«La storia della Divisione donne è la storia stessa della Soka Gakkai» scrive Daisaku Ikeda nell’editoriale apparso nel numero di giugno della rivista di studio giapponese Daibyakurenge. Una storia fatta di forza, coraggio e determinazione come quella di Natasha Tipà, una madre alle prese con conseguenze gravissime causate da un vaccino somministrato a sua figlia. Grazie alla pratica buddista, piano piano lo sgomento ha lasciato il posto alla voglia di lottare, ed è diventato energia per combattere per una causa che coinvolgeva tante famiglie. È questa energia che fa dire ancora a Ikeda: «La propagazione del Buddismo di Nichiren Daishonin, l’incremento del numero dei lettori del Seikyo Shimbun, lo sviluppo delle riunioni di discussione, la crescita di persone di valore e l’incessante progresso di kosen-rufu, niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza di loro. La splendida diffusione della Legge mistica in centonovanta paesi è interamente dovuta alle preghiere sincere e alle azioni coraggiose delle madri Soka».
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