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Scambiare sassi con oro - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:41

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Scambiare sassi con oro

Miria Marinozzi

Miria racconta il suo impegno nel mettere in pratica il Gosho e le parole di Sensei, e quanto l’ha ispirata l’esperienza di un compagno di fede pubblicata su Il Nuovo Rinascimento che ha fatto nascere in lei la decisione di andare verso il suo sogno di vivere con la danza

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Miria racconta il suo impegno nel mettere in pratica il Gosho e le parole di Sensei, e quanto l’ha ispirata l’esperienza di un compagno di fede pubblicata su Il Nuovo Rinascimento che ha fatto nascere in lei la decisione di andare verso il suo sogno di vivere con la danza

Il 20 maggio, insieme ai responsabili di regione, la redazione de Il Nuovo Rinascimento e Buddismo e società ha incontrato i lettori e le lettrici della regione Marche per presentare il lavoro di realizzazione delle riviste e ascoltare proposte e suggerimenti. Di seguito l’esperienza di Miria Marinozzi, raccontata durante la riunione

Quando andavo a scuola la sola parola “studiare” mi faceva venire voglia di mollare tutto e andare a lavorare, ma, per accontentare i miei genitori, feci lo stretto indispensabile e mi diplomai con il minimo dei voti. Infatti, terminato il quinto superiore ho immediatamente messo da parte i libri e iniziato a lavorare in un supermercato.
Non mi sono mai sentita adatta allo studio, pensavo: “Io non sono brava a studiare”. Quando iniziai a praticare il Buddismo, una delle mie prime esperienze fu comprendere cosa significasse mettere in pratica nella mia vita lo studio buddista, attraverso i Gosho, le parole di Sensei e le esperienze che leggevo sulle nostre riviste.
Ci fu in particolare l’esperienza di un giovane uomo pubblicata su Il Nuovo Rinascimento.
Raccontava della sua vittoria nel campo della danza come ballerino e mi colpì al punto da farmi nascere, per la prima volta, il desiderio di realizzare il mio sogno e vivere grazie al lavoro con la danza.
Così decisi di riprendere a studiare danza con impegno e dedizione.
È stata una lotta durissima con la mia oscurità, che si manifestava sotto forma di insicurezza, non mi sentivo mai abbastanza brava e con un fisico adatto.
Ma grazie al Daimoku ho potuto vincere su me stessa, e solo dopo un mese mi chiesero di insegnare danza prima nella scuola in cui studiavo, poi arrivarono offerte da diverse scuole nelle Marche e in Umbria.
L’impossibile era diventato possibile! Una vittoria che mi ha permesso di fare shakubuku prima di tutto ai miei genitori, i quali erano preoccupati per me, per il mio futuro lavorativo, ma poi hanno potuto vedere la prova concreta del Buddismo nella mia vita. Oggi, nove anni dopo aver letto quell’esperienza su NR, ho terminato una formazione triennale in danzaterapia di cui sto scrivendo la tesi.
Ho imparato che, quando attraverso momenti difficili o di stallo, o di grande confusione, la prima cosa da fare è aprire una delle nostre riviste e cercare il cuore del mio maestro, e poi recitare Daimoku fino alla vittoria.
C’è uno scritto della serie “Incoraggiamento delle quattro stagioni che in questo periodo leggo continuamente e tengo sempre con me, in cui Sensei scrive:

«Nella vita c’è un momento in cui bisogna abbattere tutti i limiti del passato e alzarci in piedi, come se fossimo rinati. Quel momento è ora! La forza motrice per compiere tale svolta non è altro che una fede forte e corretta e una convinzione incrollabile nella grande Legge buddista che abbraccia le tre esistenze della vita, per l’eternità. A partire da questo momento, apriamo una breccia nei nostri limiti per superare il nostro “io” di prima e alziamoci con risolutezza, là dove ci troviamo adesso» (NR, 729, 2).
Questo sforzo continuo mi sta permettendo di scambiare «sassi con oro» (RSND, 1, 679).
Attraverso lo studio, partecipando intensamente alle attività, e andando a trovare le giovani donne, ricevo incoraggiamenti dalle parole del maestro e dei compagni di fede: coraggio, gioia, fortuna, salute e protezione per me e i miei familiari.
Nichiren Daishonin scrive: «Io, Nichiren, ho iscritto la mia vita in inchiostro di sumi, perciò credi profondamente nel Gohonzon. Il volere del Budda è il Sutra del Loto, ma l’anima di Nichiren non è altro che Nam-myoho-renge-kyo» (Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365).
Per me le riviste sono un prolungamento del cuore di Nichiren Daishonin, mi fanno sentire in una famiglia di portata globale. Mi fanno riconoscere il mio vero valore. Mi permettono di avvicinarmi al cuore del maestro, facendomi sentire l’importanza di essere una sua discepola in questo momento in cui lui è in vita e mi incoraggia quotidianamente.
Senza le riviste non potrei sentire il mio maestro così vicino a me!
Nell’epilogo de La nuova rivoluzione umana il maestro Ikeda scrive: «Pensando a tutti i i preziosi compagni di fede in Giappone e nel resto del mondo che si stavano sforzando intensamente nella fede, sono sceso nei recessi più profondi del mio animo per riuscire a scrivere la mia storia come se stessi scrivendo una lettera di incoraggiamento a ognuno di loro» (NRU, 30, 840).
In questo periodo in cui nella società si respira aria di paura, angoscia ed egoismo, il Buddismo di Nichiren Daishonin è davvero la linfa per far avanzare la pace nel mondo, come ai tempi del maestro Toda dopo la Seconda guerra mondiale.
Anch’io ho deciso di mostrare la prova concreta della gioia della Legge mistica, in unità con il mio maestro e i miei compagni di fede Soka!
Userò la mia missione per trasmettere ai più giovani di me lo straordinario potere della nostra vita grazie alla fede nel Gohonzon e permettere loro di riconoscere il proprio valore, sostenuta dalle parole incoraggianti che trovo sulle riviste Soka, le riviste che illuminano il mondo.

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