In questo saggio inedito del 2006 il maestro Ikeda riconferma che la nostra organizzazione avanzerà sempre basandosi sugli scritti di Nichiren Daishonin, il fondamento della Soka Gakkai fin dai tempi dei presidenti Makiguchi e Toda
Il sole magnifico di un nuovo millennio inizia a sorgere all’orizzonte. La luce umanistica del Buddismo di Nichiren Daishonin si è diffusa in centoquarantotto (oggi centonovantadue, n.d.r.) paesi e territori, e la pace duratura che deriva dall’ampia propagazione della Legge mistica sta iniziando a manifestarsi attraverso l’oscurità e la confusione.
Le stelle della speranza brillano nel cielo, mentre si avvicina l’alba dell’era Soka.
Il soffio vitale della Legge mistica, con la sua melodia di eterna armonia, infonderà freschezza in ogni cosa e darà vita a un nuovo mondo di creatività. Quanto è meraviglioso ed emozionante tutto questo!
Inoltre, nell’ampia e profonda prospettiva del Buddismo, mille anni non sono poi un periodo così lungo. Nichiren Daishonin scrive: «Se la compassione di Nichiren è veramente grande e onnicomprensiva, Nam-myoho-renge-kyo si diffonderà per diecimila anni e più, per tutta l’eternità, perché ha il benefico potere di aprire gli occhi ciechi di ogni essere vivente del Giappone e sbarrare la strada che conduce all’inferno di incessante sofferenza» (RSND, 1, 658).
Che cadano fulmini o ruggiscano i tuoni, il movimento della SGI non si farà minimamente scoraggiare! Il nostro è un viaggio epocale per realizzare pace e felicità durature, mentre avanziamo con gioia e allegria. Poiché ci troviamo alle soglie di un nuovo secolo, vorrei riconfermare le basi della nostra organizzazione.
La Soka Gakkai avanzerà sempre in completo accordo con il Sutra del Loto e con il Gosho, gli scritti di Nichiren Daishonin.
Praticare in accordo con gli insegnamenti del Budda, come indicato dal Daishonin, è il fondamento immutabile della Soka Gakkai fin dai tempi del primo e del secondo presidente, Makiguchi e Toda.
Proprio per questo sono apparsi i tre potenti nemici e i tre ostacoli e i quattro demoni, come avverte il Sutra del Loto. Per questo, inoltre, siamo stati in grado di fermare il piano per distruggere la Soka Gakkai ordito dai preti della Nichiren Shoshu, che non sono migliori «di animali che indossano l’abito del monaco» (cfr. RSND, 1, 674). Come prova del suo impegno nel portare avanti il mandato del Budda, la SGI gode oggi di infinita buona fortuna.
Il Daishonin sottolinea l’importanza di fede, pratica e studio. Senza lo studio, senza una profonda comprensione del Buddismo di Nichiren Daishonin, di fronte alle difficoltà è facile lasciarsi sviare dalle circostanze o dalle emozioni, e vacillare nella fede.
È quanto si verificò durante la Seconda guerra mondiale, quando la maggior parte dei responsabili della Soka Gakkai abbandonarono la fede, piegati dalle pressioni delle autorità militari, proprio perché non avevano stabilito solide basi nello studio del Buddismo.
Quando il presidente Makiguchi fu rinchiuso nel carcere di Tokyo, a Sugamo, la prima cosa che chiese alla sua famiglia fu di portargli una copia del Gosho. Voleva una copia senza appunti o sottolineature per leggere con occhi nuovi gli scritti del Daishonin. Questa è un’espressione del suo profondo impegno. Nelle lettere dal carcere Makiguchi spiegò più volte che il suo arresto costituiva una persecuzione dovuta al suo impegno per sostenere la Legge mistica, «come confermano il Gosho e il Sutra del Loto». Un mese prima di morire, nella sua ultima lettera, osservò che più di mille membri della Soka Kyoiku Gakkai (antesignana della Soka Gakkai) avevano mostrato la prova concreta della fede sotto forma di benefici, e dichiarò: «Per questo motivo, è naturale che i tre ostacoli e i quattro demoni facciano a gara per attaccarci; è proprio come afferma il Sutra del Loto». Questa era la convinzione del nobile fondatore della Soka Gakkai.
Josei Toda, successore di Makiguchi, si risvegliò alla propria missione di Bodhisattva della Terra mentre si trovava in prigione, e si alzò per dare inizio all’ampia propagazione della Legge mistica facendo del Sutra del Loto e del Gosho il proprio fondamento.
Prima di diventare il secondo presidente della Soka Gakkai, sin dai tempi in cui i suoi affari versavano in gravi difficoltà, Toda si impegnò con tutto se stesso per trasmettermi il Gosho, senza preoccuparsi della sua salute.
