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1930-2020, L’impegno condiviso dei maestri e dei discepoli - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:36

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1930-2020, L’impegno condiviso dei maestri e dei discepoli

In queste pagine approfondiamo la storia della Soka Gakkai a partire dalla sua fondazione, il 18 novembre 1930, con l’obiettivo di consolidare la nostra decisione di celebrare questo giorno con una grande vittoria nella nostra vita

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In queste pagine approfondiamo la storia della Soka Gakkai a partire dalla sua fondazione, il 18 novembre 1930, con l’obiettivo di consolidare la nostra decisione di celebrare questo giorno con una grande vittoria nella nostra vita

1. Dalla fondazione alla persecuzione in carcere

18 novembre 1930: fondazione della Soka Gakkai
Il 18 novembre del 1930, nel periodo precedente alla Seconda guerra mondiale, Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda pubblicarono il libro Soka Kyoikugaku Taikei (Il sistema pedagogico per la creazione di valore), frutto del lavoro e delle teorie educative elaborate negli anni dal maestro Makiguchi.
Questo evento segnò la nascita della Soka Kyoiku Gakkai (Società educativa per la creazione di valore), antesignana della Soka Gakkai, che aveva come capisaldi la felicità di ogni bambino e la realizzazione del potenziale di ogni persona.
Makiguchi e Toda misero al centro di ogni attività il Buddismo di Nichiren Daishonin e cominciarono così a propagarlo in tutto il Giappone.
Fin dagli albori fu creata la tradizione degli zadankai, riunioni in piccoli gruppi in cui veniva condiviso il Buddismo attraverso il racconto delle esperienze di fede e dei benefici ottenuti dalle persone che avevano cominciato a praticarlo.
Tutto cominciò grazie alla dedizione di Makiguchi, che senza risparmiarsi viaggiava anche otto o dieci ore in treno allo scopo di andare a incoraggiare una sola persona.
Intorno agli anni ’40, la Soka Gakkai contava circa 3.000 famiglie. Il movimento per la creazione di valore andava sviluppandosi di pari passo con il diffondersi delle numerose prove concrete che i membri sperimentavano come effetto della pratica buddista.

La persecuzione del governo militarista
Negli stessi anni andava intensificandosi il controllo delle attività della Soka Gakkai da parte della polizia speciale, e nel 1943 Makiguchi e Toda furono incarcerati poiché rifiutarono di apporre il talismano shintoista di fianco al Gohonzon, contravvenendo all’ordine del governo militarista che utilizzava lo shintoismo per legittimare il culto dell’imperatore.
Il maestro Makiguchi morì in carcere il 18 novembre 1944. Nello stesso periodo, chiuso nella sua cella il maestro Toda si risvegliava alla sua missione di Bodhisattva della Terra.
A partire dal 3 luglio 1945, giorno della sua scarcerazione, Toda si dedicò con tutto se stesso alla ricostruzione e allo sviluppo della Soka Gakkai.

La rinascita della Soka Gakkai
Dell’organizzazione che Toda aveva creato insieme al maestro Makiguchi prima della guerra non restava pressoché nulla, quasi tutti i membri avevano smesso di praticare a causa della persecuzione del governo.
Anche le attività di Toda erano fallite e la società giapponese nel suo complesso era in ginocchio. Ma in carcere Josei Toda aveva conquistato una convinzione assoluta negli insegnamenti di Nichiren Daishonin, acquisendo la consapevolezza che proprio quello era il tempo per diffondere il Buddismo e porre le basi per la rinascita del Giappone e del mondo intero, una rinascita che andava ben oltre la semplice ripresa economica.
Così, nella devastazione della guerra, tra la gente che aveva perso ogni speranza, Josei Toda alzò il vessillo di kosen-rufu e si accinse a ricostruire l’organizzazione dando avvio alle nuove attività della Soka Gakkai.

