Mirai Journal (mensile del Gruppo futuro in Giappone): Il mese di agosto, che in Giappone è dedicato in particolare al Gruppo futuro, è iniziato splendidamente. Accompagnati dall’energia del luminoso sole estivo, i ragazzi e le ragazze si stanno impegnando con entusiasmo negli studi e nelle attività extracurriculari. Anche per gli studenti all’ultimo anno delle medie o del liceo è un momento importante, in cui decidere quale strada intraprendere dopo il diploma.
D. Ikeda: So che tutti voi, miei giovani amici del Gruppo futuro, state lavorando duramente. Sono sempre felice di ricevere resoconti delle vostre attività!
In particolare, vorrei lodare coloro che stanno studiando per gli esami di ammissione: è qui che inizia la vostra vera sfida! Anche se finora non siete riusciti a studiare come avreste voluto, da questo preciso momento potete decidere di compiere una nuova partenza per sviluppare tutte le vostre capacità. Spero che vi prenderete cura della vostra salute e farete del vostro meglio, ognuno con le proprie peculiarità. Mia moglie Kaneko e io stiamo pregando intensamente mattina e sera per la vostra crescita e vittoria.
MJ: In Giappone si stanno svolgendo gli annuali concorsi riservati al Gruppo futuro, dedicati alle recensioni letterarie e a brevi recite in inglese. Coloro che sostengono questi eventi rimangono sempre molto colpiti nel leggere i numerosi contributi che vengono inviati.
D. Ikeda: Io stesso ogni anno attendo con impazienza questi concorsi. Quando leggo quelle recensioni e guardo i video delle recite, mi sento colmo di speranza. Rimango sempre profondamente impressionato dal loro spirito meraviglioso, pieno di nuove idee, dalla traboccante creatività e ricchezza espressiva dei lavori che arrivano.
Soprattutto, è davvero degno di ammirazione l’atteggiamento con cui partecipano e si mettono alla prova. Vorrei premiare ognuno di loro come un giovane vincitore in questa sfida.
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MJ: L’argomento che affrontiamo oggi è legato a questi concorsi: mi riferisco alle attività che includono l’esercizio della scrittura.
Molte professioni, come ad esempio quella dei redattori di quotidiani e riviste, dei giornalisti o degli autori, richiedono per loro natura un’abilità di scrittura, ma qualunque lavoro si svolga, saper scrivere è indispensabile per presentare proposte, relazioni e documenti di vario genere.
D. Ikeda: Questo è vero. Che cosa ci rende felici nel corso della nostra esistenza? Avere una missione e dare il massimo per realizzarla. Il potere insito nelle parole e nella scrittura è l’”arma” non violenta per vincere in questa sfida. Quando ero ragazzo, desideravo diventare giornalista. Conobbi il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda nell’estate dei miei diciannove anni (nel 1947); qualche anno dopo, nel 1951, dalle nostre conversazioni tra maestro e discepolo, nacque il Seikyo Shimbun. Lavorando con Toda ebbi infinite opportunità di scrivere, arrivando così a realizzare il mio sogno. A lui devo tutto.
Le parole hanno un grande potere: comunicano i nostri pensieri, ispirano gli altri e ci aiutano a realizzare insieme la nostra rivoluzione umana.
Nichiren Daishonin scrive: «È attraverso l’uso di parole, dette e scritte, che il Budda salva gli esseri viventi» (RSND, 2, 7).
Le parole uniscono le persone, qualunque sia la distanza fisica: trascendono facilmente il tempo e lo spazio, trasmettendo il passato al presente e il presente al futuro. In questo senso possiedono il potere dell’eternità.
Allo stesso tempo, però, le parole possono ferire e ingannare. Spesso vengono utilizzate parole cariche di veleno per dividere e fuorviare le persone. È un’innegabile realtà che le parole a volte vengano manipolate per gettare la società nella confusione e nello scompiglio. Ecco perché desidero che tutti voi, in qualità di fari di giustizia, sviluppiate la capacità di individuare con chiarezza l’uso improprio delle parole.
Toda diceva che kosen-rufu è un’impresa che viene portata avanti con le parole. Trasmettere e diffondere parole che mirano a guidare le persone verso la felicità e a vincere sull’ingiustizia porta direttamente alla pace mondiale.
