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Il coraggio di maestro e discepolo - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:57

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Il coraggio di maestro e discepolo

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Portatori di dialogo
Lorenzo Console

Nel Buddismo si attribuisce grande importanza al dialogo. Sensei è un maestro di dialogo. Per sapere dialogare è necessario avere uno stato vitale alto. Recentemente ho fatto un’esperienza legata al dialogo. Un mio caro amico aveva alzato un muro verso di me e io ho fatto subito Daimoku. Da questo punto di vista è stato una causa estremamente positiva perché mi ha spronato ad andare davanti al Gohonzon. Ogni volta che ci sentiamo persi e non sappiamo come fare, andiamo davanti al Gohonzon e cerchiamo le parole di sensei. Leggiamo il Diario giovanile e La nuova rivoluzione umana. Basandomi sugli incoraggiamenti del presidente Ikeda sono riuscito a fare pace con il mio amico. Il dialogo ha migliorato il nostro rapporto.
Qualche giorno dopo altri due nostri amici hanno iniziato a litigare. Ho cercato l’incoraggiamento del presidente Ikeda e ho sentito che ognuno è un Budda e, in quanto Bodhisattva della Terra, dobbiamo risvegliare le altre persone. Ho capito quanto fosse importante che comunicassero tra loro. Non volevo stare in un ambiente in cui le persone litigano. Mi sono impegnato io per primo per essere portatore di dialogo e ho parlato con entrambi. Recitando Daimoku ho creduto fermamente nella loro Buddità e alla fine si sono riappacificati. Com’è scritto nel Gosho Lettera a Renjo: «è attraverso l’uso di parole dette e scritte che il Budda salva gli esseri viventi» (RSND, 2, 7).

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Impegnarsi per la pace
Paloma Messina

Quest’anno mi sono trovata a rivivere il tema della pace molto da vicino. Infatti ho un amico di Gaza, in Palestina. È in corso una guerra da tanti anni e lui ha sempre vissuto lì, senza mai poter uscire.
Ha condiviso con me la sua realtà inviandomi foto e video. Cosa potevo fare rispetto a questa situazione? Per fortuna sensei ha una risposta a tutto: «Interrogarsi sul significato della pace con sincerità e onestà è già un inizio. Anche se ora non sapete cosa fare, continuare a domandarvi come realizzarla produrrà ondate di pace. […] La pace può essere creata solo dalle persone. Il modo più sicuro ed efficace per realizzarla è che ognuno di noi si impegni per la pace» (Il mondo vi attende, IBISG, 103).
Improvvisamente ho saputo che il mio amico aveva deciso di scappare e imbarcarsi nel Mediterraneo come profugo. In quel momento ho realizzato che tutte le notizie che ci arrivano e che sembrano distanti in realtà sono vere e vicine. Non sapevo cosa fare. Il fatto che lui si sia confidato con me mi ha permesso di espandere la mia preghiera. Ho iniziato a recitare Daimoku per proteggere la sua vita e quella del suo popolo. Ho continuato sempre a incoraggiarlo con le parole di sensei, attraverso l’esempio dei nostri maestri, che hanno vissuto momenti terribili ma non hanno mai perso la speranza. Dopo qualche giorno mi ha detto che ci aveva ripensato, non sarebbe partito.
Poi, il 3 maggio, giorno della Soka Gakkai e delle madri Soka, mi ha chiamata per dirmi che incredibilmente era riuscito a ottenere il visto per andare a studiare negli USA. Ora vive lì.
Ho vissuto tutto questo come una vittoria personale e ho pensato alle parole di sensei: «Avere un compagno, un amico di cui potervi davvero fidare, che lotta insieme a voi, è un’altra importante forza motrice verso la pace. Noi abbiamo degli amici così, che la pensano come noi, i nostri compagni di fede della SGI che lavorano al nostro fianco in tutto il mondo. E, cosa ancora più importante, abbiamo voi, cari amici del Gruppo futuro, a cui passeremo il testimone della pace» (Ibidem, 105).

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Viviamo con gratitudine
Mirko Lugli

Ripagare i debiti di gratitudine è molto importante per noi del Gruppo futuro. Nel Gosho Ripagare i debiti di gratitudine leggiamo: «Chi si dedica al Buddismo non dovrebbe dimenticare i debiti di gratitudine verso i genitori, verso i maestri e verso il paese. Ma, per ripagare questi grandi debiti, deve assolutamente studiare e comprendere a fondo il Buddismo e diventare un sapiente» (RSND, 1, 614 ).
Il punto focale è che chi sente gratitudine è felice. Noi possiamo recitare un forte Daimoku fino a quando emerge la gratitudine verso i nostri genitori. È una cosa che dipende da noi, la gratitudine verso i genitori è connaturata alla vita. A chi soffre per delle situazioni difficili in famiglia, sensei dice di diventarne il sole. Se sentiamo gratitudine e diventiamo il sole della famiglia, illuminiamo tutto. Se qualcuno ha perso uno o entrambi i genitori, sensei dice che essi continueranno a vivere nel nostro cuore e che siamo loro figli per tutta la vita.
Il presidente Ikeda scrive: «Anche se ora state affrontando sofferenze, il fatto che non vi arrendete ma, anzi, vi impegnate ancor di più, equivale a ripagare il debito di gratitudine verso i vostri genitori ed è il modo di vivere più elevato. In questo atteggiamento coraggioso brilla lo spirito di maestro e discepolo».
Quindi, se ci impegniamo a ripagare i debiti di gratitudine verso i genitori stiamo ripagando anche quelli verso il maestro.
Sono sicuro che ognuno di noi sente un immenso debito di gratitudine nei confronti del maestro.
Sensei ci spiega come fare: «Come discepoli, in che modo possiamo ripagare questo grande debito di gratitudine [verso il maestro]? Non c’è altro modo se non quello di far avanzare vigorosamente il movimento di kosen-rufu, a cui egli ha dedicato la sua stessa vita, facendolo progredire in modo tale da riportargli la nostra vittoria, esclamando: “Sensei, guardi quanto sono riuscito a far avanzare kosen-rufu!”. Possiamo ripagare il debito che abbiamo nei confronti del nostro maestro rivolgendoci alle altre persone. Vivere dedicandosi alla realizzazione del grande voto di kosen-rufu attraverso la compassionevole propagazione della grande Legge, rappresenta il modo più elevato di ripagare i debiti di gratitudine» (NR, 634, 23).

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