2. La ricostruzione

La diffusione del Buddismo grazie alla guida del maestro Toda
Una data precisa segnò l’inizio di una nuova fase nella diffusione del Buddismo: il 14 agosto 1947, giorno in cui avvenne il primo incontro tra Josei Toda e Daisaku Ikeda, all’epoca diciannovenne. Insieme, Toda e Ikeda posero le basi per lo sviluppo attuale della Soka Gakkai.
In soli otto anni sotto la guida di Josei Toda, divenuto secondo presidente della Soka Gakkai, il 3 maggio 1951, l’organizzazione passò da 3.000 a 750.000 membri. Non fu un obiettivo di facile realizzazione, tutt’altro. Solo la totale dedizione del giovane Ikeda alla causa del suo maestro rese possibile un risultato che i più consideravano irrealizzabile.
Fu in quegli anni, in particolare nel 1952, che grazie a Josei Toda fu pubblicata la raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin (Gosho Zenshu), un evento di grande importanza nella storia del Buddismo.
Inoltre furono fondati il Seikyo Shimbun, il quotidiano della Soka Gakkai, e il Daibyakurenge, la rivista di studio.
Furono anche istituiti i Gruppi donne, giovani uomini, giovani donne e studenti, e si tennero i primi eventi sportivi e i festival che hanno caratterizzato successivamente lo sviluppo della Soka Gakkai. In ogni occasione Toda si dedicava alla crescita dei giovani, trasmettendo loro i grandi insegnamenti del Buddismo e la sua acuta visione della società e della vita.
Grazie all’iniziativa del giovane Daisaku Ikeda, negli anni ‘50 si susseguirono una serie di “campagne” di propagazione in ogni luogo del Giappone e così, in virtù delle incredibili prove concrete mostrate dai membri della Soka Gakkai, il Buddismo di Nichiren Daishonin si diffuse a una velocità impressionante.
Una tappa fondamentale nella storia del nostro movimento per la pace è l’8 settembre 1957, quando Toda rilasciò la sua celebre dichiarazione contro le armi nucleari, che divenne una bussola per tutte le future attività della Soka Gakkai per la pace (vedi box pag. 21).

3. La Soka Gakkai nel mondo

I primi anni della presidenza del maestro Ikeda
Il 3 maggio 1960 Daisaku Ikeda fu nominato terzo presidente della Soka Gakkai.
Il vessillo di kosen-rufu passò così dal maestro al discepolo. Dopo pochi mesi, il 2 ottobre 1960, egli diede avvio ai viaggi nel mondo per diffondere la Legge mistica, muovendo il primo passo verso kosen-rufu mondiale, il sogno del suo maestro Toda. Anche in Giappone si adoperò per realizzare tutti i sogni che aveva ereditato da lui. Primo tra questi, il raggiungimento di 7,5 milioni di famiglie aderenti alla Soka Gakkai. Per perseguire l’obiettivo di trasformare attivamente la società grazie alla diffusione degli ideali di Nichiren Daishonin, sotto la guida del presidente Ikeda furono fondate varie istituzioni per la pace, la cultura e l’educazione (vedi box pag. 22).

Ponti di amicizia
L’impegno per la pace del maestro Ikeda si è articolato nel corso degli anni in innumerevoli iniziative.
L’8 settembre 1958, primo anniversario della dichiarazione contro le armi nucleari di Josei Toda, egli avanzò pubblicamente la sua proposta per la normalizzazione delle relazioni tra Cina e Giappone. Questa proposta fu la causa di aspre critiche, poiché in piena Guerra Fredda la Cina era considerata esponente del comunismo e quindi nemica del Giappone.
Tuttavia il maestro Ikeda era motivato dal desiderio di creare un ponte dorato di amicizia tra i due popoli.
Quella coraggiosa dichiarazione aprì la strada a numerosi scambi: il maestro Ikeda si recò in Cina dieci volte e alla fine il trattato di amicizia cino-giapponese fu firmato nel 1978.
Migliaia nel corso degli anni sono stati gli incontri con leader e intellettuali di tutto il mondo. Tra questi, uno dei primi fu con lo storico britannico Arnold Toynbee. E poi con personalità come Michail Gorbaciov, Margaret Thatcher, Adolfo Pérez Equivel, Nelson Mandela, Rosa Parks… Incontri che hanno portato, tra le altre cose, alla pubblicazione di molti libri di dialoghi.
Allo stesso tempo, l’azione per la pace del maestro Ikeda ha sempre avuto come base fondamentale l’incoraggiamento delle persone comuni. Questi sforzi instancabili hanno dato avvio a una “diplomazia popolare”, il cui corso scorre ancora oggi.

