Per i membri della Soka Gakkai, e in particolare per i giovani, il 16 marzo rappresenta una pietra miliare. È l’occasione per rinnovare la promessa condivisa di maestro e discepolo: realizzare kosen-rufu, ovvero la felicità di ogni persona e la pace nel mondo. In queste pagine viene approfondito il significato e lo spirito di questa data, non solo alla luce degli eventi del 16 marzo 1958, ma soprattutto per metterlo in pratica oggi nella nostra realtà quotidiana
«Shin’ichi, penso al 16 marzo come all’occasione per affidare formalmente a voi tutti la missione di realizzare kosen-rufu» (RU, 12, 235).
Erano i primi di marzo 1958. Di lì a poco si sarebbe tenuto un grande evento di cui Daisaku Ikeda percepì subito l’importanza: quel giorno Josei Toda, allo stremo delle forze, avrebbe passato il testimone ai giovani.
Il 16 marzo 1958 si sarebbe recato al tempio principale anche il Primo ministro. Toda chiese al giovane Ikeda di organizzare un grande evento dove invitare i giovani della Soka Gakkai.
Il discepolo, con grande senso di responsabilità, ne curò ogni minimo dettaglio: «Farò di tutto per organizzare una giornata memorabile in cui noi giovani, suoi successori, formuleremo davanti a lei il nostro giuramento» (RU, 12, 236).
Mentre tutti si adoperavano nei preparativi senza risparmiare i loro sforzi, poco prima dell’inizio dell’evento giunse la notizia che il Primo ministro non sarebbe arrivato. Al suo posto avrebbero partecipato alcuni suoi familiari. Questo ovviamente suscitò in Toda un profondo dispiacere, ma subito raccolse tutta la sua energia per realizzare il suo obiettivo di affidare la Soka Gakkai ai giovani, sui quali faceva totale affidamento.
«“Oggi desidero affidare a voi giovani questa missione. Vi affido il futuro, conto su di voi, conto su di voi per realizzare kosen-rufu!”. Era un appello che nasceva dal profondo della vita di Toda e che colpì i seimila giovani riuniti come un fulmine a ciel sereno. Per alcuni istanti l’atmosfera fu dominata da un assoluto silenzio. Poi le emozioni vennero sopraffatte da una forte determinazione che proruppe in un grandioso applauso (RU, 12, 261).
L’anno successivo il maestro Ikeda propose che ogni 16 marzo fosse l’occasione per tutti i discepoli di rinnovare la promessa di far avanzare kosen-rufu.
Lo spirito del 16 marzo
È quello di rinnovare il proprio voto di contribuire all’espansione della Legge mistica con lo stesso cuore pulsante del maestro.
In questo giorno, nel “giorno di kosen-rufu”, i giovani Soka di tutto il mondo rinnovano la loro decisione di tirare fuori le proprie potenzialità e, basandosi sul Daimoku, stabiliscono nuovi obiettivi per contribuire al miglioramento della loro vita e della società.
«Lo spirito di questo giorno non emerge da cerimoniali sontuosi o da discorsi altisonanti. Esso è espresso dalla nostra vittoria. Questo è il più importante di tutti gli sforzi. Nella vita e nel movimento di kosen-rufu noi vinciamo o perdiamo. Desidero che siate vincitori in entrambi questi aspetti. A dispetto di qualsiasi scusa, cedere alla sconfitta ci porterà a soffrire e a perdere il rispetto degli altri. Spero che la vita di tutti voi sia un trionfo indistruttibile» (Giorno per giorno, Daisaku Ikeda).
Il 16 marzo è il momento di scolpire nel nostro cuore questo spirito, proprio perché la giovinezza non è una questione anagrafica: ciascuno di noi a prescindere dall’età, dallo stato sociale, dalla fama, può rinnovare il proprio voto qui e ora.
Soprattutto, questo spirito non rimane circoscritto a tale data, ma è alla base di ogni giorno in cui partiamo da un Gongyo vigoroso, simile al ruggito del leone del maestro Josei Toda, che il 16 marzo 1958 affermò: «La Soka Gakkai è la regina del mondo religioso» (NRU, 8, 12).
