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Creiamo un mondo di pace e sicurezza per tutta l’umanità - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:01

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Creiamo un mondo di pace e sicurezza per tutta l’umanità

In questo recente saggio il presidente Ikeda rievoca la storica campagna di Kamata che creò una straordinaria ondata di vittorie nella propagazione. Spiega che nella Soka Gakkai il punto di origine è il legame con il maestro, alzarsi con il suo stesso spirito per concretizzare la sua visione

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In questo recente saggio il presidente Ikeda rievoca la storica campagna di Kamata che creò una straordinaria ondata di vittorie nella propagazione. Spiega che nella Soka Gakkai il punto di origine è il legame con il maestro, alzarsi con il suo stesso spirito per concretizzare la sua visione

“Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel mondo”

Desidero esprimere nuovamente la mia più sincera vicinanza a tutte le persone colpite dal terremoto dello scorso 13 febbraio, che ha causato ingenti danni nelle prefetture di Fukushima, Miyagi, e in altre zone della regione del Tohoku.
Le forti scosse nel cuore della notte saranno state sicuramente fonte di apprensione e agitazione! Nutro profondo rispetto e ammirazione per l’indistruttibile unità dei membri della nostra famiglia Soka del Tohoku che hanno reagito immediatamente contattandosi e incoraggiandosi a vicenda, e impegnandosi insieme per superare anche questa sfida.
Nel trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese e in molti altri scritti, Nichiren Daishonin esprime il suo desiderio di realizzare la pace e la sicurezza del paese e della società. Visse in un’epoca turbolenta, colpita da una serie incessante di disastri naturali ed epidemie. Facendo propria la sofferenza delle persone comuni, portò avanti fino in fondo la sua grande lotta per “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”, senza mai indietreggiare di un solo passo. A tal proposito scrisse: «Da quando sono nato a oggi, io, Nichiren, non ho avuto un momento di tregua: ho solo pensato a propagare il Daimoku del Sutra del Loto» (Persecuzione con spade e bastoni, RSND, 1, 857).
In questo periodo in cui celebriamo l’ottocentesimo anniversario della nascita di Nichiren Daishonin[ref]Secondo il conteggio tradizionale degli anni in Giappone, una persona alla sua nascita ha già un anno.[/ref], desidero che tutti noi, maestri e discepoli Soka, in quanto eredi di questo suo spirito, rafforziamo ulteriormente le nostre preghiere e le nostre azioni volte a realizzare pace e sicurezza nei nostri rispettivi paesi e per tutte le persone del mondo, attraverso i principi del Buddismo di Nichiren Daishonin che afferma la sacralità della vita.

Facciamo risplendere la nostra vita

Il poeta indiano Rabindranath Tagore (1861-1941) era quasi contemporaneo del nostro presidente fondatore Tsunesaburo Makiguchi (1871-1944), dieci anni più giovane di lui.
Tagore scrisse: «Lo splendore del sole / brilla nel coraggio delle persone. / I suoi raggi disperdono tutta l’oscurità della terra».
Il sole continua ad ardere senza sosta. La sua energia nasce nel suo nucleo, e da lì continua a muoversi incessantemente verso la superficie solare per un lungo periodo di tempo – da un milione fino a dieci milioni di anni – per poi raggiungere finalmente la Terra. Il sole nutre la vita e illumina tutte le cose sul nostro pianeta.
Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge, utilizzò l’ideogramma “sole” (in giapponese nichi) per comporre il suo nome.
Mostrò sempre la massima cura e tutto il suo sostegno per ogni persona, incoraggiandola con parole piene di calore, come i raggi rivitalizzanti del sole. Aiutò inoltre una persona dopo l’altra a far sorgere dalla propria vita il “sole del tempo senza inizio” della propria Buddità intrinseca, in grado di dissipare l’oscurità di qualsiasi tipo di infelicità.
Al giorno d’oggi, studiosi e pensatori di tutto il mondo stanno rivolgendo la loro attenzione alle azioni e al comportamento del Daishonin.
Il dottor Dennis Gira, supervisore editoriale della traduzione francese degli Scritti di Nichiren Daishonin, ha affermato di essere rimasto profondamente colpito dai calorosi incoraggiamenti e dalla premurosa attenzione del Daishonin che rappresentano un modello di dialogo autentico, in grado di unire i cuori delle persone.
Il dottor Carlos Rubio, da parte sua, supervisore editoriale della traduzione spagnola degli Scritti di Nichiren Daishonin, ritiene che i pensieri e le azioni del Daishonin in merito alla riforma sociale e il suo calore umano siano una grande fonte di ispirazione nell’epoca attuale, in cui ci troviamo ad affrontare così tante questioni globali della massima urgenza.
L’incoraggiamento che trasforma la disperazione in speranza!
La preghiera che trasforma il karma in missione!
Una rete di sostegno che trasforma la sofferenza in gioia!
Attraverso gli sforzi coraggiosi di tutti noi, uniti dal legame di maestro e discepolo, la luce splendente del Buddismo del sole di Nichiren Daishonin continua a diffondersi ampiamente e senza sosta in tutto il mondo.