Un impegno costante per la pace, la cultura e l’educazione
Al centro delle sue azioni per la pace il maestro Ikeda ha sempre posto il Buddismo, la cui diffusione a livello globale si è intensificata con la fondazione della Soka Gakkai Internazionale, il 26 gennaio 1975.
Pochi anni dopo, nel 1983, Ikeda è stato insignito del Premio per la Pace delle Nazioni Unite. E il 26 gennaio di ogni anno, a partire dal 1983, invia una Proposta di pace all’ONU in cui affronta problematiche attuali con l’obiettivo di trovare delle soluzioni per il bene dell’umanità.
L’azione a 360 gradi del maestro Ikeda si è estesa anche alle università di tutto il mondo. Nel corso degli anni ha tenuto conferenze presso numerosi atenei come quello di Harvard, Mosca, Bologna, Glasgow, Rio de Janeiro…
La prima conferenza è stata tenuta all’Università della California a Los Angeles nel 1974.
Di grande rilevanza è la conferenza tenuta all’Università di Bologna del 1994, in cui ha parlato della figura di Leonardo Da Vinci e, partendo da alcuni aspetti della sua personalità, ha delineato i punti cruciali per fare delle Nazioni Unite il parlamento dell’umanità.
I membri della Soka Gakkai, in Giappone e nel mondo, seguendo l’esempio del maestro Ikeda, hanno intrapreso diverse iniziative riguardo a questioni urgenti come il disarmo nucleare, la pena di morte, il cambiamento climatico, la tutela dei diritti umani. Ognuna di queste attività è nata allo scopo di creare un movimento popolare per la pace in cui ciascuno può attivarsi in prima persona per produrre un cambiamento concreto, a partire dalla propria vita e dal proprio ambiente.
In Italia, un esempio di questo impegno è la campagna Senzatomica, nata con l’obiettivo di eliminare la minaccia nucleare. Senzatomica è uno dei principali partner dell’associazione ICAN, vincitrice del premio Nobel per la Pace nel 2017.
In risposta a tutte queste azioni per la creazione di valore che continuano a essere portate avanti da Daisaku Ikeda e da tutti i membri della Soka Gakkai, numerosi – a oggi quasi quattrocento – sono i riconoscimenti accademici conferiti a Daisaku Ikeda, oltre a più di 800 cittadinanze onorarie e riconoscimenti da ogni parte del mondo.

La separazione dalla Nichiren Shoshu e la diffusione di un nuovo umanesimo
Molti sono stati gli ostacoli che la Soka Gakkai ha dovuto affrontare sul suo cammino. Primo tra tutti l’oppressione da parte del clero della Nichiren Shoshu, che in più occasioni ha manifestato una natura arrogante e corrotta mirando ad assoggettare la Soka Gakkai per proprio tornaconto.
Un grave episodio si verificò nel 1979, quando l’operato della Nichiren Shoshu portò alle dimissioni di Daisaku Ikeda da presidente della Soka Gakkai. Tuttavia egli utilizzò questa situazione per potersi dedicare pienamente alla diffusione di kosen-rufu nel mondo.
Un altro episodio molto grave fu nel 1990, quando la Nichiren Shoshu tentò di distruggere la Soka Gakkai arrivando a scomunicare tutti i suoi membri.
Il maestro Ikeda non arretrò di un passo nel suo instancabile impegno per diffondere gli ideali umanistici del Buddismo, facendo degli attacchi e dei soprusi della Nichiren Shoshu l’occasione per realizzare l’indipendenza spirituale della Soka Gakkai dando avvio a un ulteriore progresso. Così, dopo la separazione dalla Nichiren Shoshu, la Soka Gakkai ha potuto dedicarsi ancora di più alle attività per la pace, la cultura e l’educazione che la caratterizzano fin dai tempi della fondazione, diffondendo l’umanesimo buddista in 192 paesi e territori del mondo.

Per lasciare ai posteri la storia della Soka Gakkai, Daisaku Ikeda nel 1993 ha iniziato a scrivere il romanzo a puntate La nuova rivoluzione umana, un’opera in trenta volumi a cui si è dedicato per venticinque anni e la cui pubblicazione si è conclusa l’8 settembre 2018.
Ogni puntata del romanzo, uscita quotidianamente sul Seikyo Shimbun, è una lettera di incoraggiamento a ogni singolo membro.

