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Lo splendore dei tesori del cuore - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

24 gennaio 2026 Ore 23:42

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    Lo splendore dei tesori del cuore

    Nel corso degli anni Maria ha partecipato alla nascita dei Centri culturali di Firenze e Bologna condividendo l’entusiasmo con tanti giovani. Ha superato grandi ostacoli e ottenuto enormi benefici sperimentando ogni volta la potenza del Daimoku, “che è la migliore medicina”

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    Nel corso degli anni Maria ha partecipato alla nascita dei Centri culturali di Firenze e Bologna condividendo l’entusiasmo con tanti giovani. Ha superato grandi ostacoli e ottenuto enormi benefici sperimentando ogni volta la potenza del Daimoku, “che è la migliore medicina”

    Ho ottantotto anni e ho avuto un’infanzia molto travagliata e priva del sostentamento e delle cure adeguate, cosa che ha danneggiato fortemente la mia salute.
    È stata mia figlia a trasmettermi il Buddismo, vedendomi entrare e uscire da un sanatorio all’altro per via della tubercolosi ai reni e al peritoneo. Dopo tanta insistenza provai a recitare Daimoku per tre mesi che poi divennero sei, alla fine dei quali andai al controllo in ospedale dove, con grande stupore dei medici, le mie lastre confrontate con le precedenti mostravano gli organi sani come quelli di una ventenne: ero guarita!
    Da lì non ho più smesso di recitare Daimoku giorno e notte, facendo molte esperienze spesso dolorose, come la perdita dei miei due figli. Ho superato molti ostacoli e ho ottenuto benefici enormi, sperimentando ogni volta la potenza del Daimoku, che è la migliore medicina.
    Sono stati anni di attività buddista pieni di passione, condivisi con tanti giovani che allora erano davvero poveri, ma ricchi di entusiasmo e di fede. Li ospitavo spesso a casa mia per le grandi attività, e anche durante la ristrutturazione dei Centri culturali di Firenze e Bologna preparavo il cibo per tutti quei giovani pieni di allegria. Molti di loro hanno talmente migliorato la loro vita da realizzare cose allora inimmaginabili, sempre grazie allo spirito di ricerca e alla gratitudine.
    Alcune battaglie le ho perse, ma non ho mai pensato di abbandonare la pratica buddista perché so di aver avuto molti benefici e non si può pensare di prendere soltanto, bisogna anche dare!
    Questa è stata l’apertura del mio cuore. Se ci penso, ero piena di debiti e ora invece non mi manca nulla, ho persino comprato una casetta sull’Appennino! Il mio grande legame con il Gohonzon, lo sforzo di rialzarmi ogni volta da sola hanno trasformato ogni veleno in medicina.
    Un’altra forte esperienza l’ho vissuta a maggio 2020. Infatti una notte mi sono sentita male, avevo una mano e parte del corpo paralizzati. Sono rimasta calma, ho chiamato l’ambulanza che è subito arrivata. In ospedale hanno accertato che avevo avuto un ictus e avrebbero dovuto operarmi. Mi hanno detto che il rischio di non farcela era altissimo, ma ho deciso comunque di sottopormi all’intervento e sono entrata in sala operatoria recitando Daimoku. Al risveglio mi sentivo perfettamente lucida e non avevo nessun dolore.
    Ho sentito tutto il sostegno dei compagni di fede che si sono attivati con il Daimoku. Dopo pochi giorni ero già in piedi e ora sto sempre meglio. Sento di aver compreso il senso profondo della vita e inoltre ho avuto la fortuna di trovare i medici giusti e le cure giuste anche in tempo di Covid: che bella protezione!
    Adesso il mio obiettivo è contribuire alla pace facendo conoscere il Buddismo alle persone del mio quartiere, perché si riempia di “molti tesori”.
    Ringrazio dal profondo del cuore mia figlia per avermi spinta a praticare e tutti i compagni di fede che mi hanno sostenuta e con i quali ho condiviso pezzi così importanti della mia vita.

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