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Che l’Italia sia unita in itai doshin per l’eternità - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:40

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Che l’Italia sia unita in itai doshin per l’eternità

Dal numero del 1 giugno (NR, 652, 14), stiamo pubblicando una serie dedicata alle quattro linee guida che il maestro Ikeda ha indicato a noi italiani nel messaggio del 16 settembre 2018 (vedi NR, 636, 6).

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Dal numero del 1 giugno (NR, 652, 14), stiamo pubblicando una serie dedicata alle quattro linee guida che il maestro Ikeda ha indicato a noi italiani nel messaggio del 16 settembre 2018 (vedi NR, 636, 6).
«Oggi, poiché state aprendo un nuovo capitolo della storia di kosen-rufu in Italia, desidero riconfermare i punti fondamentali del nostro movimento», scrive sensei nel messaggio.

Come ricorderete, i punti fondamentali sono:

    • continuare a far tesoro per tutta la vita di ogni singola persona;
    • che l’Italia sia unita in itai doshin per l’eternità;
    • che l’Italia sia la colonna portante della fiducia e della speranza nella società;
    • che l’Italia sia sempre colma della forza e della freschezza dei giovani.

«Che l’Italia sia unita in itai doshin per l’eternità»: una guida chiara che risuona come un vero e proprio appello da parte del maestro.
Perché l’unità di itai doshin è la condizione sine qua non per realizzare kosen-rufu.
Tuttavia non è facile. Per creare unità è necessario «uno spirito di ricerca puro e sempre rinnovato», scrive sensei, e una lotta costante per sconfiggere «il demone del proprio ego». Solo basandoci sul Gohonzon e partendo sempre dalla fede è possibile andare avanti uniti. E solo unendo i nostri cuori e manifestando tutto il nostro potenziale potremo assicurare la trasmissione della linfa vitale della fede alle future generazioni.

Nel messaggio del 16 settembre 2018, Daisaku Ikeda scrive: «Secondo: che l’Italia sia unita in itai doshin per l’eternità.»
Perché la SGI è riuscita a sviluppare la sua rete di Bodhisattva della Terra in 192 paesi e territori del mondo? Perché ha promosso il movimento di kosen-rufu con l’unità della fede basata su itai doshin, proprio come scrive il Daishonin: «Quando fra le persone prevale lo spirito di itai doshin, esse realizzeranno tutti i loro scopi» (RSND, 1, 550).
Itai significa mettere in luce l’individualità di ciascuno. Doshin significa unire i cuori basandosi sulla fede e portare avanti kosen-rufu in questo modo.
Per far ciò è necessario uno spirito di ricerca puro e sempre rinnovato, in modo da mantenersi dentro il flusso della corrente fondamentale Soka. In questo modo riuscirete a espandere in modo considerevole la vostra condizione vitale.
Per favore, nella vostra terra del Rinascimento continuate a far fiorire giardini di kosen-rufu ricchi di meravigliosi benefici grazie ai buoni rapporti tra voi, all’aiuto reciproco e alla splendida armonia nella diversità, proprio come “il ciliegio, il prugno, il pesco e il susino selvatico”.

Creare unità significa lottare contro il demone del proprio ego
NRU, vol. 30, cap. 1 “La grande montagna”, p.ta 4
In questo passo il presidente Ikeda parla dell’impegno necessario per creare l’unità di itai doshin, che è la prova della rivoluzione umana di ciascuno.
Con voce piena di convinzione, Shin’ichi disse: «Noi viviamo nel mondo della fede. Per questo, basandoci sul Gohonzon e partendo sempre dalla fede, dobbiamo andare avanti uniti. Se, al contrario, l’emotività dovesse prevalere, scoppierebbero dispute e offese. In questo caso ciascuno si troverebbe in balìa del demone del proprio ego, deviando dal cammino del Buddismo.
Creare unità significa lottare contro il demone del proprio ego.
Realizzare il principio di “diversi corpi, stessa mente”, dove ciascuno ha il controllo su se stesso, è la prova di una rivoluzione umana compiuta che ha sconfitto questo demone. Come leader vi prego di amare tutti i vostri compagni con un grande cuore, e di avere cura della società.
Kosen-rufu non è altro che l’immagine di tutti voi che, vivendo fino in fondo i princìpi del Buddismo, la suprema Legge, diverrete il pilastro dello spirito, della fiducia e della coscienza del vostro paese.