Propaghiamo la Legge mistica in tutto il mondo

«Con cuore intrepido e valoroso,
mettiamoci in viaggio
per diffondere la Legge mistica
fino ai confini dell’India»
(NR, 669, XX).

Il mio maestro Josei Toda compose questa indimenticabile poesia nel gennaio del 1952, l’anno che segnò il settecentesimo anniversario da quando il Daishonin stabilì il suo insegnamento proclamando per la prima volta Nam-myoho-renge-kyo[ref]Secondo il conteggio tradizionale degli anni in Giappone. Nichiren Daishonin proclamò per la prima volta l’insegnamento di Nam-myoho-renge-kyo il 28 aprile 1253.[/ref].
Il maestro Toda parlava spesso del suo sogno di diffondere il sole del Buddismo di Nichiren Daishonin tra le persone di tutta l’Asia. Realizzare la pace e la sicurezza dei popoli dell’Asia era un desiderio a lui estremamente caro.
Citando il Gosho Sul rimproverare Hachiman, dove è esposto il principio della trasmissione del Buddismo a occidente, il maestro Toda ci esortò a propagare assolutamente la Legge mistica in tutto il mondo per realizzare kosen-rufu.
In merito alla propagazione della Legge mistica nell’Ultimo giorno della Legge, il Daishonin afferma: «Adesso […] è ancor più appropriato che tali insegnamenti siano propagati. […] Come si potrebbe non propagarli?» (RSND, 2, 876).
Adesso è il momento! Ora è il tempo di alzarsi e intraprendere forti azioni per kosen-rufu!
Il mio cuore si riempì dell’appassionato appello del mio maestro a intraprendere un viaggio attraverso l’Asia e il mondo intero, e così mi lanciai coraggiosamente nell’azione. Presi l’iniziativa per quella che sarebbe stata ricordata come la “campagna di febbraio” (1952).
Intrapresi il primo passo concreto per far avanzare kosen-rufu a partire dalla mia organizzazione locale, il capitolo Kamata nel quartiere Ota di Tokyo. Con una svolta epocale, raddoppiammo il precedente record mensile accogliendo nel nostro capitolo duecentouno nuove famiglie praticanti nel solo mese di febbraio.
Personalmente avevo determinato fin dall’inizio l’obiettivo di duecento nuove famiglie, e come capitolo stabilimmo di realizzare due nuove famiglie praticanti per ciascun “nucleo” (l’attuale gruppo), che allora era la più piccola unità a livello organizzativo della Soka Gakkai.
Per ciascuno di noi fu un obiettivo che giurammo di realizzare sfidandoci in prima persona, piuttosto che un obiettivo lontano e irrealizzabile. Ognuno di noi si alzò prendendo l’iniziativa, con lo spirito di ripagare il debito di gratitudine al nostro maestro. In termini concreti, abbiamo pregato e agito con coraggio, determinati a incontrare e a parlare con gli altri, incoraggiando tutti coloro con cui avevamo un legame. Il quartiere di Ota era la nostra base, e da lì ci si recava nelle zone limitrofe, come i quartieri di Meguro e Shinagawa e la città di Kawasaki, nella prefettura di Kanagawa. Alcuni pionieri si avventurarono anche in regioni più distanti, come la prefettura di Akita nel nord del Giappone, per condividere coraggiosamente il Buddismo del Daishonin con coloro che vivevano in quelle zone.
A volte, quando la nostra sincera dedizione veniva respinta o disprezzata, ci incoraggiavamo sostenendoci a vicenda, dicendo: «Sei stato bravissimo!», «Tutte le difficoltà per kosen-rufu si trasformano sempre in benefici!», e ancora: «Riproviamoci di nuovo insieme!».
Il muro che riuscimmo ad abbattere durante quella campagna era in realtà un muro nei nostri cuori, costituito dai limiti che noi stessi ci eravamo imposti, dalla tentazione di arrenderci e dalla sensazione che il nostro obiettivo fosse troppo difficile e che non saremmo mai riusciti a realizzarlo.
A fine febbraio – dopo un mese di sforzi a tutto campo – proprio quando ogni nucleo e settore stava terminando il proprio report sui risultati della propagazione, una donna si precipitò con gioia nella stanza annunciando di aver introdotto un’altra famiglia al Buddismo di Nichiren Daishonin.
Così il numero totale di nuove famiglie praticanti arrivò a duecentouno, un risultato reso possibile dalla serietà e dalla determinazione di una delle nostre compagne di fede del Gruppo donne, il sole della Soka Gakkai, il cui spirito è tuttora immutato.
Quello slancio, in perfetto accordo con il ritmo vibrante delle stagioni per cui l’inverno lascia il posto alla primavera, creò un’ondata di vittorie consecutive nella propagazione che continuò anche nel mese di marzo.