Al centro del suo impegno il maestro Ikeda ha sempre posto i giovani, dedicandosi con ogni mezzo al loro sviluppo come persone di valore nella società e cittadini del mondo.
Simbolo della diffusione globale del Buddismo è il Kosen-rufu Daiseido (Palazzo del grande voto di kosen-rufu), che è stato inaugurato il 18 novembre 2013 a Tokyo.
Possiamo definirlo un “castello delle persone comuni” in cui i membri della Soka Gakkai da ogni parte del globo si ritrovano per formulare il loro voto uniti nel cuore al maestro.

18 novembre 2020: il momento di una nuova vittoria
In questo periodo di grandi sfide e difficoltà dovute alla pandemia di Covid-19, in cui anche la possibilità di incontrarsi fisicamente è molto limitata, sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia i membri della Soka Gakkai continuano costantemente a portare speranza e coraggio in ogni angolo del pianeta, con l’obiettivo di “non lasciare nessuno indietro”.
Oggi le attività della Soka Gakkai, sono portate avanti da innumerevoli “cittadini del mondo” che, uniti in una rete armoniosa, mettono in pratica gli insegnamenti del Daishonin a cui i tre maestri della Soka Gakkai hanno dedicato la vita.
Siamo noi che, con le nostre azioni quotidiane, teniamo alto il vessillo di kosen-rufu e viviamo fedeli allo spirito di non dualità di maestro e discepolo trasmettendolo alle generazioni future.
Facendo ritorno allo spirito della fondazione, lo spirito di “alzarsi da soli” e ripagare la gratitudine verso i tre presidenti fondatori, impegniamoci per adornare questo 18 novembre con una grande vittoria personale per il progresso di kosen-rufu, insieme ai familiari e agli amici.
Rendiamo questo anniversario un nuovo punto di partenza per lanciarci con gioia e determinazione verso il centenario della fondazione della Soka Gakkai nel 2030, con l’obiettivo di costruire con rinnovato vigore una Soka Gakkai dei giovani in cui ognuno possa splendere della propria missione!

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Makiguchi e la creazione di valore

Tsunesaburo Makiguchi iniziò a praticare il Buddismo di Nichiren Daishonin all’età di cinquantasette anni, nel 1928, lo stesso anno in cui nacque Daisaku Ikeda. Nel corso della sua vita si era dedicato all’insegnamento, basando il suo metodo educativo sulla valorizzazione della preziosa individualità degli studenti. Egli stesso affermò che si stava “scervellando” per trovare il modo di liberare i ragazzi da una didattica basata sull’apprendimento mnemonico che soffocava la loro individualità (BS,190, 39).
Da queste premesse ebbe inizio la ricerca di Makiguchi che lo portò a scoprire l’insegnamento di Nichiren Daishonin; egli descrisse in questo modo il suo incontro con la pratica: «Quando presi la decisione di dedicarmi alla pratica del Buddismo di Nichiren Daishonin giunsi a comprendere e apprezzare pienamente nella mia vita di tutti i giorni le parole del Gosho: “Se il cielo è sereno, la terra è illuminata. Similmente, se si conosce il Sutra del Loto si può comprendere il significato degli affari di questo mondo” (L’oggetto di culto per l’osservazione della mente, RSND, 1, 336). Con una gioia indescrivibile cambiai il modo in cui ero vissuto per quasi sessant’anni» (BS, 190, 40).
Makiguchi diceva anche: «L’ansia che derivava dal brancolare nel buio alla ricerca di risposte nella vita svanì completamente e le mie innate timidezza e diffidenza scomparvero. I miei scopi nella vita si fecero sempre più grandi ed elevati e le mie paure scemarono».
Infatti, nel giro di poco tempo, insieme al suo discepolo Josei Toda, Makiguchi decise di compiere l’impresa decisiva della sua vita: raccogliere e pubblicare tutti i suoi scritti sull’educazione, frutto del suo prezioso lavoro pedagogico portato avanti nel corso degli anni.
Il maestro e il discepolo, uniti in questa impresa, scelsero insieme il titolo dell’opera: Soka Kyoikugaku Taikei (Sistema pedagogico per la creazione di valore).
Il primo volume venne pubblicato il 18 novembre 1930: fu il primo passo del movimento di kosen-rufu.
Come casa editrice era indicata la Soka Kyoiku Gakkai, la “Società educativa per la creazione di valore”, antesignana della Soka Gakkai.
Qual era lo scopo del primo presidente della Soka Gakkai? Qual era l’intento a cui dedicò la sua vita? Cosa voleva realizzare? Makiguchi desiderava profondamente che ogni persona diventasse felice coltivando appieno la propria saggezza. Ciò che importa, sosteneva, è creare valore nella propria vita e lavorare per la felicità e il benessere delle persone.