Sfogliando il mio diario di quel periodo, vedo che mi diede lezioni su Gli insegnamenti orali e su vari Gosho, tra cui: La tradizione orale che riguarda l’Illuminazione delle piante, Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, L’oggetto di culto per l’osservazione della mente, L’eredità della Legge fondamentale della vita, Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, Il vero aspetto di tutti i fenomeni, Sul ricevimento delle Tre grandi Leggi segrete, La dichiarazione unanime dei Budda delle tre esistenze, Sulla profezia del Budda e Sul rimproverare Hachiman.
L’abitazione di Toda e la prima sede centrale della Soka Gakkai, nella zona di Nishi-Kanda, erano le principali “aule” dove si tenevano le sue lezioni di Gosho, ma quando eravamo in viaggio il treno stesso finiva per svolgere quella funzione.
Il mio maestro mi diede lezioni anche su Le centosei comparazioni.
Una volta, mentre eravamo sdraiati per riposare, all’improvviso disse: «Perfetto, cominciamo!», e iniziò a spiegarmi il Gosho proprio lì, in quel momento. Tuttavia, non appena mi vedeva solo un po’ meno attento, subito mi riprendeva:
«Basta così, non sono una macchina!».
In ogni aspetto Toda mi trasmetteva l’essenza del Buddismo del Daishonin, da maestro a discepolo, da vita a vita, con intensa passione, serietà e impegno. Sono così grato di aver avuto un tale maestro!
In quel periodo stavo affrontando da solo grandi sfide per sostenere e proteggere il mio maestro, e tuttavia ogni sera mi sforzavo di aprire il Gosho e studiare, nonostante la stanchezza del corpo e della mente. Un giorno fui incoraggiato da questo passo:
«Il re demone del sesto cielo ha mobilitato i suoi dieci eserciti e, nel mare delle sofferenze di nascita e morte, è in guerra con il devoto del Sutra del Loto per impedirgli di prendere possesso di questa terra impura. […] Sono più di vent’anni ormai che mi trovo in questa situazione e ho dato inizio alla grande battaglia e, nemmeno una volta, ho pensato di ritirarmi» (RSND, 2, 438).
Un’altra volta incisi nel mio cuore la seguente frase: «Ognuno di voi deve esser certo nel profondo del cuore che sacrificare la vita per il Sutra del Loto è come scambiare sassi con oro o immondizia con riso» (RSND, 1, 679). Più difficili erano i momenti che affrontavo, più sinceramente cercavo le parole del Daishonin. E ogni volta che lo facevo, trovavo nuovo coraggio. Un sole inesauribile, rompendo l’oscurità, sorgeva nel mio cuore.
Durante la campagna di Osaka ho lottato in prima linea sempre basandomi sul Gosho. I miei compagni di fede di Osaka lo sanno bene. Il Daishonin ci esorta: «Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra» (RSND, 1, 889).
Questa è la chiave per la vittoria che non dobbiamo mai dimenticare. Il Buddismo riguarda la vittoria.
L’umanità sta fortemente cercando una fonte di luce per rischiarare il prossimo millennio. Il Buddismo è il sole di speranza che salverà l’umanità, il faro spirituale che guiderà ogni persona, così che possa affrontare e vincere le tumultuose onde della vita.
Il Gosho risplende di questa grande luce di saggezza e compassione. È l’inesauribile sorgente del coraggio necessario per vivere le nostre vite, una spada per confutare l’erroneo e rivelare il vero nella strenua lotta con le forze del male. Finché avanziamo tenendo saldamente il Gosho nel nostro cuore, davanti a noi si aprirà la strada dei campioni sempre vittoriosi, che prosegue per i mille anni e più dell’Ultimo giorno della Legge. Ora siamo entrati in una nuova era, e coloro che continuano ad affermare la correttezza e la validità del Buddismo, dialogando con passione e convinzione giovanile, vinceranno. Quando la Soka Gakkai pubblicò il Gosho Zenshu (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin), nel 1952, il presidente Toda compose una poesia:
Se ti basi sul Gosho
che trabocca del potere del Budda,
la forza di superare qualsiasi ostacolo nascerà dentro di te.
I responsabili che si impegnano con sincerità per realizzare kosen-rufu leggono il Gosho ogni giorno, anche una sola riga o un solo paragrafo, e lo mettono in pratica nella loro vita.
Spero inoltre che i giovani, in particolare, approfondiscano il Gosho mentre si dedicano a realizzare i loro obiettivi. Ho notato che coloro che non lo fanno tendono a diventare superficiali e frivoli. Lo studio è l’essenza della SGI perché se non ci “armiamo” di compassione e della comprensione dei princìpi del Buddismo, non potremo realizzare kosen-rufu.
Miei cari, coraggiosi compagni di fede! Facciamo del nostro meglio! Avanziamo con entusiasmo ed energia lungo la strada che porta al ventunesimo secolo.
(Seikyo Shimbun, 6 gennaio 2006)