L’11 febbraio, giorno di nascita del mio maestro Josei Toda, ho pregato per lui nella Sala dei maestri della Soka Gakkai a Shinanomachi, Tokyo. Mentre riflettevo sulla sua nobile esistenza dedita alla realizzazione del grande voto di kosen-rufu, un coraggio sconfinato sorgeva nel mio cuore. Il mio maestro era una roccia indistruttibile, un leone indomito. Era un uomo dotato di compassione paterna che amava i giovani e credeva nel loro luminoso futuro. Nel marzo del 1958 Toda passò il testimone di kosen-rufu ai suoi successori. Nellla Sala dei maestri c’è un dipinto, donato da un membro della regione del Kanto, che raffigura quell’evento. L’11 febbraio mia moglie e io abbiamo ammirato quell’immagine piena di ricordi. Ancora oggi posso sentire l’appello appassionato di Toda a non cedere mai nella lotta contro il male. Il maestro è come la montagna e i discepoli come i fiori di ciliegio che sbocciano vibranti. Come sarebbe felice Toda di vedere l’incredibile sviluppo di così tante persone di valore che conducono esistenze vittoriose. “La parabola della città fantasma”, nel settimo capitolo del Sutra del Loto, afferma: «Le persone che avevano udito la Legge / dimorarono in varie terre del Budda, / rinascendo di continuo insieme ai loro maestri» (SDL, 7, 203). Lottiamo e vinciamo basandoci sullo spirito di non dualità di maestro e discepolo, assicurandoci che la verità e la giustizia prevalgano.
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Mi emoziono tanto quando penso alla profondità della compassione del mio maestro e al calore della sua umanità. Se c’era qualcuno che aveva perso una persona cara, Toda sentiva il suo dolore come se fosse proprio, gli occhi gli si riempivano di lacrime e faceva di tutto per incoraggiarlo. Sono rimasto sempre colpito dalla grandezza del suo incoraggiamento e da quanto si preoccupasse per chi stava soffrendo. Dava tutto se stesso nei consigli personali nella fede, incoraggiava ogni persona con tutto il cuore, animato dal desiderio di liberarla dall’infelicità. In ciò scorre la linfa vitale della Soka Gakkai e la via di maestro e discepolo. Andiamo tra le persone, facendo nostro lo spirito di Toda che pregava per la felicità di coloro che stavano soffrendo e per la realizzazione della pace mondiale. Il Daishonin scrive: «I benefici di cento anni di pratica nella Terra della Perfetta Beatitudine non si possono paragonare ai benefici ottenuti in un solo giorno di pratica in questo mondo impuro» (Ripagare i debiti di gratitudine, RSND, 1, 658). Non bisogna mai dimenticare di avanzare con la “fede per superare gli ostacoli” con la solida unità di “diversi corpi, stessa mente”, come Toda insegnava. Ogni giorno trascorso pregando e dialogando insieme, impegnandoci per kosen-rufu, diventerà un ricordo dorato. Tutti gli sforzi che facciamo per incoraggiare e sostenere gli altri brilleranno nelle nostre vite come tesori inestimabili. Andiamo avanti con gioia e buona salute sul sentiero della nostra missione.
Insieme
al nostro grande maestro [Josei Toda],
la Soka Gakkai ha trionfato
sui tre ostacoli e quattro demoni
così come sui tre potenti nemici
(3 febbraio 2016)
(traduzione di Francesca Fanciullacci)