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I nostri pionieri - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:40

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I nostri pionieri

Quest’anno ricorre il 40° anniversario della visita del presidente Ikeda in Italia e in Europa, nel 1981. Era il 6 giugno quando Sensei, dopo aver visitato l’Italia, si recò in Francia presso il Centro culturale europeo di Trets e definì il 6 giugno come il “Giorno d’Europa”, poi rinominato “Giorno di maestro e discepolo per l’Europa”. I giovani italiani che hanno incontrato Sensei inell’81 hanno dato vita a un’ondata di shakubuku che si è propagata in tutto il nostro paese. In questa rubrica pubblichiamo le loro testimonianze

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Quest’anno ricorre il 40° anniversario della visita del presidente Ikeda in Italia e in Europa, nel 1981. Era il 6 giugno quando Sensei, dopo aver visitato l’Italia, si recò in Francia presso il Centro culturale europeo di Trets e definì il 6 giugno come il “Giorno d’Europa”, poi rinominato “Giorno di maestro e discepolo per l’Europa”. I giovani italiani che hanno incontrato Sensei nell’81 hanno dato vita a un’ondata di shakubuku che si è propagata in tutto il nostro paese. In questa rubrica pubblichiamo le loro testimonianze

“Una famiglia della fede”

Rosa La Piana

Avevo vent’anni quando incontrai il presidente Ikeda al garden party di Firenze, a maggio del 1981, insieme a mia mamma, mia sorella Piera e mio fratello Nino, il primo della famiglia che aveva iniziato a praticare il Buddismo.
Eravamo tutti e quattro impegnati nello spettacolo dedicato a Sensei. Io ero nel gruppo di ballo e dovetti sfidare la paura e l’insicurezza che mi accompagnavano in quegli anni, ma quando Sensei prese il microfono per incoraggiarci sentii un grande gioia, fiducia e serenità. In quell’occasione il presidente Ikeda diede ai giovani guide precise per il futuro di kosen-rufu in Italia e per la realizzazione della nostra crescita e felicità. Non scorderò mai le sue parole: «Il Po che scorre lungo l’Italia sorge fra le lontane vette delle Alpi e sfocia vicino a Venezia. Allo stesso modo questo movimento del rinascimento della vita, fra trenta, cinquant’anni diventerà sicuramente come la corrente di un grande fiume. Create un’organizzazione che sia come una famiglia della fede, dove il rispetto e la fiducia siano le basi per l’incoraggiamento reciproco» (Ai miei cari amici italiani, pag. 9)
Le sue parole mi arrivarono dritte al cuore: io vivevo in Piemonte, dove il Po nasce da un piccolo ruscello, e mi è sembrato che si rivolgesse proprio a me, a noi piemontesi, che all’epoca eravamo pochissimi. Presi alla lettera le sue parole e mi impegnai nello studio, nella realizzazione di una famiglia armoniosa e nel far crescere tante persone di valore per kosen-rufu.
Qualche giorno dopo, a Milano, Sensei ci incoraggiò a mirare a vent’anni di pratica.
Io volevo con tutto il cuore seguire le sue parole e riuscii a realizzare tutti gli obiettivi che avevo nel 1981, anzi molti di più! Quel giorno fu il vero punto di origine della mia fede. Lo sguardo, le parole e il comportamento di Sensei riaffiorano spesso nei miei pensieri e mi hanno permesso, in tutti questi anni, di superare qualsiasi ostacolo. Da quel momento ho sentito nascere una profonda gratitudine per il grande cuore dei nostri tre maestri, un cuore che desidera la felicità di tutti. Ora la mia determinazione verso il 2030 è far sì che lo spirito Soka possa trasmettersi alle future generazioni, per l’eternità. Darò il mio contributo continuando a compiere la mia rivoluzione umana e incoraggiando ogni persona che incontrerò.

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Il mio voto, il mio coraggio

Piera La Piana

Quando ho incontrato il presidente Ikeda nel 1981 durante il festival dell’amicizia a Firenze, avevo diciassette anni. Mia mamma, mia sorella e io avevamo ricevuto il Gohonzon tre mesi prima.
Come giovane donna ero impegnata nell’attività di protezione e nello spettacolo, e nel corso della giornata venni a sapere che Sensei aveva chiesto di fare una foto insieme agli staff, ma non riuscii a partecipare e ne rimasi molto dispiaciuta.
Poco dopo cantammo in coro la canzone delle byakuren e scendendo dal palco per salutare Sensei e la signora Kaneko, lui mi incoraggiò dandomi un regalo. In quel momento percepii la sua meravigliosa cura e attenzione nell’accogliere e rispettare ogni singola persona che aveva di fronte, riconoscendo profondamente il cuore di ognuno. La cosa che mi colpì di più fu la grande fiducia che riponeva in noi, che eravamo tanto giovani e senza esperienza. Capii subito che sarebbe diventato il mio maestro di vita!
In ogni difficoltà affrontata in questi anni sono sempre stata sostenuta dalle sue guide che hanno permesso al mio cuore di manifestare il coraggio e di non sentirmi mai sconfitta. Facendo tesoro della sua fiducia incondizionata, mi sono sempre impegnata a cercare di sviluppare il suo stesso atteggiamento verso tutti e in particolare verso i giovani, e di fare la mia rivoluzione umana.
Nel 2016 ho proposto a Nino, Rosetta e mamma di andare insieme al Kosen-rufu Daisedo per rinnovare il nostro voto, un ricordo che rimarrà inciso per sempre nelle nostre vite.
Durante questo viaggio per approfondire la fede, ho incontrato di nuovo il cuore del mio maestro che in questi anni ha sempre continuato a impegnarsi nello sviluppo della Soka Gakkai, senza lesinare la sua vita.
Rinnovando il mio voto, il mio cuore si è riempito di coraggio e determinazione e ho deciso più che mai di impegnarmi nel sostenere le nostre attività per la felicità di tutte le persone.
La mia determinazione per il 2030 è continuare a sforzarmi nello shakubuku e contribuire alla crescita della nostra organizzazione, sostenendo e dando piena fiducia ai giovani che sono il nostro futuro, esattamente come insegna Sensei, per contribuire a un cambiamento della società.

