Dal Gosho
Il conseguimento della Buddità in questa esistenza
“Quando una persona è illusa è chiamata essere comune, quando è illuminata è chiamata Budda. È come uno specchio appannato che brillerà come un gioiello se viene lucidato.
Una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità innata è come uno specchio appannato che, però, una volta lucidato, sicuramente diverrà limpido e rifletterà la natura essenziale dei fenomeni e il vero aspetto della realtà. Risveglia in te una profonda fede e lucida con cura il tuo specchio notte e giorno.
Come dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-renge-kyo.” (RSND, 1, 4)
Incoraggiamento di Daisaku Ikeda
Continuare con perseveranza
Cosa faremo nei momenti cruciali? È proprio in quei momenti che si manifesta il risultato dei nostri sforzi quotidiani nella pratica della fede.
Una persona che è sempre pigra e negligente non può tirar fuori all’improvviso una forte fede quando sarebbe necessario farlo. La stessa cosa vale per le arti marziali come il judo o il kendo: una persona che si esercita poco e perde sempre nei combattimenti di allenamento, non può tutto a un tratto diventare un campione in un vero incontro. È per questo che la nostra pratica buddista quotidiana è così importante. È necessario portare avanti una fede che scorra come l’acqua, continuando con perseveranza e determinazione.
Dobbiamo purificare e fortificare la nostra vita e coltivare una convinzione assoluta nella fede.
Se riusciamo a farlo, nel momento cruciale saremo in grado di far emergere una forza enorme. (NRU, 14, 188)
Le basi del Buddismo
Pubblichiamo alcuni princìpi fondamentali, strumenti utili per lo zadankai
Cosa significa avere fede?
Fede significa “credere e accettare”, cioè credere negli insegnamenti del Budda e accettarli. Questa fede è la base per il conseguimento dello stato vitale di Buddità.
Solo attraverso la fede possiamo conseguire la saggezza e lo stato vitale del Budda.
Quando crediamo nell’insegnamento del Budda e lo accettiamo, possiamo comprendere la correttezza della filosofia buddista della vita.
Nichiren Daishonin iscrisse Nam-myoho-renge-kyo, la Legge fondamentale dell’universo alla quale si era risvegliato, in forma di Gohonzon. In altre parole, nel Gohonzon egli rivelò il suo stato vitale di Buddità per il bene di tutte le persone dell’Ultimo giorno della Legge.
Perciò la cosa più importante è avere fede nel Gohonzon e recitare Nam-myoho-rengekyo. Così possiamo attingere al potere della Legge mistica che esiste nella nostra vita e radicare saldamente lo stato vitale di Buddità dentro di noi.
Credere nella propria e altrui Buddità
Lo stato vitale di Buddità è originariamente inerente al nostro essere, però è difficile manifestarlo nella vita quotidiana. Per questa ragione il Daishonin iscrisse il Gohonzon, con il quale tutte le persone possono far emergere dentro di loro lo stato vitale di Buddità.
Il Sutra del Loto rivela che tutte le persone sono intrinsecamente Budda: noi esseri umani possiamo credere in questo insegnamento proprio perché la nostra vita contiene lo stato di Buddità, che si consegue attraverso la fede nella Legge mistica e si può descrivere in termini moderni come una condizione di felicità assoluta che niente può distruggere.
“Fede uguale vita quotidiana”
Nel Buddismo del Daishonin la fede e la vita quotidiana non sono separate.
Il Daishonin scrive a Shijo Kingo: «Considera il servizio al tuo signore come la pratica del Sutra del Loto» (RSND, 1, 804).
Il “servizio al tuo signore” in termini attuali è equiparabile a qualsiasi responsabilità negli affari, nel lavoro e nella società in generale.
Questo passo insegna che la vita quotidiana è il luogo della pratica buddista. È il contesto in cui dimostriamo come si vive basandosi sulla fede.
Il nostro comportamento non è altro che un’espressione della nostra vita interiore. E la fede è il potere che ci permette di trasformare la nostra vita al livello più profondo.
Nel corso della vita ci imbattiamo in tante difficoltà, ma se continuiamo a sforzarci di affrontarle basandoci sulla recitazione del Daimoku con fede nel Gohonzon, quelle stesse difficoltà diventano il motore che fa emergere la nostra natura di Budda.
La realtà quotidiana con le sue difficoltà diventa così il palcoscenico della trasformazione dell’essenza della nostra vita. Inoltre, quando l’energia e lo stato vitale che coltiviamo attraverso la pratica buddista diventano la base della nostra esistenza, anche le circostanze iniziano naturalmente a cambiare in meglio.
Se paragoniamo la fede alle radici di un albero, la nostra vita quotidiana è costituita dal tronco e dai rami che producono fiori e frutti.
Una vita che non ha come fondamento la fede sarà come una pianta priva di radici che si fa facilmente trasportare da ciò che accade nell’ambiente. Il Buddismo del Daishonin ci insegna che più profonde sono le radici della fede, più stabile e sicura è la nostra vita personale.
La fede e il modo in cui viviamo sono inseparabili.
Il principio di “fede uguale vita quotidiana” spiega che la nostra vita è un’espressione della nostra fede e che un praticante del Buddismo del Daishonin dovrebbe sforzarsi di godere della fiducia delle persone nella società e vincere in ogni aspetto della sua vita. (cfr. NR, 592, 594, 631)