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Ogni giorno il più bello della mia vita - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:40

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Ogni giorno il più bello della mia vita

Giuseppe Bisogno, Teramo

Capii che se cambia lo stato vitale, cambia tutta la realtà.
Compresi di essere l’unico responsabile della mia vita e delle mie azioni.

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Capii che se cambia lo stato vitale, cambia tutta la realtà. Compresi di essere l’unico responsabile della mia vita e delle mie azioni.

Il mio matrimonio andava avanti tra litigi e tensioni, avevo avviato un’attività teatrale che mi dava pochi stimoli, ero rassegnato e senza aspettative verso la vita. Poi è arrivata la crisi economica e, nel 2009, il terremoto che colpì l’Abruzzo danneggiò seriamente la struttura dove lavoravo. Inoltre, i fondi regionali che fino ad allora mi avevano consentito di andare avanti, furono bloccati “fino a data da destinarsi”. In poco tempo la mia associazione si trovò seriamente indebitata. Mia moglie chiese la separazione e mi ritrovai solo ad affrontare problemi che mi sembravano irrisolvibili.
Vivevo da separato in casa, nell’angoscia e nella paura. La mia vita si rimpiccioliva sempre di più, ero convinto che non sarei mai più stato in grado di sostenermi economicamente e non sapevo proprio cosa fare.
Poi incontrai Rossella che mi parlò del Buddismo. Cominciai a frequentare le riunioni con scetticismo, ma quando mi dissero di pormi un obiettivo e di praticare per raggiungerlo decisi di provare.
Recitavo Nam-myoho-renge-kyo con regolarità e pian piano la situazione si chiarì: dovevo ripartire da me. Per prima cosa decisi di ricevere il Gohonzon. Ero pronto per affrontare le “montagne insormontabili”: dire alla mia ex moglie e ai miei figli che andavo via di casa, cercare un appartamento e sopravvivere con le mie forze.
Decisi che la nuova casa sarebbe stata spaziosa abbastanza da accogliere me e i miei figli, doveva avere un grande terrazzo e costare molto poco. Dopo un mese trovai proprio la casa che desideravo e così, incoraggiato da questo risultato, continuai a frequentare le riunioni buddiste.
Il Gosho L’inverno si trasforma sempre in primavera mi colpì particolarmente, mi risuonava dentro e nutriva un sentimento che avevo di-menticato: la speranza.
Iniziai a pensare che c’era una via d’uscita, anche se non riuscivo a immaginare quale. Decisi di recitare più Daimoku e con maggiore impegno, desideravo vivere una vita in cui non ci fosse più la paura.
Un giorno in cui andai per l’ennesima volta in banca per parlare della mia situazione economica, ebbi un dialogo profondo con l’impiegato che normalmente mi trattava con sufficienza. Questo semplice cambiamento mi colpì profondamente. Nichiren Daishonin scrive:
«Non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente» (RSND,1,4).
Capii che se cambia lo stato vitale, cambia tutta la realtà. Compresi di essere l’unico responsabile della mia vita e delle mie azioni.
Decisi di risolvere completamente i miei debiti, che a causa degli interessi erano quasi raddoppiati. Nonostante la paura e la rabbia, continuavo a recitare Daimoku: proposi alla banca di restituire solo quello che mi avevano prestato. La trattativa fu estenuante, la banca mi propose uno sconto. Avevo solo due giorni per accettare, poi il debito sarebbe tornato alla cifra iniziale. Mi affidai completamente al Gohonzon per mantenere la mia decisione. Alla fine la banca accettò la mia proposta iniziale. Fu una grande vittoria! Avevo diverso tempo per mettere insieme i soldi, improvvisamente però la banca comunicò che avrei dovuto pagare tutto in pochi mesi. Ero di nuovo davanti a un baratro, ma ancora una volta recitai Daimoku con forza e decisi che avrei vinto. Mi risuonavano in mente le parole del Gosho: «Il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni: se viaggi per undici giorni e ti fermi quando ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale?» (RSND, 1, 911).
E così, quindici minuti prima della scadenza mi arrivò un pagamento che mi permise di saldare il mio debito.
Incoraggiato da questo risultato, davanti al Gohonzon determinai che non volevo più avere debiti né essere precario nel lavoro: volevo lavorare con un grande regista internazionale, volevo partecipare a un film che andasse a un grande festival e volevo guadagnare il quadruplo. Pregai credendo fortemente nel potere del Gohonzon.
Qualche tempo dopo mi chiamò un grande regista internazionale che mi chiese di affiancarlo per la realizzazione di un film su Michelangelo che avrebbe presentato al Festival di Venezia. E il compenso era proprio quello che desideravo!
Poi un giorno l’attore protagonista del film mi confidò una sua grande sofferenza, aveva bisogno di un incoraggiamento, ma io non riuscivo proprio a trovare le parole che potessero dargli speranza.
Fu lì che capii che fare Daimoku non è solo un mezzo per realizzare i propri desideri, ma è la fonte principale della saggezza e della compassione. Quel giorno ritornai davanti al Gohonzon determinando che avrei approfondito lo studio e il mio legame con Ikeda attraverso i suoi scritti e le sue guide, e lo scelsi nel mio cuore come maestro.
Così parlai del Buddismo all’attore protagonista, lo portai a zadankai e tra noi si è creato un forte legame che dura ancora oggi.
Oggi ho realizzato tutte le cose che pensavo fossero “irraggiungibili”: lavoro con registi che reputo i migliori sia in campo teatrale che cinematografico. Continuo a collaborare con il regista con cui ho partecipato al Festival di Venezia, ogni volta che lavora in Italia io sono al suo fianco e mi ha proposto di lavorare insieme a un progetto nel suo paese.
Anche la mia vita privata si è rivoluzionata: ad agosto del 2018 è nato Sachio Mattia e a gennaio di quest’anno io e Rossella, colei che mi aveva parlato del Buddismo, ci siamo sposati. Creare una famiglia armoniosa e felice è parte del nostro contributo per realizzare quello che ci chiede il maestro Ikeda.
Seguendo il suo esempio, desidero vivere ogni giorno come se fosse un anno, facendone il più bello della mia vita.

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