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Toda e la “rivoluzione umana”

Josei Toda, educatore, editore e secondo presidente della Soka Gakkai, fu incarcerato assieme al suo maestro, Tsunesaburo Makiguchi, a causa della loro opposizione alla dottrina militarista giapponese diffusa nel periodo della Seconda guerra mondiale.
In carcere Toda si risvegliò alla sua missione di Bodhisattva della Terra e dopo la scarcerazione, avvenuta nel luglio del 1945, si dedicò a trasmettere alle persone come trasformare la propria vita attraverso la fede nella Legge mistica. Dopo la devastazione della guerra, le sofferenze del carcere e la morte del suo maestro, Toda decise di dedicare la sua vita al voto di eliminare l’infelicità e la miseria dalla faccia della Terra.
Il maestro Ikeda scrive: «Con l’obiettivo di elevare la condizione vitale dell’umanità alla Buddità, iniziò a lavorare per kosen-rufu animato dal desiderio di liberare tutte le persone dalla sofferenza causata dalla guerra, dalla fame o dalla malattia. […] Toda intuì chiaramente che per realizzare la felicità, la prosperità della società e la pace nel mondo era necessaria questa trasformazione radicale nella profondità della vita delle persone.
E dimostrò che era possibile arrivarci attraverso la pratica del Buddismo di Nichiren Daishonin, in cui si mette in atto una rivoluzione umana della vita personale e di tutta la società» (BS, 186, 56).
Successivamente, come discepolo di Toda, il maestro Ikeda scrisse un romanzo, intitolato La rivoluzione umana, per raccontare la nobile vita di Toda e la sua lotta incessante per la realizzazione della pace. Ne espresse l’essenza con queste parole: «La rivoluzione umana nella vita di una singola persona contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine al cambiamento nel destino di tutta l’umanità» (RU, prefazione).
Il desiderio del presidente Toda di liberare tutte le persone dalla sofferenza e permettere loro di costruire una felicità indistruttibile si concretizzò con la determinazione di convertire 750.000 famiglie al Buddismo del Daishonin prima di morire.
Daisaku Ikeda decise fermamente di fare proprio il voto del suo maestro, e lottò con determinazione incrollabile per realizzarlo. Grazie alla lotta condivisa di maestro e discepolo, nel dicembre 1957, quattro mesi prima della morte di Toda, la Soka Gakkai contava più di 750.000 famiglie.
L’8 settembre 1957, Josei Toda riunì 50.000 giovani presso lo stadio Mitsuzawa di Yokohama e pronunciò una storica Dichiarazione contro le armi nucleari.
Quella Dichiarazione segna l’inizio dell’impegno della Soka Gakkai per il disarmo nucleare. Un impegno che grazie al maestro Ikeda si è diffuso in tutto il mondo, con innumerevoli iniziative.

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Le istituzioni per la pace, la cultura e l’educazione

Come concretizzazione delle teorie educative del maestro Makiguchi, nel 1968 furono fondate le scuole superiori Soka. Nel 1972 venne inaugurata l’Università Soka, che fin da subito si distinse per i suoi programmi di ampio respiro, un elevato livello di internazionalizzazione e scambi con gli atenei di tutto il mondo.
Grazie alla creazione di questi istituti educativi, il maestro Ikeda rese realtà il sogno di Makiguchi e Toda di fondare un sistema educativo che andasse dalle scuole materne fino all’università. All’interno di questo progetto sono nate scuole Soka in diverse parti del mondo (come Hong Kong, Singapore e Brasile) e nel 2001 è stata fondata l’Università Soka in America.
L’impegno della Soka Gakkai non si è fermato all’ambito educativo: nello stesso periodo in cui furono fondate le prime scuole Soka, nacque anche l’associazione concertistica Min On, con lo scopo di diffondere scambi musicali in tutto il mondo. Proprio nei pressi dell’Università Soka in Giappone venne edificato anche il Museo Fuji, un museo di importanza internazionale attivo nella promozione dell’arte in Giappone e nel mondo.
Il maestro Ikeda ha fondato inoltre diversi Istituti di ricerca, come l’Istituto di filosofia orientale e l’Istituto di ricerca per la pace di Boston, allo scopo di diffondere una cultura di pace nel mondo.

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