MJ: Alcuni ragazzi hanno riferito che di fronte a una pagina bianca non riescono a scrivere. Altri hanno chiesto come diventare buoni scrittori.
D. Ikeda: Non è detto che si debba iniziare da una pagina bianca. Si può usare qualunque mezzo – il cellulare, il computer o persino della carta da lettere… Non c’è bisogno di complicare le cose. Qualunque cosa, anche breve, se scritta con sentimento sincero può essere di grande efficacia. Gli haiku giapponesi sono brevi, ma possono essere molto profondi. Non si richiede di comporre fin dall’inizio brani lunghi e privi di difetti.
Non state troppo a pensare: iniziate semplicemente a scrivere. Nel farlo, scoprirete che i vostri pensieri si fanno via via più profondi. Magari nel frattempo potreste anche scoprire nuovi aspetti di voi stessi. Più scrivete, più migliorate. È importante coltivare nel cuore l’ispirazione: il solo fatto di provare a scrivere è già uno sforzo degno di ammirazione. Scrivere non è un esame, non esistono risposte sbagliate. Qualunque cosa desideriate esprimere va bene. Non c’è bisogno di paragonarsi agli altri.
Se davvero non riuscite a scrivere, potete iniziare trascrivendo un passo che avete letto e vi ha commosso profondamente. Cercate di annotare in un taccuino parole e frasi che vi sono piaciute.
Da giovane Napoleone Bonaparte fu un avido lettore: leggeva costantemente, appuntando sempre in un taccuino i passi che lo avevano più colpito o emozionato. Anch’io da giovane ho trascritto brani ricchi di ispirazione dai capolavori della letteratura giapponese e di tutto il mondo.
Anche tenere un diario è un buon allenamento per la scrittura, prendendo nota degli accadimenti e dei nostri sentimenti durante la giornata. Un diario è una sorta di dialogo con se stessi. Nel suo famoso diario Anna Frank porta avanti una conversazione con il proprio io, che denomina “Kitty”. Riflettere sugli eventi della giornata e annotare anche solo poche parole in un diario lascia una testimonianza dorata della vostra vita. Scrivere è un modo per incoraggiare se stessi e sviluppare fiducia.
MJ: Da giovane lei ha lavorato come redattore per Toda.
D. Ikeda: Sì, ricordo con affetto quel punto di partenza nella mia vita. Divenni caporedattore di una rivista intitolata Le avventure dei ragazzi (in seguito Il Giappone dei ragazzi), pubblicata dalla società di Toda, la Nihon Shogakkan. Come giovane redattore mi impegnai a fondo per renderla la migliore rivista per bambini del Giappone.
Svolgevo numerosi compiti, dalla progettazione delle storie a puntate alla selezione degli scrittori, dalla scelta di articoli già pronti alla collaborazione con gli illustratori, fino all’impaginazione. Quando non riuscivamo a trovare uno scrittore, io stesso componevo brevi biografie di personaggi famosi usando lo pseudonimo di Shin’ichiro Yamamoto.
Per svolgere bene il mio lavoro, ho spesso chiesto direttamente ai bambini cosa stessero leggendo e cosa li attirasse: volevo infondere in loro coraggio e speranza poichè i bambini portano sulle spalle il futuro. Per quanto fossi stanco, quando pensavo ai nostri lettori sentivo sempre nascere un’ondata di fresca energia e nuove idee.
Fu una grande soddisfazione apprendere che il famoso fumettista giapponese Osamu Tezuka, autore di opere molto popolari come Astro Boy e La Fenice, una volta aveva dichiarato che gli sarebbe piaciuto collaborare con la nostra rivista perché vi aveva colto uno spirito e una passione particolari.
Col tempo, a causa dell’instabilità economica del Giappone postbellico, la casa editrice di Toda si ritrovò ad affrontare un momento difficile e la rivista sospese le pubblicazioni, ma quella mia esperienza lavorativa divenne la base della mia futura attività di scrittore.
Gli sforzi che affrontate da giovani non andranno mai sprecati.
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MJ: Un ragazzo che spera di diventare giornalista chiede quali siano le qualità richieste agli scrittori nel mondo di oggi, sommerso dalle informazioni.