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Assumersi la piena responsabilità del progresso di kosen-rufu
«16 marzo, il giorno di kosen-rufu. Il senso di questa occasione non sta in commemorazioni grandiose o in discorsi altisonanti, ma unicamente nel risultare vincenti, perché questo è il punto cruciale di ogni sfida. Sia nella vita quotidiana sia nell’ambito di kosen-rufu l’alternativa è tra vincere e perdere e io desidero che vinciate in entrambi i campi. Malgrado tutte le giustificazioni che si possono trovare, arrendersi porta alla disperazione e ci fa perdere il rispetto degli altri.
Spero che tutti voi, senza eccezione, riusciate ad arricchire la vostra vita con un trionfo indistruttibile.
[…] In definitiva il nostro sviluppo futuro dipenderà da quanto ognuno si assumerà un impegno pari a quello richiesto a un presidente della Soka Gakkai.
Vi auguro di poter continuare sempre le vostre attività per kosen-rufu e per la vittoria della gente con questo stesso spirito e con questo senso di responsabilità.
Vi auguro anche di costruire una Soka Gakkai dove ognuno possa progredire con gioia, un’organizzazione di crescita imperitura. La vostra sfida è assicurare che questa preziosa organizzazione continui nel tempo fino a creare una Soka Gakkai che niente possa mai distruggere. Questo è l’unico modo per assicurare l’eterno fluire di kosen-rufu.
Il 16 marzo è il nostro eterno “punto di partenza della vera causa”, quando i discepoli si alzano da soli. Per me, dal 16 marzo del 1958, ogni giorno è stata una nuova partenza, animata dalla fresca determinazione di essere in perfetta unità con il mio maestro. Sono avanzato con decisione, correndo senza sosta, mai ritirandomi, mai deviando, mantenendo puro lo spirito di non dualità di maestro e discepolo»
(D. Ikeda, NR, 395).
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16 marzo – La tavola rotonda
Lo spirito del 16 marzo vive nella vita di ognuno di noi, nelle nostre determinazioni e nelle nostre azioni. In queste pagine una breve tavola rotonda in cui giovani e adulti si confrontano sul significato di questa data
Rebecca Cinquina
Jacopo Olmo Antinori
Giuseppe Giannini
Stefania Opipari
Cosa diresti a una persona che non conosce il Buddismo sul significato del 16 marzo?
Jacopo: Il 16 marzo è una data in cui noi membri della Soka Gakkai, e in particolare i giovani, abbiamo l’occasione di approfondire la consapevolezza di essere noi stessi il punto di partenza di ogni possibile trasformazione in senso positivo dell’ambiente che ci circonda, a partire dalla famiglia sino ad arrivare alla società intera.
È il giorno della speranza nel fatto che noi possiamo davvero cambiare la realtà.
Rebecca: Questa data rappresenta il momento in cui determiniamo nuovamente di vincere nella nostra vita, e di aiutare anche chi ci sta intorno a farlo.
Questo significa “innaffiare” dentro di noi quella parte coraggiosa, capace e gentile, che esiste a prescindere dalle difficoltà, e di farla risplendere al massimo. Portare avanti questo atteggiamento giorno dopo giorno, al meglio delle nostre possibilità, senza dubbio farà la differenza.
Giuseppe: È il giorno in cui ricordiamo la promessa fatta al nostro maestro: essere i fautori della pace nel mondo partendo dal luogo in cui siamo e da noi stessi.
Stefania: È anche il giorno in cui i giovani Soka di tutto il mondo rinnovano la loro promessa di dedicarsi, attraverso lo sviluppo delle loro vite, alla costruzione del grande sogno comune della pace.
È quel preciso momento in cui i giovani dichiarano coraggiosamente all’umanità: «Il cielo sereno è la nostra promessa solenne» (NRU, 30, 567).
Ovviamente questo vale per tutti, anche per noi, i cosiddetti “giovani nel cuore”.
Cosa significa per te celebrare questa data?
Rebecca: Significa guardare la propria vita con uno sguardo nuovo, qui nel presente e verso il futuro, esattamente come hanno fatto i nostri presidenti Toda e Ikeda.
