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Non sarà facile, ma il disarmo è possibile - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 03:14

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Non sarà facile, ma il disarmo è possibile

L’unico modo di garantire la pace mondiale e di prevenire la diffusione delle armi nucleari è abolirle

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L’unico modo di garantire la pace mondiale e di prevenire la diffusione delle armi nucleari è abolirle

Il 10 e 11 novembre si è tenuto a Roma, in Vaticano, un Convegno internazionale dal titolo Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale.

La Soka Gakkai Internazionale è una delle tredici organizzazioni che sono state coinvolte nella conferenza organizzata dal nuovo Dicastero per la Promozione per il Servizio dello sviluppo Umano Integrale.
Il 10 novembre i partecipanti alla conferenza sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco che nel suo discorso ha parlato di “logica della paura” creata dalle armi nucleari: «Le armi di distruzione di massa – ha affermato – in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi a un’etica di solidarietà».
Il vice presidente della SGI Hiromasa Ikeda, di cui riportiamo l’intervento integrale (pag. 24), si è unito agli altri partecipanti nel sottolineare il problema etico di liberare il mondo dalle armi nucleari: «Le armi nucleari sono pericolose da una prospettiva di sicurezza, e totalmente errate da una prospettiva etica e morale. Ciò le rende inaccettabili, qualunque sia il detentore. Oggi che i rischi geopolitici del conflitto nucleare sono arrivati a livelli senza precedenti, è fondamentale che questa consapevolezza sia condivisa ampiamente da tutte le persone».
Ha inoltre sottolineato che il punto di vista educativo della SGI è rivolto alla creazione di continue opportunità di dialogo: «L’educazione può e deve giocare un ruolo a questo riguardo. Ed è per questa ragione che l’educazione, che fornisce continue opportunità di consapevolezza, è un aspetto costante nelle nostre attività».
Beatrice Fihn, direttore esecutivo della Campagna Internazionale per l’abolizione delle armi Nucleari (ICAN) e premio Nobel per la Pace 2017, dopo avere ringraziato le persone di fede per i loro sforzi che hanno reso possibile la realizzazione dello storico Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, siglato a luglio di quest’anno presso l’ONU, ha dichiarato che «Questo trattato non è l’ultimo passo del nostro viaggio, ma l’inizio della fine delle armi nucleari».
Sua Eminenza il Cardinale Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero per la promozione per il servizio dello sviluppo umano integrale ha concluso i lavori chiedendo un dialogo e un’azione costanti: «Tutto è connesso e tutti siamo connessi. Insieme possiamo liberare il mondo dalle armi nucleari, investire nello sviluppo umano integrale e costruire la pace».

Alla conferenza sono intervenuti anche i Premi Nobel per la Pace Muhammad El Baradei, Jody Williams, Muhammad Yunus, Mairead Maguire e Adolfo Perez Esquivel. Erano presenti inoltre l’Alto Rappresentante delle Nazioni Unite, il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Sig.ra Masako Wada, vittima della bomba atomica di Nagasaki, oltre a numerosi studenti e rappresentanti della società civile e del mondo religioso, scientifico, accademico.

Al termine del Convegno, all’interno della stessa Sala Nervi in Vaticano è stata inaugurata la versione compact in inglese della mostra Senzatomica, creata dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Per raccontarvi i diversi momenti di quella che rimarrà una tappa storica nella “corsa al disarmo”, pubblichiamo oltre al discorso tenuto dal Papa durante l’Udienza del 10 novembre, l’intervento di Hiromasa Ikeda in rappresentanza della SGI, e l’esperienza di Masako Wada, hibakusha sopravvissuta alla bomba atomica di Nagasaki.
Nelle pagine successive riportiamo inoltre una sintesi degli interventi dei Nobel per la Pace Jodie Williams e Beatrice Fihn durante l’incontro che si è svolto in Campidoglio (9 novembre) con il titolo Venti anni di Premi Nobel per la Pace.

Apriamo queste pagine con una frase dalla Proposta di pace del presidente Ikeda del 2017.
«Oltre alle armi nucleari, il mondo attuale ha di fronte numerose altre gravi minacce fra cui il susseguirsi pressoché infinito di conflitti armati e le sofferenze della popolazione rifugiata, in rapida crescita. Tuttavia io non sono pessimista riguardo al futuro dell’umanità, perché ho fede nei giovani del mondo, ognuno dei quali incarna la speranza e la possibilità di un futuro migliore» (BS, 182, 5 ).

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