La linea guida fondamentale per tutti i discepoli del Daishonin

NRU, vol. 30, cap. 2, “Aspettando il momento giusto”, p.ta 32

Rivolgendosi ai giovani, il maestro Ikeda  dà una guida di fondamentale importanza per la realizzazione di kosen-rufu, basata sul Gosho L’eredità della Legge fondamentale della vita.
In esso Nichiren  Daishonin  approfondisce il significato dell’unità di itai doshin.
Ne riportiamo un estratto.
Oggi vorrei precisare qual è il principio fondamentale da tener presente per il vostro futuro e per la realizzazione di kosen-rufu: è l’indistruttibile e incrollabile unità di “diversi corpi, stessa mente”.
Nichiren Daishonin dichiara: «In generale, che i discepoli di Nichiren, preti e laici, recitino Nam-myoho-renge-kyo con lo spirito di “diversi corpi, stessa mente”, senza alcuna distinzione fra loro, uniti come i pesci e l’acqua, questo si chiama eredità della Legge fondamentale della vita. In ciò consiste il vero scopo della propagazione di Nichiren. Se è così, anche il grande desiderio di un’ampia propagazione potrà realizzarsi» (RSND, 1, 190).
Qui è riportata la linea guida fondamentale che tutti “i discepoli di Nichiren, preti e laici”, ovvero tutti noi che viviamo dedicandoci alla causa di kosen-rufu, dovremmo adottare. Innanzitutto, con le parole “senza alcuna distinzione fra loro”, il Daishonin ci esorta ad abbandonare ogni discriminazione o separazione tra noi e gli altri, tra questo e quello. Tra le persone si riscontrano vari tipi di differenze derivanti dalla nazionalità, l’etnia, la cultura, le consuetudini, oppure dallo status sociale, l’età, il luogo di provenienza, o ancora dal modo di vedere o sentire le cose.
Il punto d’origine al quale bisogna sempre tornare è proprio l’atteggiamento di non lasciarsi condizionare da alcuna differenza, è la consapevolezza che siamo tutti, allo stesso modo, compagni di fede e Bodhisattva della Terra.
Dovremmo inoltre tutti prendere coscienza dello stretto, indissolubile legame che ci unisce come compagni di fede, esemplificato dall’espressione“uniti come i pesci e l’acqua”, e di conseguenza rispettarci e proteggerci l’un l’altro.
Pensare quindi che, siccome non ci piace un tal responsabile, non ci va di far parte dell’organizzazione o di fare attività, significa contraddire le auree parole del Daishonin.
Questo modo di pensare è la dimostrazione che ci stiamo lasciando sconfiggere dal nostro ego.
Non è assolutamente un caso se ci troviamo, in questo momento, a impegnarci insieme nella pratica del Buddismo del Daishonin.
Siamo infatti nati nell’Ultimo giorno della Legge per adempiere al voto formulato insieme, uniti da un profondo legame sin dal tempo senza inizio.
Quando i compagni di fede svilupperanno la consapevolezza reciproca di essere ciò che sono oggi in virtù di tale relazione, potranno creare dei saldi legami tra loro e faranno emergere un’immensa forza che li spingerà ad avanzare ulteriormente verso la realizzazione di kosen-rufu».

Seguire sempre il flusso principale della Soka Gakkai

NRU, vol. 30, cap. 4 “Suonate la campana che annuncia l’alba”, p.ta 54

In questa guida il presidente Ikeda afferma:
«È fondamentale che i responsabili non cerchino di attirare i membri verso di sé, ma li guidino mettendoli in grado di percorrere la via principale di maestro e discepolo».
I compagni di fede, unendosi nel cuore, devono impegnarsi per far accelerare la corrente di kosen-rufu e rendere eterno questo corso. La relazione tra maestro e discepolo della Soka costituisce il motore che alimenta kosen-rufu.
È fondamentale che i responsabili non cerchino di attirare i membri verso di sé, ma li guidino mettendoli in grado di percorrere la via principale di maestro e discepolo.
Per riuscire a far questo i responsabili stessi, animati da un rinnovato spirito di ricerca, devono seguire il flusso principale della Soka Gakkai.
Gli atteggiamenti egocentrici sono come le pozzanghere che si formano a lato del limpido corso del fiume, dove l’acqua diventa torbida e finisce per prosciugarsi.
In questo modo non sarà possibile condurre i membri verso il grande mare aperto della felicità e della pace.
Non bisogna mai dimenticare che se i nostri “ingranaggi”non combaciano con l’asse principale del movimento di kosen-rufu, non saranno più in grado di girare e, anche se ci riuscissero, girerebbero a vuoto.
La cosa importante, quindi, è cercare di seguire sempre il flusso principale della Soka Gakkai, sforzandoci di far combaciare i nostri “ingranaggi”e di costruire un’intesa perfetta.
Questo dev’essere lo spirito di un responsabile che avanza verso la realizzazione di kosen-rufu nel mondo. La Soka Gakkai è entrata in un’epoca in cui si appresta a compiere un grande balzo avanti come religione mondiale. Il requisito più importante affinché ciò avvenga è alzarsi coltivando la fede per realizzare kosen-rufu e costruire un’unità di itai doshin che non vacilli mai.

Per approfondire

Indichiamo altri riferimenti del volume 30 de La nuova rivoluzione umana in cui il maestro Ikeda approfondisce l’importanza dell’unità di Itai doshin

  • Vivere fino in fondo per kosen-rufu – Cap. 1 “La grande montagna”, p.ta 52
  • Le condizioni necessarie per l’eterno manifestarsi del “Budda Soka Gakkai” – Cap. 1 “La grande montagna”, p.te 55-56
  • L’atteggiamento dei responsabili per creare unità – Cap. 2 “Aspettando il momento giusto”, p.ta 22
  • Una guida per fare attività insieme – Cap. 2 “Aspettando il momento giusto”, p.ta 31
  • “Uniti come i pesci e l’acqua”, prosegue la guida da 17 – Cap. 2 “Aspettando il momento giusto”, p.te 33-34
  • Ognuno ha un ruolo unico per kosen-rufu – Cap. 4 “Suonate la campana che annuncia l’alba”, p.ta 51
  • Unirsi mettendo al centro il presidente della Soka Gakkai – Cap. 5 “Grida di vittoria”, p.te 51-52

 

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