Espandiamo la nostra rete di relazioni umane!

Facendo mio lo spirito e l’impegno del mio maestro, partii per il mio primo viaggio nei paesi più vicini dell’Asia sessant’anni fa, nel 1961, quasi un decennio dopo la campagna di febbraio.
All’epoca non c’erano membri della Soka Gakkai in India, la culla del Buddismo. Con il desiderio di permeare profondamente quella terra con il mio Daimoku, piantai i semi della Legge mistica e misi le cause per creare il tempo giusto per lo sviluppo del nostro movimento. Da lì ha avuto origine una marea crescente di persone capaci dedite a kosen-rufu. Attualmente in India abbiamo una magnifica rete che conta oltre duecentocinquantamila Bodhisattva della Terra! Di recente ho ricevuto un report, fonte di grande ispirazione, secondo cui l’anno scorso in India – nonostante la pandemia di Coronavirus – si sono uniti alla nostra organizzazione venticinquemila nuovi membri, molti dei quali giovani. Qual è la forza trainante di questo sviluppo?
I responsabili dell’India affermano che tutto è dipeso dal fatto di essersi presi cura della crescita di ogni persona.
Un individuo si alza e aiuta a sua volta un altro a fare lo stesso. Kosen-rufu è e sarà sempre un processo costante e graduale.
Lo spirito della campagna di febbraio vive ancora oggi.
Legami cuore a cuore: questo è ciò che conta più di ogni cosa.
Dietro ogni persona con cui interagiamo vi è un gran numero di familiari e amici. Questa rete di relazioni umane è infinita. Incoraggiare sinceramente e infondere speranza a una singola persona rappresenta un’immensa causa che porta a incoraggiare innumerevoli altre persone che non si conoscono.
Il mio maestro Josei Toda dichiarò: «La Soka Gakkai continuerà a crescere sempre di più, e finché non dimentichiamo lo spirito di prenderci cura di ogni singola persona, rimarrà solida e unita». Il grande fiume di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” si forma attraverso i nostri tenaci sforzi per creare legami con una persona dopo l’altra, con questo spirito profondamente inciso nei nostri cuori.

