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Il mondo del Gosho, capitolo “Il Gohonzon” - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 01:02

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    Il mondo del Gosho, capitolo “Il Gohonzon”

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    Puntata 1. L’oggetto di culto stabilito da Nichiren Daishonin

    Il mondo del Gosho è uno dei capisaldi delle opere del maestro Ikeda. In questo libro egli ripercorre la vita di Nichiren Daishonin e approfondisce i suoi insegnamenti basandosi su uno studio dettagliato del Gosho.
    In queste pagine presentiamo un approfondimento sul capitolo “Il Gohonzon” che si articolerà in tre puntate. In questa prima puntata viene approfondito il significato del Gohonzon, l’oggetto di culto istituito da Nichiren Daishonin. La seconda puntata approfondirà le tre condizioni indicate dal Daishonin per abbracciare l’oggetto di culto e la terza tratterà della missione dei Bodhisattva della Terra e della Soka Gakkai

    “Una maniera rivoluzionaria di intendere il Budda”

    Il maestro Ikeda inizia il capitolo “Il Gohonzon” de Il mondo del Gosho chiarendo qual è il modo corretto in cui bisogna considerare il Budda.
    Spesso, non solo in occidente ma anche in Giappone e in Asia, per Budda si intende un essere speciale che ha ottenuto poteri sovrannaturali grazie a pratiche austere e difficilmente accessibili. Questa visione non corrisponde però all’essenza del Buddismo così come trasmessa da Nichiren Daishonin e dalla Soka Gakkai. Il Budda è infatti una persona comune che si risveglia alla sua vera identità che è un tutt’uno con la Legge eterna, la Legge fondamentale dell’universo. Nichiren Daishonin chiamò questa Legge Nam-myoho-renge-kyo e fece di questa Legge l’oggetto di culto del suo insegnamento. Ne Il mondo del Gosho il maestro Ikeda scrive:

    «Il Budda che ottenne l’Illuminazione nel remoto passato non si riferisce solo a una persona, Shakyamuni, ma esprime una “Legge” universale. Il vero valore del Sutra del Loto sta nello spiegare questa ”Legge eterna”. Il titolo del Sutra del Loto, Myoho-renge-kyo, esprime la relazione inscindibile fra la vita del Budda e la Legge fondamentale. […] Se ricerchiamo un oggetto di culto nel Sutra del Loto è più appropriato scegliere Myoho-renge-kyo piuttosto che Shakyamuni che ottenne l’Illuminazione nel remoto passato. Nichiren fu il primo a spiegarlo chiaramente. Senza il suo insegnamento le persone non avrebbero compreso il significato del Sutra del Loto come rivelazione dell’oggetto di culto» (MDG, pag. 313).

    Di conseguenza, per Budda si intende una persona che, sulla base della sua Illuminazione, agisce per la felicità delle persone:

    «Il Budda che si è risvegliato alla “Legge eterna” agisce eternamente per condurre le persone all’Illuminazione. È una maniera rivoluzionaria di intendere il Budda e un diverso modo di concepire la natura eterna della vita» (pag. 309).

    Il desiderio di condurre tutte le persone all’Illuminazione corrisponde al voto di Nichiren Daishonin, che portò avanti anche a costo di durissime persecuzioni.
    Il momento cruciale della sua vita fu la persecuzione di Tatsunokuchi, quando manifestò la sua vera identità di Budda di gioia illimitata, dimostrando la grandezza di un essere umano che, grazie alla sua dedizione altruistica, è diventato una sola cosa con la Legge. A seguito di questo evento il Daishonin iniziò a iscrivere il Gohonzon, stabilendo così l’oggetto di culto del suo insegnamento.

    Il reale aspetto del Gohonzon

    Il Gohonzon iscritto da Nichiren Daishonin rappresenta la vita del Budda che è un tutt’uno con la Legge eterna di Nam-myoho-renge-kyo ed è un mandala formato da caratteri scritti. Per realizzarlo Nichiren Daishonin ha fatto riferimento al Sutra del Loto, e in particolare la struttura del Gohonzon ha come modello la Cerimonia nell’aria così come descritta nel capitolo “Durata della vita del Tathagata”. La Cerimonia nell’aria è un momento solenne che nel Sutra del Loto ha avvio quando il Budda sta per rivelare la Legge eterna e la sua vera identità, che è un tutt’uno con tale Legge eterna. Durante questa cerimonia un’enorme Torre preziosa emerge dalla terra e si estende fino al cielo, e una moltitudine di Budda, bodhisattva ed esseri viventi di tutto l’universo si riuniscono per ascoltare la predicazione del Budda e fare voto di trasmetterla in futuro. Ne Il mondo del Gosho il maestro Ikeda spiega con queste parole il significato della Cerimonia nell’aria:

    «La Cerimonia nell’aria rivela simbolicamente che il Budda, gli esseri viventi e la terra sono tutte entità della Legge mistica eterna, che il Daishonin manifestò come Nam-myoho-renge-kyo. Essa pervade l’intero universo. Dapprima appare l’immagine di un’enorme Torre preziosa che si libra verso l’alto come a collegare il cielo e la terra e che rappresenta la Legge mistica eterna come “asse centrale dell’universo” (pag. 362).

