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Che l’Italia sia la colonna portante della fiducia e della speranza nella società - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:40

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Che l’Italia sia la colonna portante della fiducia e della speranza nella società

Continua l’approfondimento del messaggio di Daisaku Ikeda del 16 settembre 2018 dedicato alla Soka Gakkai italiana (trovate le puntate precedenti su NR, 652, 14 e NR, 657, 14).

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Continua l’approfondimento del messaggio di Daisaku Ikeda del 16 settembre 2018 dedicato alla Soka Gakkai italiana (trovate le puntate precedenti su NR, 652, 14 e NR, 657, 14).

Il terzo dei quattro punti fondamentali di cui sensei parla nel messaggio è «Che l’Italia sia la colonna portante della fiducia e della speranza nella società».
Grazie agli sforzi di tantissimi membri, la Soka Gakkai italiana ha dato vita a un grande fiume di dialoghi e di rispetto, che nel 2016 ha portato alla firma dell’Intesa con lo Stato italiano, il massimo riconoscimento per un ente religioso.
In quella occasione, il presidente Ikeda ha inviato un messaggio in cui ha chiarito nuovamente la direzione verso cui puntare con le nostre attività: «In modo particolare, per rispondere alle aspettative e alla grande fiducia accordata dalla società italiana – maturate nella forma della presente Intesa con lo Stato – come buddisti, nonché come buoni cittadini, siamo decisi a contribuire, con gioia e in maniera ancora più attiva, alla realizzazione della nostra e altrui felicità e della pace di tutto il genere umano, rafforzando la nostra preghiera per la sicurezza e lo sviluppo della società» (NR, 563, 11).
In queste pagine presentiamo un’intervista e un’esperienza, esempi di come i membri della Soka Gakkai stanno contribuendo a creare in Italia una società basata sul rispetto di ogni singola persona, mettendo in pratica quanto Daisaku Ikeda scrive ne La nuova rivoluzione umana, a conclusione del racconto della sua visita in Italia nel 1981: «Il valore autentico di un ideale, di una filosofia, di una religione si manifesta nei gesti e nel comportamento della persona che li coltiva. Il Buddismo si trova nell’atteggiamento di volersi dedicare con gioia alla felicità degli amici e della società» (NRU, vol. 30, cap. 4 “Suonate la campana che annuncia l’alba”, p.ta 37).

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Nel messaggio del 16 settembre 2018, Daisaku Ikeda scrive:
Terzo: che l’Italia sia la colonna portante della fiducia e della speranza nella società
Sono trascorsi due anni da quando l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha ottenuto l’Intesa con lo Stato. La vostra missione e responsabilità sta divenendo sempre più grande riguardo alla realizzazione della pace e alla prosperità della nazione, in quanto organizzazione che agisce insieme allo Stato italiano.
Vi esorto a sviluppare una fede sempre più forte e vigorosa, ad avanzare con coraggio mirando alla realizzazione della “propria e altrui felicità” e alla costruzione di una società migliore.
C’è un famoso passo del Gosho, tratto da una lettera indirizzata a Shijo Kingo: «Vivi in modo che tutte le persone ti lodino per la devozione al tuo signore, al Buddismo e per il tuo rispetto e attenzione nei confronti degli altri» (cfr. RSND, 1, 755).
È mio desiderio che ognuno di voi sia una persona saggia che manifesta il principio di “fede uguale vita quotidiana” nel suo luogo di lavoro, nel quartiere e nella società in cui vive, che brilli come un eroe del principio di “Buddismo significa vincere o perdere” dando prova concreta di quella creazione di valore che solo ciascuno di noi può realizzare, e che tutti voi ampliate la vostra cerchia di fiducia e amicizia.

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Università, porti di speranza e sicurezza

Abbiamo intervistato Emiliana Ricciardi che ha collaborato alla creazione della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile, un progetto presentato alle Nazioni Unite
Emiliana lavora dal 2002 all’Università Ca’ Foscari di Venezia e nel 2014 ha cominciato a praticare il Buddismo: «Fino a quel momento – racconta – ero stata insicura e molto stressata, e aspettavo sempre riconoscimenti dagli altri. Grazie alla pratica buddista ho trovato il coraggio di affrontare scelte difficili e a for convergere i miei sforzi in un percorso sempre più consapevole, che univa tutte le esperienze vissute fino a quel momento».

