«Credi profondamente in questo mandala. Nam-myoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone, quale malattia può quindi essere un ostacolo?»
(Nichiren Daishonin, Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365)
La prima volta che ho sperimentato il potere del Gohonzon è stato in relazione a un problema di salute che avevo dalla nascita. Mi affidai a queste parole di Nichiren Daishonin e feci una grande esperienza.
In quel periodo iniziale, incoraggiata dai compagni di fede ho mosso i primi passi per approfondire la relazione maestro–discepolo.
Aver creato nel tempo un rapporto con Sensei mi ha permesso di costruire la tendenza a basarmi sulla visione buddista di totale fiducia verso la vita e verso ogni singola persona, quindi anche verso me stessa.
Mi sono impegnata a mettere in pratica varie volte questa bellissima frase del Gosho, e agli inizi del 2019 l’ho “rispolverata” in seguito a un serio problema respiratorio.
Basandomi sul Gosho e sugli incoraggiamenti del maestro Ikeda, ho determinato di trasformare la situazione e realizzare un’esperienza per poter incoraggiare gli altri. Ho rinnovato il mio atteggiamento davanti al Gohonzon ricercando una preghiera “come il ruggito del leone”, e anche se spesso non riuscivo neanche a tirare fuori la voce, ho coltivato l’ichinen, la determinazione di combattere il “demone della malattia” così com’ero.
Il Gosho e tutti gli incoraggiamenti di Ikeda Sensei, infatti, nel tempo mi hanno fatto comprendere di non dovermi accanire contro la malattia, quanto piuttosto “combattere” più profondamente dentro di me, contro la mia oscurità, con la fede.
«Nam-myoho-renge-kyo è come il ruggito di un leone, quale malattia può quindi essere un ostacolo?» (Ibidem).
L’allenamento a mantenere il Gohonzon al centro della mia vita mi ha permesso di avere uno stato vitale alto e di non vivere concentrata sul pensiero della salute: le mie giornate proseguono insieme alla malattia che fa parte della mia missione, mi prendo cura di me stessa con rinnovato impegno, lavoro, faccio attività con la consapevolezza di lottare per me stessa e per gli altri, e sono grata per il sostegno dei compagni di fede.
Continuo a sperimentare che le parole del Gosho e dei nostri maestri sono vere: il veleno si trasforma in medicina grazie alla fede! Nel cuore ho queste parole di Lev Tolstoj, citate da Sensei: «Nessuna malattia può impedire a una persona di fare ciò che deve fare».
E ancora: «Si può realizzare il proprio scopo nella vita sia quando si è malati sia quando si è sani». Sensei prosegue: «Il Buddismo considera la malattia come una parte innata della vita. […] Affrontare la malattia con una forte fede e una preghiera tenace, sviluppando così una vasta condizione vitale, infonde coraggio e speranza alle persone intorno a noi. In questo modo, la malattia diventa la nostra missione» (Verso un secolo di salute, Esperia, pag. 8).