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Ricordi indimenticabili

Angela Maccarone La Piana

Ero insieme ai miei tre figli quando incontrai Sensei nell’81, a Firenze. Nonostante conoscessi ancora poco il Buddismo, ho sentito subito il legame con il maestro. In quell’occasione insieme a noi parteciparono anche tre nostre amiche che avevano iniziato a praticare.
Ricordo che mentre ero seduta ai tavoli per assistere allo spettacolo, ho visto il presidente Ikeda e la signora Kaneko e mi sono alzata per andare a salutarli, e loro mi hanno accolto molto gentilmente. Quel breve saluto è rimasto inciso nel mio cuore, e da allora li sento sempre vicini.
In tutti questi anni mi sono sempre sforzata di praticare correttamente e di trasmettere il cuore del maestro durante le riunioni.
Nel 2016, all’età di settantanove anni, ho realizzato il mio obiettivo di andare in Giappone accompagnata dai miei figli. Anche per loro è stato come un sogno, tutti insieme al Daiseido a rinnovare il nostro voto di praticare per tutta la vita e realizzare kosen-rufu!
Sebbene avessi qualche problema di salute, durante i giorni in Giappone sono stata benissimo e sono riuscita a visitare alcuni Centri culturali, l’Università Soka e molti luoghi in cui Sensei ha fatto attività. L’emozione è stata forte, un ricordo indelebile.
Ringrazio tanto mio marito che in tutti questi anni mi ha sempre sostenuta nonostante non pratichi. La mia determinazione è che la mia famiglia sia sempre armoniosa e felice, e che la Soka Gakkai possa svilupparsi sempre di più per realizzare la pace nel mondo.

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Il punto di partenza della mia vita

Nino La Piana

Nell’81 avevo ventisei anni e praticavo da cinque.
Ebbi la fortuna di partecipare alla riunione giovani che si tenne a Firenze, a casa di un membro, dove Sensei ci incoraggiò ad assumerci la responsabilità di kosen-rufu, parlò del Rinascimento ed esortò gli studenti a impegnarsi nello studio.
Il 31 maggio, alla “riunione generale dell’amicizia e della cultura” noi giovani del nord presentammo una canzone popolare piemontese, La monferrina, dove ci sforzammo ognuno di dare il proprio contributo.
Personalmente preparai la base musicale mentre altri si sfidarono a ballare, anche se non l’avevano mai fatto.
Nel mio cuore ho un ricordo meraviglioso di quella giornata, una gioia indescrivibile, era proprio un’assemblea di Bodhisattva della Terra!
Poi il 4 giugno andammo ad accogliere Sensei alla Stazione Centrale di Milano.
In quell’occasione ho avuto il privilegio di salutarlo e nei brevi istanti in cui i suoi occhi hanno incrociato i miei ho sentito che aveva una fiducia assoluta in noi giovani italiani, e un’umanità che non avevo mai percepito prima.
Oggi, a distanza di quarant’anni, posso affermare che quell’incontro ha cambiato per sempre la mia vita. Ho sentito che Sensei era il maestro che stavo cercando e ho promesso di non deluderlo mai.
Negli anni successivi realizzammo un grande sviluppo della propagazione in Italia, e anche il Piemonte, che non riusciva a crescere, iniziò un’attività di propagazione che portò dai circa quindici membri dell’81 ai mille membri alla fine degli anni ’80.
In seguito ho avuto la fortuna di incontrare Sensei diverse volte, ma posso affermare che l’81 ha rappresentato il punto di partenza della mia vita, perché ha acceso in me la fiamma di kosen-rufu.
Nichiren Daishonin afferma: «Grandi eventi non sono preceduti da piccoli presagi. Quando accade un grande male, seguirà un grande bene. Poiché la grande offesa alla Legge esiste già nel paese, la grande Legge corretta si diffonderà sicuramente. Che motivo avete di lamentarvi?» (Grande male e grande bene, RSND, 1, 992).
Sono convinto che finita questa emergenza sanitaria ci sarà un ulteriore grande sviluppo nella propagazione della Legge mistica.
In questi dieci anni che ci separano dal 2030, voglio dedicarmi con tutto me stesso a far crescere giovani successori che, basandosi sulla non dualità di maestro e discepolo, possano ereditare e tramandare alle future generazioni il Buddismo di Nichiren Daishonin e realizzare il grande voto di kosen-rufu.

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