Di cosa si occupa la Rete Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS)?
Nel 2015 mi trovai a gestire lo sviluppo di quella che sarebbe poi stata chiamata RUS, la prima esperienza di coordinamento tra tutti gli atenei italiani impegnati sui temi dello sviluppo sostenibile. Mi è sembrata subito l’occasione giusta per contribuire attivamente alla causa di kosen-rufu.
Le finalità principali della RUS infatti sono: diffondere la cultura e le buone pratiche di sostenibilità sia all’interno che all’esterno degli atenei mettendo in comune competenze ed esperienze; promuovere gli SDGs (Obiettivi di sviluppo sostenibile) indicati dalle Nazioni Unite e contribuire al loro raggiungimento; incentivare collaborazioni tra università e città; rafforzare il valore dell’esperienza italiana a livello internazionale.
A luglio la RUS è stata riconosciuta in seno alla CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane: un obiettivo molto importante per il quale ho recitato molto Daimoku. Ringrazio di cuore le tantissime persone che lavorano nei vari atenei italiani unite dal desiderio di contribuire con idee, proposte ed energie al miglioramento del nostro paese e in generale alla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Insieme, è stato possibile vedere il moltiplicarsi di azioni nel campo ambientale e sociale, istituendo diversi gruppi di lavoro che si occupano di cambiamenti climatici, cibo, educazione, energia, mobilità, rifiuti, fino a essere presentati alle Nazioni Unite tra le iniziative più importanti promosse in Italia.

Come hai affrontato gli ostacoli che hai incontrato nel tuo percorso?
In questi anni non sono mancate le sfide e le difficoltà, ma la volontà di affrontare tutto utilizzando la potente strategia del Sutra del Loto mi ha reso una persona più forte e piena di gratitudine verso la vita.
Fondamentale è stato ed è il legame con il maestro Ikeda, coltivato soprattutto approfondendo le Proposte di pace che ogni anno invia all’ONU, nelle quali ho sempre trovato, con grande emozione, un riferimento e un sostegno al mio percorso. In particolare, la proposta del 2019 approfondisce l’argomento “Università: centri nevralgici per la promozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile”.
Sensei scrive: «Il potenziale che si trova nelle università è davvero illimitato. Le università possono diventare porti di speranza e sicurezza nella società e fornire un contributo cruciale al benessere dell’umanità nel suo complesso» (BS, 194, 32). E poi invita le università a collegarsi sempre di più in rete per questo nobile scopo.

Tanti giovani stanno cercando un modo per mettere in pratica la visione del maestro Ikeda nella società. Cosa consigli, in particolare agli studenti?
Leggendo la Proposta di pace 2019 capiamo che ognuno di noi può fare qualcosa: «Dialogare e coltivare la comprensione reciproca sono processi che non mancano mai di generare energie nuove e aprire percorsi di idee verso un futuro migliore. […] Le università rappresentano il luogo d’elezione in cui convogliare la saggezza per costruire soluzioni e individuare nuovi approcci ai problemi. I giovani, e gli studenti in particolare, sono i soggetti primari in grado di liberare il genere di energia trasformativa di cui il nostro mondo ha bisogno» (Ibidem). Ecco, consiglio ai giovani di studiare le Proposte di pace del nostro maestro con spirito di ricerca, di trovare gruppi studenteschi che si occupano degli SDGs. È possibile poi contattare non solo i referenti della RUS, ma anche quelli del network delle Università per la Pace della propria università. Sono tante le iniziative che possiamo proporre all’università: le mostre come Senzatomica, presentazioni delle Proposte di Pace o dell’Appello alla resilienza e alla speranza di Adolfo Pérez Esquivel e Daisaku Ikeda…Tutto questo con l’obiettivo di promuovere l’educazione alla cittadinanza globale, come ci incoraggia sempre sensei, e di sviluppare ognuno le proprie illimitate capacità.

Cosa sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs)?
Nel 2015 le Nazioni Unite hanno varato un piano d’azione denominato Agenda 2030 che mira a realizzare un mondo sostenibile entro il 2030. L’Agenda 2030 si articola in diciassette obiettivi, denominati Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), che riguardano molteplici aspetti della società e sono tra loro interconnessi. La realizzazione di tali obiettivi sarà possibile grazie al coinvolgimento di tutte le componenti della società globale: le nazioni, le imprese, le associazioni, le università, i singoli individui… in un movimento che unisce tutti verso il miglioramento delle condizioni del nostro pianeta, senza che nessuno venga lasciato indietro.

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