Con un invito alla “sincera preghiera e al reciproco incoraggiamento” si conclude in questo numero la lunga guida di Daisaku Ikeda sul significato di essere responsabili.
Un’esortazione, indirizzata ai leader di kosen-rufu – e ognuno di noi lo è indipendentemente dal fatto di ricoprire o meno una carica ufficiale nell’organizzazione buddista – a partire sempre dal miglioramento di se stessi, da un concreto impegno in prima persona, dal rimboccarsi le maniche insomma, unito a un profondo apprezzamento per gli altri, per l’apporto prezioso e insostituibile, per quanto ci possa apparire piccolo, che ogni singola persona dà alla nostra felicità e a quella di tutti.
Quanto gli altri esseri viventi siano importanti e determinanti per la nostra felicità lo capiamo davvero quando non ci sono più. Eppure anche con la loro scomparsa – il tema affrontato dalla copertina di questo mese – ci regalano una grande opportunità, costringendoci a guardare in faccia la realtà della nostra vita, a comprendere più profondamente il funzionamento della legge eterna che la governa, per giungere a sentire la nostra stessa morte non più come uno spauracchio da esorcizzare con ogni mezzo, ma come il coronamento di una esistenza felice.
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