Federico ha ricevuto il Gohonzon in piena pandemia, e a sessant’anni ha rivoluzionato la sua vita. Recitando Daimoku con tenacia e studiando i princìpi del Buddismo ha risvegliato dentro di sé la forza di lottare, ha ripagato tutti i suoi debiti, ha trasformato il rapporto con suo figlio e ha riavviato con successo il suo studio professionale
Prima di cominciare a praticare la mia vita girava al contrario e per dieci anni ho creduto di poterla risollevare.
Ho cercato di tenere in piedi un matrimonio, ho portato avanti la professione di avvocato senza capire cosa volessero veramente i miei clienti. Per contrastare la crisi del 2010 mi sono inventato un servizio legale online, ma non ha funzionato ed ho prosciugato anche le poche risorse rimaste.
Gli amici li frequentavo soltanto per motivi utilitaristici, instaurando così rapporti falsi e formali. Mi ero anche allontanato dalla mia famiglia di origine. Intanto sprofondavo sempre di più nell’angoscia e i debiti con l’erario aumentavano a dismisura. A Natale 2018 una mia amica, Cristina, mi regalò un libro sul Buddismo, e appena letto mi misi subito a recitare Nam-myoho-renge-kyo.
Praticando ho cambiato completamente il mio atteggiamento. Ho iniziato il percorso per chiudere un rapporto coniugale di decennale sofferenza. Ho deciso di vendere la casa che bloccava tutte Ie mie risorse economiche, ho estinto i miei debiti e ho comprato una casa a mio figlio. Ho iniziato a lavorare ascoltando veramente i miei clienti. Ho ripreso ad avere cura di me stesso e pian piano mi sono riavvicinato anche ai miei genitori e a mia sorella.
Nel frattempo però mio figlio ha cominciato ad avere atteggiamenti negativi: tra la separazione, la pandemia e l’adolescenza, il nostro rapporto si era proprio complicato. Tuttavia ho mantenuto la perseveranza di fargli sentire la mia amorevole presenza nella sua vita. La notte vagava da solo in preda ai pensieri, ma io c’ero, lo seguivo recitando Daimoku per darmi forza e alla fine sono sempre riuscito a riportarlo a casa. È stato un periodo terribile, ma sentivo che una nuova forza si risvegliava dentro di me: la capacità di lottare e combattere!
Scrive Ikeda Sensei: «La forza è fonte di felicità. Non dobbiamo evitare le sfide poste dalla vita. Non dobbiamo essere sconfitti. Rifiutarsi di essere sconfitti è già vittoria» (Giorno per giorno, Esperia, 7 aprile). Lo studio del Buddismo mi ha aperto nuove prospettive che insieme al Daimoku mi hanno dato un equilibrio prima sconosciuto.
Dopo qualche tempo ho sentito il desiderio di ricevere il Gohonzon e così, il 18 luglio 2020, in piena pandemia, sono diventato membro della Soka Gakkai!
In questi ultimi due anni ci sono state molte altre difficoltà e ostacoli, ma nulla mi è sembrato insormontabile. Con la forza, la tenacia e la saggezza che mi dà il Daimoku, sono riuscito anche a ricucire il rapporto con mio figlio. In questo periodo mi dà una mano nel mio studio e considera sua anche la mia casa. Anche il lavoro ha ripreso a girare per il verso giusto. In questo ultimo anno e mezzo il mio studio ha ricevuto molti incarichi. Cristina ora non è più soltanto un’amica: è un amore profondo e pulito.
Nei momenti più tremendi ho incontrato compagni di fede che mi hanno aiutato, hanno recitato Daimoku con me e dedicato il loro tempo a sostenermi. Ho trovato nella Soka Gakkai un mondo in cui le persone ti accolgono per quello che sei, non ti giudicano, un gruppo di Bodhisattva della Terra che brillano come diamanti e hanno la forza di cento leoni.
Questa è la mia esperienza: a sessant’anni posso veramente dire di essere rinato a una nuova, meravigliosa vita, quella vita che si specchia tutti i giorni nel Gohonzon che mi è stato affidato.