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La luce che ha rivitalizzato la mia vita - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:41

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La luce che ha rivitalizzato la mia vita

Carmen Morello, Bari

La malattia del figlio è stata per Carmen l’occasione più grande per poter approfondire la sua fede. Dopo aver promesso al maestro Ikeda che avrebbe vinto per kosen-rufu, ha potuto trasformare completamente la condizione della sua famiglia. Continuando a trasmettere a tutti il potere del Gohonzon, Carmen è ora decisa a ripagare il suo debito di gratitudine e a realizzare fino in fondo la sua missione di Bodhisattva della Terra

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La malattia del figlio è stata per Carmen l’occasione più grande per poter approfondire la sua fede. Dopo aver promesso al maestro Ikeda che avrebbe vinto per kosen-rufu, ha potuto trasformare completamente la condizione della sua famiglia. Continuando a trasmettere a tutti il potere del Gohonzon, Carmen è ora decisa a ripagare il suo debito di gratitudine e a realizzare fino in fondo la sua missione di Bodhisattva della Terra

Ho iniziato a praticare il Buddismo dopo aver partecipato a una riunione del Gruppo donne nel 2007 e in quello stesso anno ho ricevuto il Gohonzon.
In quel periodo la mia vita era un cumulo di macerie, vivevo immersa nel dolore, ritenevo che la mia vita non valesse nulla e desideravo solo farla finita. Ero diventata madre a sedici anni e il mio primo figlio era nato con una malattia genetica di origine nefrologica e la relazione con mio marito era molto tormentata.
In casa si respirava rabbia e violenza e lui talvolta si rifugiava nell’alcool per anestetizzare il dolore che la malattia di nostro figlio gli causava. Per sopravvivere a tutto questo anche io attuavo dei meccanismi autodistruttivi con il cibo arrivando a costruirmi una corazza fisica di ben 116 kg.
Incontrare Nam-myoho-renge-kyo mi ha salvato la vita: sin dal primo Daimoku ho sentito un senso di protezione assoluta. Un’energia che mi ha completamente rivitalizzato portando luce nella mia vita. Mi sono impegnata assiduamente nella recitazione del Daimoku e nell’attività per gli altri, soprattutto quando la situazione era apparentemente senza via di uscita. Come quando nel 2013, il nefrologo ci annunciava che nostro figlio avrebbe dovuto iniziare la dialisi. Uno dei momenti più dolorosi della mia vita.
Nei primi giorni dopo questa notizia ero paralizzata, solo ricominciando a recitare Daimoku uno squarcio nel muro del mio cuore si aprì e iniziò a entrare il sole della consapevolezza…
Ero un Bodhisattva della Terra e avevo fatto un voto dall’infinito passato e se tutto ciò mi stava capitando era perché avevo la forza e il coraggio per affrontarlo, dovevo solo decidere di vincere per kosen-rufu. Decido così di scrivere una lettera al presidente Ikeda promettendogli che il cerchio della malattia di mio figlio si sarebbe chiuso il 18 novembre di quell’anno, il 2013, in cui fu inaugurato il Kosen-rufu Daiseido (Palazzo del grande voto) e che il settore di cui ero responsabile si sarebbe raddoppiato grazie all’arrivo di tanti giovani.
Ricordo il Daimoku dei miei compagni di fede che ci sostenevano, la mia determinazione a non farmi schiacciare dalla paura e la forza che mi dava il poter incoraggiare, anche nei momenti più bui, ogni persona che incontravo.
Ogni volta che vedevo mio figlio – un ragazzo di 19 anni – costretto a letto indebolito dalla dialisi, determinavo con ancora più forza di sostenere tutti i giovani che avrei incontrato e di vincere entro il 18 novembre. Così fu. Mio figlio fece il trapianto a settembre grazie a suo padre che gli donò un rene e proprio il 18 novembre subì l’ultimo intervento di routine.
Contemporaneamente in quella stessa settimana il settore di cui ero responsabile si sdoppiò perché erano arrivati tantissimi giovani… Allo zadankai di un gruppo ce ne erano più di una ventina. Avevo vinto per kosen-rufu!
Nel corso di questi anni la malattia di mio figlio è stata l’occasione più grande per poter approfondire la fede… Ogni suo momento di sconforto ha rappresentato per me una sfida da portare davanti al Gohonzon e ogni mio Daimoku per lui è diventato il sole che ha illuminato il suo percorso. La sua vita è completamente cambiata e sempre in occasione del 18 novembre sono avvenute altre cose bellissime…
Nel 2013 si chiuse il cerchio della sua malattia, l’anno dopo si è fidanzato, due anni dopo ha firmato un contratto di lavoro a tempo indeterminato e due anni fa ha dichiarato la nascita di suo figlio Mathias. E ha realizzato il suo grande sogno di giocare in una squadra di calcio importante entrando a far parte della Nazionale Italiana di Calcio dei Trapiantati.
Inoltre, grazie all’offerta sincera per kosen-rufu, la mia famiglia ha potuto sperimentare più e più volte il beneficio di alleggerire una situazione economica negativa. Ad esempio una volta ero mortificata per aver potuto offrire solo pochi spiccioli per kosen-rufu, ma in quel gesto c’era tutta la mia gratitudine nei confronti del Gohonzon, del nostro maestro e della Soka Gakkai… Proprio in quell’occasione mio marito, che aveva chiesto un prestito al suo titolare per poter pagare una parte del mutuo semestrale della casa, riceve una telefonata in cui lui gli annuncia che quei soldi può tenerli… ce li regalava!
In questi anni di pratica Sensei non ha mai smesso di credere in me e nelle mie capacità ricordandomi di continuo che sono una donna di valore e che grazie al mio voto per kosen-rufu avrei trasformato completamente la mia vita, e la mia famiglia sarebbe diventata una famiglia di valore.
È stato proprio così: nella mia famiglia ho iniziato ad abbracciare tutti con la luce della compassione che nasce dalla trasformazione della rabbia dovuta al dolore.
Daimoku dopo Daimoku riconoscevo la sofferenza delle persone che mi circondavano e non più solo la mia sofferenza. Sia con i miei genitori che con mio marito e i mei figli: ho riconosciuto la loro Buddità, il loro immenso valore.
L’ambiente è cambiato al punto tale che hanno deciso tutti di iniziare a praticare. Mio padre insieme a mia figlia e a mia madre sono diventati membri nel 2010, seguiti da mio marito nel 2018.
Ognuno di noi sta portando avanti la propria rivoluzione umana affrontando con coraggio anche le situazioni più dure. Ultima in ordine di arrivo, la morte di mio padre avvenuta a maggio di quest’anno, dopo una grave malattia durata dodici anni che ha affrontato con grande forza vitale e grazie alla pratica era tornato a essere gioioso, spiritoso e amabile più di prima.
La mia determinazione è di ricordarmi ogni giorno di essere un Bodhisattva della Terra e di portare avanti la mia missione e la mia rivoluzione umana, di vincere e trasformare completamente il mio karma sforzandomi nell’attività per gli altri, approfondendo lo spirito dell’offerta per kosen-rufu, per dimostrare ancora una volta a tutti i miei compagni di fede e a tutte le persone che incontrerò, il grande potere del Gohonzon e di Nam-myoho-renge-kyo, per ripagare il mio debito di gratitudine nei confronti del mio grande maestro!

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