    Sensei spiega ulteriormente il significato della Cerimonia nell’aria:

    «La Cerimonia nell’aria trascende il tempo e lo spazio. Non si svolge in un luogo o in un tempo particolare. Proprio per questo siamo in grado di unirci a essa in ogni momento e in ogni luogo. Pregando davanti al Gohonzon, che fu iscritto sulla base della Cerimonia nell’aria, diventiamo immediatamente una sola cosa con la vita eterna e universale e riveliamo una condizione vitale nella quale possiamo osservare l’intero universo dal punto in cui ci troviamo. Con la pratica giornaliera di Gongyo e Daimoku possiamo unirci all’eterna Cerimonia nell’aria qui e ora. Possiamo far risplendere la Torre preziosa dentro di noi in modo che illumini la nostra vita e le nostre attività quotidiane. Questa è la meraviglia del Gohonzon. Un magnifico “cosmo” di vita si apre per noi e la realtà ci appare come un mondo di creazione di valore» (pag. 376-377).

    Un oggetto di culto “interno” alla vita

    Riassumendo, Nichiren Daishonin ha stabilito come oggetto di culto la Legge eterna che corrisponde alla vita del Budda. Allo stesso tempo, un Budda non è un essere speciale ma una persona comune che è un tutt’uno con la Legge e che dedica la sua vita ad aiutare tutte le persone a manifestare la loro natura di Budda. Il Daishonin inoltre afferma: «Io, Nichiren, ho iscritto la mia vita in inchiostro di sumi, perciò credi profondamente nel Gohonzon. […] L’anima di Nichiren non è altro che Nam-myoho-renge-kyo» (RSND, 1, 365). Il Gohonzon iscritto da Nichiren Daishonin è un oggetto di culto “interno” alla vita. Il maestro Ikeda scrive a tal proposito:

    «Nam-myoho-renge-kyo, oltre a essere la Legge fondamentale dell’universo, è anche la suprema essenza della vita che chiamiamo mondo di Buddità. È il fondamento della suprema condizione vitale raggiunta dal Budda. È questo che intende il Daishonin quando afferma di “aver iscritto la sua vita”. […] Il Daishonin comprese che questa Legge suprema è Nam-myoho-renge-kyo, che egli afferma essere la sua “vita”. E rivelò che Nam-myoho-renge-kyo è l’oggetto di culto fondamentale per le persone dell’Ultimo giorno della Legge. Questo modo di intendere l’oggetto di culto fa del Buddismo del Daishonin una religione totalmente umanistica. Molte religioni della nostra epoca hanno, consciamente o inconsciamente, una visione esterna dell’oggetto di culto, che colloca l’entità suprema o la realtà fondamentale al di fuori dell’essere umano. Ma nel XXI secolo è necessario un profondo umanesimo che insegni che la vita di tutte le persone possiede in egual misura un aspetto assolutamente nobile e prezioso. Perciò il fatto che nel Buddismo di Nichiren l’oggetto di culto sia interno alla vita è di estrema importanza» (pagg. 331-332).

    Il Gohonzon esiste per creare un legame diretto con la Legge mistica

    Nichiren Daishonin ha chiarito qual è la Legge eterna dell’universo e ha iscritto il Gohonzon affinché ognuno possa creare un legame diretto con la Legge e sperimentarla nella propria vita. Perciò riveriamo il Daishonin come Budda dell’Ultimo giorno della Legge, ossia questa nostra epoca che alla luce del Buddismo durerà diecimila anni e più, per l’eternità. Il maestro Ikeda chiarisce come creare questo legame diretto con il Gohonzon:

    «Recitare Nam-myoho-renge-kyo è la più alta lode al Gohonzon rivelato da Nichiren Daishonin: significa lodare il Gohonzon che esiste nella nostra vita e il mondo di Buddità dentro di noi. Quando il mondo di Buddità viene così lodato, esso si manifesta. Il Daishonin afferma che “viene richiamata… e si manifesta”. Siamo noi che richiamiamo la nostra Buddità dall’interno; il mondo di Buddità non è qualcosa che ci viene conferito dall’esterno. È un caso di “corrispondenza sensibile” tra noi e il Gohonzon. Tutti gli dèi buddisti in tutto l’universo si muovono per rispondere alla nostra voce e agiscono per proteggere la nostra vita; tutti i Budda e i bodhisattva ne gioiscono. È questo che intende il Daishonin quando afferma: «“Gioia” si riferisce alla gioia sperimentata simultaneamente dall’intero regno del Dharma». L’universo intero trabocca di gioia» (pag. 354).

    Per concludere, il maestro Ikeda scrive:

    «Questo Gohonzon, così come la stessa cerimonia della Torre preziosa, rende possibile la manifestazione del mondo di Buddità nella vita di ogni persona. Quando noi persone dell’Ultimo giorno della Legge, utilizzando il Gohonzon come limpido specchio, crediamo che lo stesso vasto orizzonte di vita esista dentro di noi, possiamo schiudere nella nostra vita questa vasta e illimitata condizione, eliminando così alla radice ogni sofferenza e costruendo una felicità indistruttibile ed eterna» (pag. 385).

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    Il mondo del Gosho di Daisaku Ikeda, Esperia edizioni

    In questo libro il maestro Ikeda e i responsabili del Dipartimento di studio della Soka Gakkai ripercorrono la vita di Nichiren Daishonin e approfondiscono i temi fondamentali espressi nel Gosho.

    Disponibile su www.esperiashop.it e nei punti vendita Esperia

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    In questa puntata è stato approfondito il significato del Gohonzon, l’oggetto di culto stabilito da Nichiren Daishonin, facendo riferimento al capitolo “Il Gohonzon” del libro Il mondo del Gosho di Daisaku Ikeda (pagg. 307-399).

    Prossimamente verranno approfonditi i seguenti argomenti:

    • le tre condizioni indicate dal Daishonin per abbracciare l’oggetto di culto;
    • la missione dei Bodhisattva della Terra e della Soka Gakkai.

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