Il loro esempio è fondamentale per comprendere l’importanza e l’efficacia di parlare agli altri di Buddismo, tramite parole e azioni. Celebrare il 16 marzo significa continuare quotidianamente a fare proprio questo spirito, consapevoli che ogni nostra azione, sostenuta dal Daimoku, può contribuire a kosen-rufu.
Jacopo: Significa innanzitutto tornare alla decisione del presidente Toda di dare a questo giorno il suo significato – e quindi avere la possibilità di prendere la responsabilità della mia vita e del mio ruolo nel contesto globale.
Stefania: Per me ogni anno celebrare questa data significa “ricordare la mia promessa”.
Vuol dire rinnovare, generare di nuovo, rafforzare ma soprattutto decidere in ogni momento di non far vincere quel senso di impotenza che si insinua nel cuore.
In poche parole determinare di restare fedele alla missione che ho scelto di portare avanti insieme al mio amato maestro e ai miei preziosi compagni di fede.
Cosa determini di realizzare da qui al 16 marzo 2030?
Stefania: Come donna Soka, il mio più grande desiderio è quello di proteggere e incoraggiare i nostri giovani – soprattutto quelli che arriveranno nel futuro grazie ai nostri dialoghi – ad abbracciare il grande movimento di kosen-rufu. Desidero impegnarmi per creare una Soka Gakkai forte, solida, in cui ogni singola persona si senta apprezzata, a proprio agio e felice.
Rebecca: Determino di realizzarmi nella mia professione di musicista e musicoterapeuta. Inoltre, determino che il Gruppo futuro e il gruppo giovani diventino uniti e forti, insieme, per realizzare una vittoria senza precedenti, con lo stesso spirito del maestro.
Jacopo: Determino di costruire una famiglia che sia un “nucleo” solidissimo per la realizzazione di kosen-rufu in Italia, determino di donare al mondo intero frutti del mio lavoro che propaghino bellezza e speranza, e infine determino di contribuire attivamente alla crescita e allo sviluppo della Soka Gakkai italiana.
Giuseppe: Determino di realizzare una vita piena di vittorie, affrontando tutte le difficoltà con lo spirito di non dualità di maestro e discepolo.
Di contribuire alla realizzazione di una società umanistica e attenta al proprio ambiente.
Di avanzare in unità con tutti i compagni di fede per proteggere e far crescere la nostra organizzazione.
Come ti stai preparando per il 16 marzo?
Rebecca Per questo 16 marzo, il gruppo giovani dell’hombu Bisenzio terrà una riunione al Centro culturale di Firenze. Insieme, stiamo recitando Daimoku per sostenerci a vicenda e per alimentare dei sinceri legami di amicizia. Stiamo anche pregando per la guerra in Ucraina.
Personalmente, desidero che quanti più giovanissimi del Gruppo futuro partecipino alle riunioni, così potranno conoscere la storia dei nostri maestri di kosen-rufu.
Jacopo È il momento per me di ripartire, di sperimentare il principio di honnin-myo, il principio della causa originale, per cui tutto comincia da ora. Per riuscirci determino di basarmi sempre sul Gosho.
Quale parola associ al 16 marzo e perché?
Rebecca: Coraggio. A volte portare avanti lo spirito del maestro può non essere facile, poiché, come esseri umani, tutti sperimentiamo le difficoltà della vita. Ma nel momento in cui manifestiamo il coraggio di reagire e di utilizzare la compassione verso noi stessi e verso gli altri, tutto torna in armonia e le strade che ci sembravano chiuse possono diventare viali alberati pieni di possibilità.
Jacopo: Gratitudine. Per essere un membro della Soka Gakkai, per poter celebrare una ricorrenza con questo significato e per poterla “usare” per diventare sempre più felice.
Giuseppe: Propagazione. Vivo il 16 marzo come l’occasione per sfidarmi ogni anno nel portare un amico ad avvicinarsi al Buddismo e a fargli provare la gioia della pratica.
Stefania: Missione. Perché ogni 16 marzo abbiamo l’occasione di far emergere sempre più forte il cuore dei Bodhisattva della Terra e un potente ruggito come discepoli e discepole del nostro maestro. Questa, sento, è la vera missione di ognuno e ognuna di noi.