La sorgente della forza

Nichiren Daishonin scrive: «Quando la sorgente si prosciuga il fiume cessa di scorrere» (Doryu del tempio Kencho, RSND, 2, 718). Questo è un severo ammonimento a non dimenticare mai la sorgente, la propria origine. Nella Soka Gakkai, la nostra “sorgente” è il legame di maestro e discepolo. Significa conoscere e comprendere il cuore e lo spirito del nostro maestro e alzarsi con lo stesso spirito. Significa compiere un passo verso il futuro con il pensiero costante di trovare il modo migliore per concretizzare la sua visione. Il maestro Toda affermò: «Kosen-rufu è un grande movimento culturale. È adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese».
Ereditando lo spirito del mio maestro, durante il mio primo viaggio in Asia, sessant’anni fa (1961), ebbi l’idea di fondare l’associazione concertistica Min-On e l’Istituto di filosofia orientale. Mentre viaggiavo tra Hong Kong, Sri Lanka, India, Birmania (Myanmar), Thailandia e Cambogia, pensai che sarebbe stato meraviglioso imparare dalla cultura e dal pensiero di altri paesi e territori e promuovere l’amicizia attraverso scambi culturali che potessero avvicinare i cuori delle persone. La visione di un tale movimento culturale divenne una fonte di ispirazione che creò una speranza illimitata per la pace.
La mostra a cura dell’Istituto di Filosofia Orientale dal titolo Il Sutra del loto: un messaggio di pace e coesistenza armoniosa è stata visitata da circa novecentomila persone in diciassette paesi e territori.
L’Associazione concertistica Min-On ha stretto profondi legami di fiducia con musicisti e organizzazioni musicali in centodieci nazioni.
La sorgente di queste varie idee risale senza dubbio ai dieci anni di studio e formazione che portai avanti sotto la guida del mio maestro in quella che chiamo con affetto l’“Università Toda”.
Le impareggiabili lezioni che appresi all’epoca con uno spirito di non dualità con il mio maestro, vengono ora trasmesse a tutti gli Shin’ichi Yamamoto del ventunesimo secolo attraverso il mio romanzo La nuova rivoluzione umana, in cui è racchiusa tutta la mia anima.
Quando il nostro cuore è unito a quello del maestro, coraggio, saggezza e forza senza limiti emergono dalla nostra vita.
Finché viviamo dialogando nel nostro cuore con il maestro, chiedendoci sempre cosa farebbe al nostro posto, non vacilleremo mai. Non ci sentiremo mai persi.
Oggi il grande fiume della pace, della cultura e dell’educazione creato dalla Soka Gakkai sta nutrendo lo spirito dell’umanità e promuove l’unità tra le persone di tutto il pianeta continuando a fluire verso il vasto oceano della creazione di valore.
Sto pregando con più forza e profondità che mai, con la convinzione che è iniziato un decennio cruciale per assicurare che questo grande flusso dell’umanesimo buddista continui a scorrere incessante.

L’arrivo di una primavera di felicità

Fu proprio tra febbraio e marzo che Nichiren Daishonin, dopo aver sopportato per quasi due anni e mezzo le dure prove della persecuzione di Tatsunokuchi e dell’esilio a Sado, ottenne la grazia e tornò vittoriosamente a Kamakura.
Riferendosi alle difficoltà indescrivibili e potenzialmente fatali che si trovò ad affrontare, scrive: «Da allora ho sopportato persecuzioni giorno dopo giorno e mese dopo mese. […] Le probabilità che io sopravviva a quest’anno o addirittura a questo mese sono una su diecimila» (Sulla profezia del Budda, RSND, 1, 357). Eppure riuscì a trionfare su ogni cosa, mostrando il suo spirito invincibile che continua a essere un’eterna fonte di ispirazione per le generazioni successive. Il Daishonin inoltre lodò una sua sincera discepola che nonostante simili avversità era rimasta salda nella fede e si era recata fino a Sado per fargli visita. Le disse che era rimasto profondamente colpito dalla sua grande devozione, e che il suo stesso esilio doveva essere avvenuto proprio per permetterle di dimostrare una fede così ammirevole (cfr. RSND, 2, 965).
Anche noi, in quanto autentici discepoli del Daishonin, non ci siamo mai arresi di fronte a nessun tipo di avversità.
Vinciamo in ogni ambito e annunciamo al mondo intero l’arrivo della vittoriosa primavera del Buddismo del sole, che illumina la vita di tutte le persone.

Primavera di felicità,
diffondi tra i miei preziosi amici
la fragranza dei fiori di susino.

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