho con la vita.
Ora tutti noi membri di questa area abbiamo l’obiettivo di realizzare tremila presenze agli zadankai entro il 3 maggio 2007. Io sono felice di contribuire con la propagazione al cambiamento mio e dei nostri paesi, e come ha scritto il nostro maestro Nichiren Daishonin: «Se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quartieri del paese». Questo è l’unico modo per cambiare lo stato delle cose, quindi anche per sconfiggere la camorra, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita… che sono radicate nella mente e nelle nostre terre. Ma se col potere di Nam-myoho-renge-kyo ho sconfitto un male diagnosticato incurabile, davanti al quale ero da sola, sono assolutamente sicura che insieme ai preziosissimi compagni di fede cambieremo il karma del Sud.