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Sul sentiero della vera felicità - DEV - Il Nuovo Rinascimento
Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

25 gennaio 2026 Ore 02:57

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    Sul sentiero della vera felicità

    In venti anni di pratica buddista Fortunata ha vinto sulla malattia e ha costruito una famiglia molto unita. Le sue parole trasmettono una sincera gratitudine per la famiglia Soka nella quale ha creato tanti legami, soprattutto con i giovani, e la fiducia che si può realizzare tutto ciò che si desidera grazie alla fede nel Gohonzon

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    In venti anni di pratica buddista Fortunata ha vinto sulla malattia e ha costruito una famiglia molto unita. Le sue parole trasmettono una sincera gratitudine per la famiglia Soka nella quale ha creato tanti legami, soprattutto con i giovani, e la fiducia che si può realizzare tutto ciò che si desidera grazie alla fede nel Gohonzon

    Ci racconti come hai iniziato a praticare il Buddismo di Nichiren Daishonin?

    Ho iniziato vent’anni fa a San Gimignano, vicino a Firenze. Eravamo in tanti, c’erano tanti giovani.
    Da quando mi sono trasferita in Umbria la mia vita è cambiata, all’inizio mi sentivo persa, qui era tutto diverso, anche l’attività, il modo di praticare, ma la mia grande famiglia della Soka Gakkai mi ha sempre sostenuta e ora ho creato legami con tante persone, soprattutto giovani.
    Le mie due figlie praticano e anche uno dei miei quattro nipoti, gli altri tre e mio genero non praticano, ma ci sostengono.
    Quando ci siamo trasferiti qui mio marito praticava anche lui, non stava bene e cinque anni fa è venuto a mancare.
    È difficile parlarne senza commuovermi, una vita insieme, però ci ha lasciato con molta serenità, voleva riposarsi e se n’è andato così.

    Ci vuoi raccontare un’altra esperienza importante della tua vita?

    Io ho sempre pregato per la felicità della mia famiglia e per avere una buona salute. E con la pratica buddista ho ottenuto quello che desideravo. Avevo una malattia del sangue per cui dovevo fare dei salassi, avevo molti dolori, per lungo tempo una gamba ingessata, poi ho trovato la cura giusta e i valori si sono normalizzati: è stata una bella esperienza.

    Come vivi la relazione con il maestro Ikeda?

    Leggo tutti i giorni le nostre riviste, un po’ al mattino e un po’ al pomeriggio. Uno dei miei scritti preferiti di Ikeda si intitola Scintille di pace, e in un punto parla alle giovani donne: «Non vivete il tempo della giovinezza in maniera vuota e priva di obiettivi, perché in seguito avrete dei rimpianti. Vi prego di far sentire tranquilli i vostri genitori, rimanendo sul sentiero della vera felicità» (NR, 395, 5).

    Vuoi dire qualcosa in particolare ai giovani?

    Dico sempre ai giovani di agire e non lamentarsi, agire e andare avanti meglio che si può.
    Io non smetterò mai di praticare e qui con mia figlia Cristina faccio gli incontri online, sia lo zadankai che lo studio e vorrei che tutti i giovani partecipassero a questi incontri: ho un forte legame con loro ed è bello parlare insieme.
    Io ho una famiglia molto unita grazie al Gohonzon, vorrei che avessero fiducia che si può fare tutto ciò che si desidera.

    Vorrei dire un’ultima cosa: a San Gimignano ci sono tanti praticanti buddisti, vorrei ringraziarli tutti per la forza che mi hanno trasmesso in tanti anni.

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