D. Ikeda: È un’ottima domanda.
La cosa più importante è nutrire convinzione. Toda era solito dire: «Un giornalismo senza convinzione è inconsistente come il fumo».
La più alta forma di convinzione è la fede nella Legge mistica. Non c’è convinzione maggiore della dedizione a kosen-rufu. Anche se ritenete di non essere buoni scrittori, tutti voi che praticate il Buddismo di Nichiren Daishonin fin da giovani potete trovare le parole attingendo alla dimensione più profonda della vostra esistenza. Le vostre parole sincere, caratterizzate da onestà e integrità, avranno il potere di cambiare i tempi.
L’autore cinese Ba Jin fu un indimenticabile campione della penna. Ebbi l’opportunità di incontrarlo in quattro occasioni: per tutta la vita egli rimase incrollabile nonostante i venti mutevoli dell’opinione pubblica, e trionfò su numerose avversità.
La sua carriera di scrittore attraversò sette decenni: negli ultimi anni dichiarò che, a causa delle varie ferite e malattie, la sua penna sembrava pesare una tonnellata.
Ugualmente, sull’onda delle parole: «Possa la mia penna innescare un fuoco capace di bruciarmi intensamente», egli perseverò nel proprio sforzo di continuare a scrivere, affrontando ogni giorno il compito di produrre anche solo due o trecento parole. Il segreto della potenza della sua scrittura era il suo credo: «Offri il cuore ai tuoi lettori».
Per chi, e a quale scopo scriviamo?
Scriviamo per il bene delle persone, per portare felicità agli altri, perché madri e figli possano sorridere. Non esiste scrittura più dedita alla verità e alla giustizia di questa.
I presidenti della Soka Gakkai Makiguchi e Toda sostennero la causa della verità e della giustizia. Spinti dalla profonda determinazione di alleviare la sofferenza dei compagni di fede e degli amici, usarono parole colme di calore e compassione. Questo è anche il motivo per cui si dimostrarono così severi nel denunciare errori e ingiustizie. Anch’io ho seguito le loro orme.
Una volta un ragazzo del Gruppo futuro dallo sguardo vivace mi domandò come riuscissi a scrivere così tanto.
Gli risposi: «Perché desidero incoraggiare le persone. Scrivo con la speranza che almeno una persona possa leggere le mie parole e sentirsi incoraggiata».
Quando immagino il volto di ogni singolo lettore – dei miei compagni, inclusi molti dei vostri genitori e anche voi – non posso fare a meno di continuare a scrivere. Spero che voi, miei giovani successori, proseguirete questa lotta di parole che costituisce la tradizione dei maestri e discepoli Soka.
Nei primi giorni del movimento i nostri membri sopportarono dai media insulti privi di fondamento e calunnie scritte sulla Soka Gakkai. Desidero che siate fonte di parole di verità e giustizia, capaci di fugare per sempre critiche infondate e calunnie.
MJ: Il 24 agosto segna la nascita del Seikyo Shimbun. In questo giorno del 1950, durante una conversazione tra lei e il presidente Toda nacque l’idea di questa pubblicazione. Il primo numero del giornale uscì il 20 aprile 1951, dopo che lei e Toda avevate trionfato nella lotta condivisa di maestro e discepolo superando la crisi delle attività imprenditoriali di Toda.
D. Ikeda: Era un profondo desiderio di Toda far sì che le persone in Giappone e in tutto il mondo leggessero il Seikyo Shimbun. Oggi quel desiderio è stato realizzato, e con l’arrivo dell’era digitale il giornale raggiunge lettori in ogni angolo del pianeta.
Al momento sto lavorando quotidianamente alle puntate del mio romanzo La nuova rivoluzione umana per lasciare a voi, miei cari amici del Gruppo futuro, una testimonianza della vera storia del nostro movimento per kosen-rufu.
Sono certo che tra voi emergeranno straordinari scrittori e romanzieri che saranno noti in tutto il mondo.
D’ora in poi la capacità di scrivere diventerà sempre più importante per un leader. Quest’estate spero che tutti voi, che sarete grandi leader del ventunesimo secolo, lucidiate la vostra capacità di perseguire i vostri sogni.
Ricordate sempre che molte persone in Giappone e in tutto il mondo stanno ansiosamente aspettando le parole di speranza che scriverete!
(1 agosto 2017)