Il significato del 18 novembre è lo spirito di “alzarsi da soli” e ripagare la gratitudine nei confronti dei tre presidenti fondatori con il desiderio di realizzarne i sogni e gli ideali. Questo è il filo conduttore della storia della Soka Gakkai, da Makiguchi a Toda e da Toda a Ikeda
Non si tratta di una celebrazione del passato, ma di un’occasione per rilanciare i nostri obiettivi, per infrangere i limiti che noi stessi ci siamo posti, decidendo di muovere un altro passo in direzione della felicità.
Kosen-rufu è un processo di creatività senza fine, di slancio in avanti che non prevede momenti di ristagno. La vittoria di ognuno di noi contribuisce alla costruzione di una Soka Gakkai che resterà solida per le generazioni future.
In particolare in questo anno così difficile per tutti e così importante, che apre il decennio verso il 2030, è fondamentale che ognuno di noi si “alzi da solo” con senso di responsabilità, facendo emergere tutto il potere della saggezza e della compassione insito nella propria vita, sfidandosi fino in fondo nel miglioramento personale, nel Daimoku, nello shakubuku, nell’offerta per kosen-rufu…
Nel messaggio inviato alla riunione di centro dello scorso 26 agosto, Sensei scrive:
«Ora, poco prima del novantesimo anniversario della fondazione della Soka Gakkai, desidero che incidiamo profondamente nelle nostre vite il punto di origine del legame di maestro e discepolo. Era novembre del 1944 quando – nel pieno della Seconda guerra mondiale – il primo presidente Tsunesaburo Makiguchi, che aveva dedicato la sua vita alla propagazione della Legge mistica, morì in carcere per aver mantenuto fede alle proprie convinzioni.
E in quello stesso mese il mio maestro Josei Toda, portando avanti fino in fondo la sua lotta in carcere per proteggere l’insegnamento corretto con lo spirito di non lesinare la propria vita, risvegliò in sé la profonda convinzione di essere un Bodhisattva della Terra. La Soka Gakkai è la rete dei Bodhisattva della Terra richiamati proprio da questo maestoso ichinen del legame di non dualità di maestro e discepolo, che trascende la vita e la morte. […] I Bodhisattva della Terra che recitano e propagano la Legge mistica hanno un potere incredibile, senza limiti» (NR, 681, 7).
Ora il 18 novembre è alle porte e siamo allo sprint finale: a prescindere dalle circostanze esterne e dalle modalità online delle nostre attività, ognuno di noi cosa vuole realizzare?
Coltivando nel cuore il desiderio della felicità nostra e degli altri, recitiamo Daimoku per la realizzazione dei nostri obiettivi, dei nostri sogni, affinché nella vita di ciascuno emerga la “gioia delle gioie” che deriva da una forte preghiera basata sul voto di kosen-rufu.
In questi giorni abbiamo l’opportunità di manifestare concretamente la nostra gratitudine verso la Soka Gakkai e i tre maestri fondatori partecipando all’offerta per kosen-rufu e contribuendo così al nostro movimento per la pace.
Rivolgendosi in particolare ai giovani, il maestro Ikeda scrive:
«Niente mi rende più felice che vedere i miei discepoli che si assumono la responsabilità dell’epoca a venire, agire con vitalità e dinamismo. Ogni volta che sento dei vostri instancabili sforzi, tutto il mio essere trabocca di nuova, fresca energia. Il mio più grande desiderio è che cresciate e vi sviluppiate.
La vittoria di ciascuno di voi, miei amati giovani, è la vittoria della fase conclusiva della mia vita» (pag. 12).